La strada di Renault verso la neutralità di carbonio è tracciata. Tutto quello che c'è da sapere sulla strategia del brand francese

Se guardate con attenzione il simbolo della Renault, la celebre Losanga appare come formata due C contrapposte che includono uno spazio romboidale. Insomma, addolcendo le linee sembra quasi di essere di fronte a un C0 "rafforzato", che fa il paio con il Carbon Zero di questa rubrica.

Troppa fantasia? Forse. E allora andiamo su qualcosa di più concreto, come l'impegno di Renault nella decarbonizzazione dei propri processi produttivi e nell’elettrificazione della gamma. L’evoluzione è stata avviata con la Fluence Z.E., una delle prime berline elettriche europee che ha debuttato nel 2009, e la ZOE.

La missione di Renault però non è finita. Ecco tutti gli obiettivi ecologici (e non solo) della Casa nei prossimi anni.  

Verso il Carbon Zero

Prima di tutto, la Losanga punta ad incrementare al 65% entro il 2025 la vendita dei veicoli elettrificati. Questa soglia dovrebbe salire al 90% nel 2030, mentre nel 2040 e 2050 il Gruppo ambisce a raggiungere la neutralità di CO2 rispettivamente in Europa e nel mondo.

Il cosiddetto "Carbon Neutral" si verifica nel momento in cui tutte le emissioni di CO2 nel ciclo di vita di un prodotto sono pari a zero. Per arrivare a questo punto, le aziende devono ridurre le emissioni prodotte e "compensarle" con azioni di sostenibilità ambientale. Tra queste c'è la piantumazione di alberi o gli investimenti in energie rinnovabili ad impatto zero. 

Il progetto di decarbonizzazione è iniziato nel 2005 e, per raggiungere questi obiettivi, Renault aumenterà il passo nei prossimi anni.

2019 Renault ZOE
Renault ZOE

Alla base, c’è l’impegno del gruppo a decarbonizzare i suoi acquisti partendo da sei componenti (acciaio, alluminio, polimeri, componenti elettronici, pneumatici e vetro) che rappresentano oggi il 90% dell’anidride carbonica emessa durante l’attività.

Sarà introdotta progressivamente una tariffazione del carbonio (una soluzione già adottata da aziende come Microsoft ed ENI) per incentivare l’intero ecosistema a produrre in modo più sostenibile. Questa specie di "tassa" consiste nell'introduzione di una tariffa interna applicata ad ogni tonnellata di carbonio prodotta. Il valore viene calcolato, per esempio, basandosi sul costo di eventuali progetti di compensazione (come la piantumazione di alberi).

In concreto, Renault si prefigge l’obiettivo di ridurre la carbon footprint associata ai suoi acquisti del 30% (in CO2 per kg di materiale).

Riciclo e riduzione delle emissioni

Uno snodo nella strategia di elettrificazione del marchio sarà il debutto dell’elettrica R5, in arrivo nel 2025. Questa verrà assemblata con una carbon footprint inferiore di almeno il 20% rispetto alla ZOE nel 2020.

Le batterie saranno più sostenibili, dato che il Gruppo si assicurerà un approvvigionamento responsabile dei minerali necessari alla costruzione, grazie alla collaborazione con aziende come Veolia e Solvay. Ciò si tradurrà in un riciclo a ciclo chiuso dei metalli delle batterie (cobalto, nickel, litio ecc.).

Renault R5 Prototype, la nuova elettrica che guarda alla tradizione
Renault R5 Prototype

Riguardo agli stabilimenti, Renault ha fissato l’obiettivo della riduzione del 50% delle emissioni nel mondo entro il 2030 (rispetto al 2019).

Per raggiungere questa soglia, l’azienda investirà nella sua industria 20 milioni di euro che, secondo le stime della compagnia, porteranno ad un risparmio fino a 90 milioni di euro in bollette energetiche e sanzioni evitate per le emissioni di CO2. Entro il 2030 tutti gli impianti europei avranno raggiunto la neutralità carbonica.

Attenzione all’ambiente significa anche curare la fase di riciclo dei componenti. Per questo la Casa attuerà una serie di processi di smantellamento e riutilizzo delle parti dei veicoli, comprese le batterie. Ciò si tradurrà in un miliardo di euro di fatturato nel 2030.