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Ibrida, a metano o elettrica?


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AMBIENTE In un convegno a confronto vari motori, in attesa della vettura a idrogeno che, dicono, non sarà pronta prima del 2020

 

Ibrida, a metano o elettrica?

L’auto ecologica è ancora lontana

di Andrea Barolini

 

Diesel o benzina? A trazione ibrida o elettrica, a metano o gpl? E, in futuro, a idrogeno o ad energia solare? Scegliere un’auto nuova, per chi ha a cuore l’ambiente, non è facile. Per cercare fare un po’ di chiarezza, però, possiamo basarci su alcuni punti fermi. E tentare di sfatare qualche mito.

Ci hanno provato gli esperti intervenuti ad una mostra di veicoli ecologici, "Ruoteperaria", organizzata nei giorni scorsi a Roma dall’omonima associazione ambientalista in collaborazione con alcune tra le più note case automobilistiche del mondo. Proprio queste ultime, però, sono sembrate fin troppo preoccupate di sponsorizzare le "proprie" tecnologie. Secondo i costruttori giapponesi, ad esempio, i loro motori a trazione ibrida - che funzionano cioè con due propulsori, uno dei quali elettrico - sono i migliori in termini di riduzione di anidride carbonica: "Se si percorrono 20mila chilometri all’anno, con i nostri motori se ne riesce ad emettere una tonnellata in meno rispetto agli altri veicoli", dichiara Massimo Nordio, amministratore delegato di Toyota Italia. Vero: ma altri test dimostrano che, per quanto riguarda i consumi, una vettura alimentata con tecnologia ibrida può ottenere risultati perfino peggiori di un normale diesel.

Per le case tedesche, invece, la panacea dei mali dell’aria che respiriamo è il gas metano, l’unico in grado di ridurre drasticamente le emissioni di PM10 (le famigerate polveri sottili). Vero: si tratta uno dei carburanti più puliti (e meno cari) in assoluto. Ma in Italia esistono solo 500 distributori e gli automobilisti dovranno pur fare il pieno. I costruttori francesi, poi, puntano ancora sui motori diesel, equipaggiati però da speciali filtri che riducono le emissioni, ma solo in parte. L’italiana Pirelli, infine, sponsorizza il suo "Gecam", gasolio bianco a basso tasso di emissioni emulsionato con acqua, che però è destinato solo ad autobus e tir.

Qual è, perciò, il futuro dei 35 milioni e mezzo di automobili italiane (di cui neanche il 5% è alimentato da motori ecologici)? Ciò che c'è di certo, finora, è che nessuna delle tecnologie in commercio è in grado di raggiungere il traguardo delle "emissioni zero". E, a questo proposito, Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, svela una notizia: "Consentire ai veicoli "Euro 4" di circolare nei giorni di blocco totale - spiega - è una vera e propria contraddizione. Uno studio dell’Arpa Lombardia dimostra che un diesel “Euro 4” emette più polveri sottili di qualsiasi auto a benzina. Qualsiasi: è peggio perfino di una “Euro 0”".Le uniche auto davvero ecologiche sono quelle elettriche - poche, con prestazioni ancora scarse e notevoli difficoltà logistiche - e quelle ad idrogeno, ancora lontanissime dall’essere commercializzate su vasta scala (una decina di anni fa si parlava dell’introduzione dell’idrogeno sul mercato per il 2005. Oggi, invece, la previsione è arrivata al 2020.).

Ma allora, le istituzioni non dovrebbero lanciare segnali più precisi, cominciando ad esempio col tassare le auto in funzione dell’inquinamento prodotto anziché solo secondo la potenza del motore? Nel frattempo, cari automobilisti, se davvero amate l’ambiente avete una sola scelta sicura: lasciare più possibile a casa la vostra auto.

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  • 8 months later...

Non so chi sia, ma è sempre la solita storia. Sec me le alternative c sono basta avere voglia di sfruttarle. L'incentivo statale sec me è una buona cosa pù che tassare le auto... si deve puntare sulla convenienza e non solo sulla repressione.

