MINI Roadster John Cooper Works

Guardate le monoposto da corsa: hanno forse il tetto? E le sport prototipo? Nella loro lunga storia si contano più barchette che coupé. Ecco perché per chi ama le auto sportive (e chi non le ama?) una spider è quasi sempre meglio di una vettura chiusa, intemperie permettendo. Certo, su una vettura stradale si deve sacrificare qualche chilo per il meccanismo di apertura e chiusura della capote e qualche grado di rigidità della scocca, ma tutto ciò che non è misurabile attraverso uno strumento, come il piacere di ascoltare un bel motore, farsi accarezzare dal sole e dal vento, sentire i profumi della natura intorno e magari farsi notare quando si arriva in città, le chiamareste rinunce? Dunque se la Coupé Cooper S ci aveva fatto divertire e anche tanto, è provando la Mini Roadster John Cooper Works che abbiamo raggiunto il nirvana del "culto" Mini, una religione che seguita a fare adepti sedotti a colpi di... handling.

PICCOLA SUPERCAR

Se la Roadster è stata unanimemente o quasi definita la Mini più riuscita, in questa JCW il lato sportivo prende il sopravvento su un look che già in partenza non la rende proprio la migliore rappresentante dell'understatement. Rispetto alle altre Mini, il frontale è più basso e il labbro inferiore più pronunciato, mentre i grandi cerchi specifici Cross Spoke Challenge da 7" lasciano intravedere le grosse pinze freno pitturate in rosso che si adattano alla perfezione con la livrea rosso-nera a bande verticali dell'esemplare che stiamo guidando. Il...