Azzerare le emissioni, non solo quelle allo scarico. Gli accordi di Parigi e gli il Green Deal della UE convergono verso il 2050 per allineare l’ago della decarbonizzazione sullo zero. E Seat, in linea con quanto fissato dal gruppo Volkswagen, vuole essere pronta per quella data.

L’obiettivo non appartiene semplicemente al costruttore tedesco o alla sua consociata, ma all’intera industria automotive spagnola che è la seconda nel Continente per la produzione di automobili e la prima per i veicoli commerciali ed industriali.

Dalla Penisola per l’Europa

Oltre al Gruppo Volkswagen (presente direttamente), in Spagna ci sono 10 brand (tra cui Citroën, Ford, Iveco, Mercedes-Benz, Nissan, Opel, Peugeot e Renault) con 17 stabilimenti che nel 2019 hanno sfornato 2,8 milioni di veicoli, 8 su 10 destinati all’esportazione.

Un settore che fa della Spagna il 9° produttore al mondo e genera l’8,5% del PIL. Questi sono i dati forniti dall’ANFAC (Asociación Española de Fabricantes de Automóviles y Camiones) che nel piano Automociòn 2020-40 ha indicato alcuni obiettivi fondamentali tra cui investire 54 miliardi entro il 2040 e produrre 700mila elettrici entro il 2030.

Agire qui dunque significa spostare una delle leve fondamentali del settore e del sistema Europa in vista dell’obiettivo finale passando per quello intermedio del 2030: -55% dei gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Per quella data il settore automotive deve invece diminuire le emissioni delle automobili del 37,5% rispetto ai 95 g/km del 2021.  Obiettivi di settore e più ampi, numerici e sistemici che coinvolgono necessariamente Seat, sia come costruttore spagnolo sia come parte del gruppo Volkswagen che qui in Spagna ha l’ambizione di produrre 500mila auto elettriche.

Tagliare le emissioni

I piani di prodotto di Seat, come affermato dal piano F3 (Future Fast Forward) prevedono, dopo il lancio delle ibride-plug per le Cupra (Leon e Formentor), le elettriche Born, la Cupra Tavascan e un piccolo crossover cittadino che dovremo vedere nel 2025. Nel frattempo la Seat ha migliorato l’efficienza dei propri impianti del 43% e punta a “ripulire” ogni segmento della catena del valore per annullare gli effetti dell’automobile sull’ambiente.

Cupra el-Born
Cupra Born concept
Cupra Tavascan Concept
Cupra Tavascan concept

Un passo importante è il recente accordo con Iberdrola per l’utilizzo di energia rinnovabile lungo tutto il ciclo di vita. Questo vuol dire energia rinnovabile per la produzione (fornitori compresi) fino al recupero finale passando ovviamente per la locomozione. L’accordo prevede un investimento di 150 milioni entro il 2030 anche per la creazione di una rete che possa spingere la Spagna ad avere 350mila punti di ricarica.

Idee efficienti, attenzione al presente

Per rendere i sistemi produttivi più efficienti Seat chiede anche il contributo dei propri dipendenti e grazie al programma “Seat Ideas”. Solo nel 2020, anno non certo tra i migliori come fonte di ispirazione e possibilità di confronto, sono arrivate più di 3mila proposte e 850 sono state prese in considerazione fruttando a Seat un risparmio di 7,2 milioni e ai dipendenti incentivo per 900mila euro.

È innegabile che, tra gli assett decisivi, ci saranno anche la formazione del personale, sia attraverso la creazione di nuove competenze sia attraverso la loro riconversione in vista dei nuovi processi e delle nuove tecnologie coinvolte.

Preservare l’ambiente dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici è un obiettivo strategico, ma riguarda già oggi progetti di tutela. Come quello biennale per 1 milione di euro messo in campo da Seat e dal Gruppo Volkswagen per mitigare gli effetti dell’uragano Gloria nel delta dell’Ebro, il secondo fiume della penisola iberica.

Il progetto rientra nel piano di progetti di sostenibilità e per l’ambiente da 10 milioni che il gruppo Volkswagen ha concordato nel dicembre del 2018 con la Banca Europea per gli Investimenti.

Fotogallery: Cupra Born, i test invernali a -30° C