Hyundai i30 Turbo, prove di hot hatch alla coreana

La ricetta per una compatta pepata di per sé è facile: prendi un'auto ordinaria e mettici un motore generoso d'equini – più ce n'è e meglio è – che riempia lo spazio sotto il cofano fino a scoppiare. Condisci il tutto con un po' di appendici aerodinamiche fuori e dettagli sportivi dentro e il gioco è fatto. Da qui però le strade possibili sono due: gran turismo, GT per gli amici, o ignoranza estrema. Quest'ultima nel senso buono, quello che taglia ogni chilo possibile e irrigidisce le sospensioni ai margini dell'indecenza, alla ricerca delle prestazioni definitive. Tra le due, la nuova Hyundai i30 Turbo appartiene senza dubbio alla prima parrocchia, quella delle auto che: "Sì, al semaforo ci hai provato a starmi dietro, però io sono già in un altro fuso orario", ma allo stesso tempo sulle imperfezioni stradali non ti fanno pentire di avere una colonna vertebrale. Il biglietto da visita è semplice, quasi discreto: Turbo. E basta. Uno pensa: "Bah, oramai il turbo ce l'hanno pure le citycar", poi però la coreana ti prende da parte (metaforicamente, s'intende) e comincia a spiegarti un paio di cose: per cominciare, gomme 225/40 su cerchi in lega da 18" e doppio scarico con estrattore al posteriore. Poi continua: sedili sportivi, grafica dedicata del quadro strumenti con lo zero in basso e cuciture rosse sparse per l'abitacolo, che mettono subito voglia di caricare le curve come un...