Lamborghini Aventador SVJ, sognare è ancora possibile

Il motore. Il V12 aspirato 6.5. Solo lui meriterebbe la parola. E chiedo scusa agli ingegneri che si sono occupati di telaio, aerodinamica ed elettronica, che pure hanno fatto un lavoro straordinario, ma tutto, su una Aventador SVJ, ruota attorno a quella belva pronta a scatenarsi dietro all’abitacolo. 770 CV e 720 Nm sono i suoi numeri, che pur se eccezionali non ne raccontano tutta la straripante personalità. E allora ci provo io con queste righe, anche se vi consiglio di cliccare play sul video, perché i primi secondi li ho lasciati tutti alla sua voce.

Com’è

Ogni Lamborghini, in quanto tale, viene progettata e disegnata per far girare la testa anche a chi, di auto, sa solo che le ruote sono quattro. La Aventador, oggetto francamente imbarazzante per larghezza e “presenza scenica”, in versione SVJ diventa un vero “ufo” rasente l’asfalto. Un’esasperazione, sia chiaro, figlia delle esigenze aerodinamiche. Partendo dal frontale, subito si nota lo splitter, apparentemente scollegato da tutto il resto, che insieme alla mascherina e alle fessure sul cofano, canalizza l’aria per diminuire la resistenza all’avanzamento o aumentare il carico (in base alla configurazione). Sulle fiancate, le alette poste accanto al muso e le prese d’aria hanno lo scopo di migliorare il raffreddamento, mentre il diffusore posteriore con pinne divergenti valorizza al massimo il nuovo design del fondo vettura, dove acceleratori di flussi aumentano la velocità di passaggio dell’aria sotto l’auto stessa...