 

I blocchi del traffico cmq più che a far abbassare l'inquinamento servono a sensibilizzare le persone e a fornire un motivo in più per cambiar macchina. Poi è ovvio che c'è chi non se lo può permettere, ma se uno tiene conto anche di quello sec me il modo di saltar fuori c'è.

 

Se però si va anche a 500 metri da casa in macchina è ovvio che il problema persiste...

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  • 3 weeks later...

AMBIENTE In un convegno a confronto vari motori, in attesa della vettura a idrogeno che, dicono, non sarà pronta prima del 2020

 

Ibrida, a metano o elettrica?

L’auto ecologica è ancora lontana

di Andrea Barolini

 

... ma altri test dimostrano che, per quanto riguarda i consumi, una vettura alimentata con tecnologia ibrida può ottenere risultati perfino peggiori di un normale diesel.

 

Attenzione, su Priuschat ci sono parecchie esperienze di utenti che fanno dai 20 fino ai 26 Km con un litro con la Toyota Prius , e poi non si può paragonare una auto ibrida ad una puzzolente sparachiodi diesel.

Teniamo presente inoltre che un’auto come la Prius (o anche una elettrica) quando sono ferme nel traffico hanno il motore spento!

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  • 2 weeks later...

Più si va avanti, parlo di tra qualche anno, cmq i diesel, secondo proiezioni di mercato, diventeranno sempre meno perchè pare che non si riesca a far scendere di molto le emissioni mantenendo buone prestazioni. Cosa che si riesce a fare bene con in Turbo-Benzina (di cilindrata piccola xo).

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  • 7 months later...

Più si va avanti, parlo di tra qualche anno, cmq i diesel, secondo proiezioni di mercato, diventeranno sempre meno perchè pare che non si riesca a far scendere di molto le emissioni mantenendo buone prestazioni. Cosa che si riesce a fare bene con in Turbo-Benzina (di cilindrata piccola xo).

vedete questa....

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze...elettrica.shtml

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  • 9 months later...

Allo stato attuale l'auto ibrida mi sembra ancora più che altro una curiosità, una specie di... giocattolo riservato a chi dispone di parecchi soldi da spendere e parecchia voglia di mettersi in mostra, di sentirsi "speciale". Un po' come erano ad esempio i primi ABS, montati su macchine di fascia alta assai e quasi sicuramente meno affidabili di quelli che oggi sono montati, a costi oltremodo inferiori,

praticamente ovunque.

 

Non metto in dubbio che i possessori si dichiarino soddisfatti, mi sembra del tutto ovvio. Però l'affidabilità e il costo di esercizio di un'auto non si possono valutare quando essa è nuova o quasi, interamente coperta dalla garanzia e lontana da qualunque significativo intervento di sostituzione/manutenzione. Bisogna vedere come si comporta quando comincia ad avere almeno 5 o 6 anni.

 

Per quanto mi riguarda, potrei indubbiamente cambiare macchina e passare ad un'auto meno inquinante, ma l'unica che potrebbe venirmi voglia di comprare, vendendo (si fa per dire...) la mia attuale berlina turbodiesel euro3/5anni/9Omilakm 19km/l invece di tenermela ben stretta, sarebbe un'auto veramente innovativa dal punto di vista tecno-ecologico, come ad es. una vettura DAVVERO ibrida, permanentemente mossa da motori elettrici azionati da batterie ricaricabili nelle più svariate maniere (tra cui, ovviamente, un bell'impianto fotovoltaico casalingo), compreso un generatore di bordo azionato da un piccolo motore a scoppio ad alto

rendimento e minime emissioni.

.

NULLA del genere vedo, ma soltanto proposte che a un enorme aumento della complessità tecnologica e dei costi fanno corrispondere un "risparmio" energetico complessivo risibile (magari del 1O%...), ovvero un beneficio ambientale che io posso già ottenere e superare benissimo con la mia auto attuale, gratis o addirittura guadagnando, semplicemente usandola un po' meno e guidandola in maniera tranquilla.

