Skoda raggiunge il risultato con Enyaq iV grazie a catena di produzione rivista. Contribuiscono anche progetti certificati sul clima

Le auto elettriche rappresentano ormai il futuro della mobilità, una tendenza che trova conferma nella proposta ufficiale della Commissione UE di imporre lo stop alla vendita di auto benzina e diesel a partire dal 2035. E se è vero che l’elettrificazione consente di viaggiare a “emissioni zero” su strada, il traguardo verso il bilanciamento neutrale delle emissioni di CO2 nella filiera del processo produttivo resta ancora difficile da raggiungere. 

In quest’ottica Skoda, grazie ad una serie di interventi su approvvigionamento, produzione, trasporto, fasi di riciclo e con progetti certificati che compensano le emissioni rimanenti, è in grado di consegnare il SUV elettrico Enyaq iV certificato con bilancio neutro sulle emissioni di carbonio.

Processo produttivo rivisto

La strategia per ridurre le emissioni di CO2 parte dall’ottimizzazione dei processi di produzione interni negli stabilimenti Skoda. Per questo motivo, a fine 2020, è stata inaugurata la prima fabbrica di componentistica ad impatto zero nel sito di Vrchlabí a cui si aggiunge l’installazione in corso del più grande impianto fotovoltaico da tetto della Repubblica Ceca nello stabilimento della Enyaq iV a Mladá Boleslav.

Skoda Enyaq iV

Nel contesto produttivo nazionale, l’obiettivo di Skoda è riuscire a rifornirsi di energia generata da fonti a zero emissioni nel prossimo decennio. Una sfida a cui contribuisce l’intelligenza artificiale nel caso dell’app Optikon, sviluppata dal marchio ceco per migliorare lo sfruttamento dello spazio nei container da trasporto. Grazie a questa tecnologia sono state risparmiate più di 150 spedizioni e un corrispettivo di 80 tonnellate di CO2 solo nel primo semestre del 2020.

Bilancio neutrale raggiunto

Oltre al controllo e al miglioramento dei propri processi produttivi, Skoda verifica che le emissioni di fornitori e partner rispettino, nei limiti del possibile, sostenibilità energetica e ridotto impatto ambientale. È il caso, ad esempio, di LG che garantisce l’uso di energia da fonti rinnovabili per le batterie da trazione.

Per quanto riguarda le altre inevitabili emissioni rilasciate durante la produzione, queste vengono misurate in base a una stima specifica calcolata sull'intero ciclo di vita dell'auto. L’ente TÜV NORD CERT certifica il raggiungimento del bilancio neutrale di emissioni per la Skoda Enyaq iV e la corretta registrazione di tutte le emissioni di CO2 durante l'intera esistenza su strada del mezzo.

Skoda Enyaq iV (2021) im Test

Un'auto elettrica come la Enyaq iV ha la possibilità di azzerare del tutto il proprio impatto sulle emissioni di CO2 nel caso in cui l'energia utilizzata per ricaricarla provenga da fonti rinnovabili. In quel caso la mobilità sarà totalmente "green".

Nel calcolo delle emissioni di CO2 sull’intero ciclo di vita del SUV elettrico rientrano anche il riciclo delle batterie e del veicolo stesso. Le prime vengono reimpiegate negli accumulatori della Skoda Enyaq iV, con benefici in termini di durata e di impatto ambientale.

Per quanto riguardo il secondo molti componenti dell'auto possono essere riutilizzati e ciò, in aggiunta alla presenza di materiali già riciclati all'interno di Enyaq iV, partecipa positivamente alla diminuzione delle emissioni.

Progetti integrativi 

Al momento rimane ancora un parte di emissioni di CO2 all'interno della catena di fornitori e di produzione che non è possibile eliminare. Skoda, per questo motivo, integra alle proprie strategie "green" l'acquisto di crediti certificati che consistono nel finanziare progetti di salvaguardia del clima. Uno di questi è la costruzione nel Tamil Nadu, zona sud dell'India, di un parco eolico da 100 turbine con capacità di 200 MW in grado di fornire energia pulita a 600.000 famiglie.

La riduzione dell'impatto ambientale del ciclo produttivo passa anche attraverso la tutela della biodiversità nei siti di produzione Skoda presenti nel mondo. Dal 2007 l'azienda sostiene la piantumazione, in Repubblica Ceca, di un albero per ogni mezzo venduto. Nel solo 2020 ne sono stati piantati 83.249 ed entro la fine di quest'anno si raggiungerà il totale di 1.010.000 alberi, corrispondenti a 227 ettari di nuova foresta.

Un'iniziativa che è stata riproposta nello stabilimento indiano di Aurangabad, dove nel 2019 è stato creato un Oxygen Park e da quel momento sono stati seminati oltre 25.000 alberi, in grado di fornire 3.250 tonnellate di ossigeno all'anno e di assorbire fino a 600 tonnellate di anidride carbonica.  

Verso il 2050

Questi progetti rientrano nella strategia GreenFuture di Skoda, un programma attivo dal 2012 che nei prossimi decenni vuole raggiungere obiettivi precisi in termini di minore impatto ecologico dell'attività produttiva e di sostenibilità ambientale. Il piano si articola su due punti: ridurre le emissioni di CO2 emesse dai veicoli e convertire gli stabilimenti cechi in vista della neutralità di CO2 nel consumo energetico entro il 2030.

Entrambe le misure si collocano all'interno dell'ambizioso programma goTOzero del Gruppo Volkswagen, nato per condurre la società verso emissioni zero entro il 2050 grazie alla riduzione a lungo termine dei gas serra sull'intero ciclo di vita del prodotto.

Il piano, elaborato a partire dal 2019 come ulteriore sviluppo del GreenFuture, definisce come settori chiave il cambiamento climatico, le risorse, la qualità dell'aria e il rispetto dell'ambiente.

Questi ambiti sono serviti nell'aggiornamento dei valori di riferimento per gli indicatori essenziali della missione: l'indice di decarbonizzazione, la quota di veicoli elettrici a batteria, la riduzione dell'impatto della produzione sull'ambiente e l'attuazione del sistema di gestione di conformità ambientale.

Fotogallery: Skoda Enyaq iV