MINI Roadster: go kart feeling per due a cielo aperto

L'ultimo capitolo della saga MINI non usa mezzi termini nel dichiarare il suo carattere e, a pochi mesi dal lancio della sorella Coupé, ecco arrivare la nuovissima Roadster, una spider a due posti che completa la gamma del costruttore anglo-tedesco alzando ulteriormente il livello di esclusività. Anche se la clientela potrà toccarla con mano il prossimo weekend nel corso del primo "porte aperte" a lei dedicato, l'ultima erede del progetto di Alec Issigonis (creatore della prima Mini, nel lontano 1959) si è già fatta ammirare e guidare dalla stampa nazionale in una cornice non casuale, Venezia, mentre le statali intorno alla laguna ci hanno accompagnato in una prima presa di contatto su strada, in attesa di provarla in maniera più approfondita quando le temperature saranno più miti.

CAPOTE MANUALE, DA SPIDER PURA

Inconfondibilmente derivata della Coupé, questa MINI Roadster sostituisce il tetto rigido della sorella con una capote in tessuto come la tradizione delle roadster esige (per esempio, vedi BMW Z3 e Z4, ad esclusione dell'ultima versione). Contrariamente alla MINI Cabrio, dove è presente di serie un sistema totalmente elettrico, i due occupanti della Roadster dovranno gestire l'apertura e la chiusura della capottina manualmente. Tramite una manopola di sblocco posizionata sull'estremità anteriore del tetto si libera il meccanismo della capote la quale, molto semplicemente e senza sforzi, si dovrà accompagnare fin dietro i due roll-bar fissi, installati dietro ai poggiate...