Fonti rinnovabili, produzione circolare e materiali ecosostenibili: così Volvo e Polestar tracciano la rotta verso il "Carbon Zero"

Le auto ad emissioni zero sono davvero ecosostenibili? No, se per costruirle vengono emesse alte quantità di sostanze nocive o in grado di alterare il clima. E neanche se le componenti sono realizzate con gli stessi materiali delle vetture termiche.

Per questo motivo, produrre auto elettriche non basta. Per raggiungere la neutralità carbonica è necessario rivedere ogni aspetto della produzione di una vettura e la stessa organizzazione dell'azienda.

Volvo, anche attraverso Polestar, il suo marchio di modelli elettrificati ad alte prestazioni, è tra le Case più attive a livello di "carbon neutral". L’obiettivo del brand svedese è quello di realizzare la prima auto climate neutral entro il 2030, anno in cui Volvo punta a vendere solo modelli con motori elettrici.

Un nuovo approccio

Il concetto di "neutralità climatica" si riferisce ad una produzione con zero emissioni nette di anidride carbonica. Questo obiettivo può essere raggiunto bilanciando le emissioni di CO2 prodotte con misure di protezione dell’ambiente, ad esempio attraverso la piantumazione di alberi.

Come si diceva, produrre auto elettriche con tecniche classiche non è sufficiente. Bisogna partire dalla "fonte", in tutti i sensi. E' per questa ragione che il centro di produzione Polestar in Cina è alimentato al 100% da fonti di energia rinnovabili.

Polestar, stabilimenti e abitacolo verso la neutralità carbonica
Polestar, stabilimenti e abitacolo verso la neutralità carbonica

Il 65% dell'elettricità è arriva per via idroelettrica, mentre il resto è ottenuto sfruttando l'energia solare ed eolica. L'impianto è dotato di un utilizzo circolare delle risorse per ridurre al minimo gli sprechi. Per esempio, gli scarti lavorati della fibra di carbonio vengono usati in altri processi di produzione.

Lo stesso si può dire per l'impianto Volvo di Daqing, in Cina. Lo stabilimento è alimentato all'83% da biomasse e al 17% da energia eolica e ha quindi un'impronta climatica completamente neutrale. Ciò permette di ridurre le emissioni di CO2 di 34 mila tonnellate all'anno.

In generale, la Casa svedese afferma che quasi il 90% dei suoi impianti di produzione è "carbon neutral" ed entro il 2025 vuole arrivare al 100%.

Zero sprechi

Anche la riduzione degli sprechi è al centro della strategia di Volvo, che punta a una produzione completamente circolare entro il 2040. Ciò significa che ogni componente dei modelli prodotti potrà essere riutilizzata dalla Casa stessa o da altri fornitori. 

Volvo e Polestar, stabilimenti e abitacolo verso la neutralità carbonica

Già adesso la scatola del cambio e alcuni motori sono progettati per risparmiare materiale e ridurre le emissioni. Secondo il brand, l'intero processo si evolverà a tal punto che nel 2025 si utilizzeranno 176 mila tonnellate di acciaio in meno, con un risparmio di 640 mila tonnellate di CO2.

Interni ecosostenibili

Le componenti meccaniche e i pannelli della carrozzeria si sono quindi già evoluti in chiave "green". Ma che ne sarà dell'abitacolo? In effetti, è una domanda logica se si pensa che nella maggior parte delle auto moderne le imbottiture dei sedili e i rivestimenti vengono ottenuti partendo dal petrolio. 

Gli interni delle future Polestar, invece, saranno realizzati con una speciale tecnologia a base di fibre naturali. Questa ridurrà il peso dei pannelli del 50% rispetto a quelli attuali, oltre ad un impiego di plastica inferiore dell'80% in confronti alle tradizionali componenti delle vetture in vendita. 

Polestar, stabilimenti e abitacolo verso la neutralità carbonica
Polestar, stabilimenti e abitacolo verso la neutralità carbonica

Inoltre, ispirandosi al tessuto utilizzato in alcuni capi di moda o nelle calzature da lavoro, i rivestimenti dei sedili saranno fatti con una stoffa realizzata in 3D. Il materiale di partenza è derivato dalla plastica riciclata e l'intera produzione promette di tagliare al massimo gli sprechi. 

Infine, l'industria del vino e della pesca dà ulteriori spunti per ridurre l'impatto ambientale. I materiali ricavati dal sughero e dalle reti da pesca riciclate possono essere utilizzati per alcune parti dell'abitacolo.

Anche i tappi di bottiglia in sughero si prestano per essere integrati con il PVC (un prodotto plastico tra i più diffusi al mondo) per realizzare degli speciali pannelli più leggeri. Il nylon riciclato delle reti da pesca, invece, può essere utilizzato per costruire dei tappetini. 

I test sul campo

Dalla teoria alla pratica. O meglio, dal "laboratorio" alla vita reale. Volvo ha immaginato concretamente come saranno le città del futuro. Per farlo, ha avviato una collaborazione con la città svedese di Gotheburg per l'iniziativa "Gothenburg Green City Zone".

Qui la Casa e la municipalità creeranno una zona ad impatto ambientale nullo. Nell'area verranno sperimentati una nuova mobilità condivisa, la guida autonoma senza conducente e le infrastrutture connesse. Tutto, ovviamente, senza emettere una singola particella di CO2.

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