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Concordo perfettamente col tuo ragionamento.

 

Allo stato attuale non c'è una vera alternativa

all'auto a combustione interna tradizionale.

 

Quindi la cosa migliore è rimanere freddi e aspettare

gli eventi usando meno l'auto e guidando col piede di velluto.

 

L'accellerazione del prezzo del barile è impressionante

stà cogliendo impreparati un pò tutti nel settore automobilistico

se le grandi case vogliono rimanere sul mercato ci

dovrà essere una svolta con la produzione di veicoli

realmente innovativi l'alternativa è il fallimento.

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...se le grandi case vogliono rimanere sul mercato ci dovrà essere una svolta con la produzione di veicoli realmente innovativi l'alternativa è il fallimento.

Non so quanto sia ciò sia effettivamente vero, a giudicare da come si continuano a vendere alla grande automobili che, nel reale uso sulle strade, NON riescono a garantire una media costante superiore ai 12-14km/l.

 

Fosse per me, che dai primi anni 80 non scendo sotto i 18, simili autovetture sarebbero uscite di scena da 25 anni. Fosse per me, le innegabili enormi evoluzioni tecnologiche sarebbero state sfruttate per ottenere, nel 2008, vetture diesel di media cilindrata robuste, affidabili, oltremodo durevoli nel tempo, dotate di prestazioni ragionevoli e capaci di rimanere stabilmente intorno ai 30km/l nonché di camminare 50mila km senza bisogno di entrare in officina.

Invece si è percorsa la strada esattamente opposta, tanto è vero che siamo circondati da motori ultra delicati e complessi, infarciti di costosissimi componenti elettronici, pronti a dare i numeri non appena il carburante non è esattamente "quello lì", capaci di erogare impressionanti moltitudini di inutili psico-cavalli MA consumanti esattamente come i loro antenati di 20 anni fa e bisognosi di manutenzione poco meno frequente e assai più onerosa.

Tanto per dire, la mia attuale berlina sta sui 19km/l, mentre nel 1990 ne avevo una, di pari cilindrata, che per tutti i 7 anni in cui la tenni rimase stabilmente sopra i 21. Alla faccia dell'evoluzione.

 

Sarebbe troppo facile e comodo però accusare le case automobilistiche; come tutte le aziende commerciali, esse fanno ciò che la clientela, più o meno esplicitamente, chiede. Le due volumi 2mila cc da 150 e passa cavalli e 12km/l si vendono? Eccome. Sono richieste? Eccome. Si vendono anche bene auto che consumano molto di più. Le riviste sedicenti specializzate (nel fare pubblicità) classificano come "buoni" i consumi di auto che stanno sui 14km/l. Per fortuna sono specializzate...

Nemmeno in questi ultimi mesi, in cui anche i paracarri avranno ormai capito che i prezzi dei carburanti continueranno ad aumentare alla grande (anche perché tutti brontolano ma poi buoni buoni pagano), le vendite di automobili consumanti hanno subito il totale tracollo che il buon senso suggerirebbe. Sono calate, ma NON in maniera così drastica.

 

Eppure il gasolio è praticamente raddoppiato di prezzo nel giro di due o tre anni. Mi chiedo QUANTO dovrebbe costare affinché un numero considerevole di persone cominciasse a dire "sono stufo di farmi prendere per i fondelli, questo fine settimana NON vado in giro". QUANTO dovrebbe costare il gasolio per farci vedere, nei prossimi mesi estivi, un pesante calo del traffico NON lavorativo e dei relativi fatturati in termini di carburanti, pedaggi e così via? Chissà, forse 6 o 7 euro al litro; forse, ma probabilmente nemmeno in quel caso, specie se ci si arriva un pochino alla volta, come gli speculatori sanno e fanno, benissimo, da decenni.

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