La sua vita iniziò più di dieci anni fa. Avrebbe dovuto essere una sorta di "Isetta" degli anni Novanta: economica, minima ed ecologica (grazie alla prevista propulsione elettrica). I sui fautori erano la Volkswagen e la SMH (l'industria svizzera che produce i celebri Swatch): la prima avrebbe dovuto occuparsi della meccanica, la seconda dell'estetica. Per un bel po' di tempo divenne nota col nome di "Swatch Car". Poi Volkswagen si ritirò dall'affare, giudicato evidentemente poco remunerativo, e la SMH dovette trovarsi un nuovo partner tecnico. La scelta ricadde sulla Daimler-Benz che rivide in parte il progetto: fu abbandonato il motore elettrico in favore di un più convenzionale tre cilindri a benzina di circa 600 cc, turbocompresso. Nacque una nuova azienda, la MCC, destinata a produre la Swatch Car. La vettura esordì nel 1998 col nome di MCC Smart e subito ci si accorse che l'auto non era poi così "economica" come si prospettava, soprattutto dal punto di vista del prezzo d'acquisto. L'inizio carriera fu incerto, parecchio incerto, al punto che la SMH si ritirò dalla joint-venture lasciando campo libero alla Daimler-Benz, divenuta intanto, Daimler-Chrysler. In cinque anni si è ovviato agli errori di gioventù e oggi, Smart è diventato un marchio (soppiantando MCC), l'utilitaria ha preso la denominazione di "City Coupè" e ormai è stabilmente affermata sul mercato. Metaforicamente, potremmo dire che si vende con lo stesso ritmo con cui si commercializzano i cestini di pop-corn in un multisala Warner durante la programmazione di un film dei Vanzina (o di Neri Parenti, fate voi...).

Tutto questo per dire che ormai i tempi sono maturi per un deciso ampliamento della gamma. Così, dopo la "criptica" (nel senso che, l'utente medio, non saprà mai come poterla usare normalmente...) "Smart Crossblade", una City Coupè "nuda" che costa più di 25.000 euro, e in attesa della Smart quattro porte, ecco che esordiscono le "Smart Roadster". Ho usato il plurale perchè effettivamente si tratta di due auto. La prima, denominata "Smart Roadster" è una piccola sportiva tipo "Targa"; la seconda, chiamata "Smart Roadster Coupè"... pure. Mi spiego meglio... le due auto hanno la medesima concezione, ma differiscono nella parte posteriore che, nella Roadster Coupè è completamente vetrata, garantendo una capacità di carico lievemente maggiore rispetto alla Roadster. Specificatamente, la Roadster ha un vano anteriore da 59 litri ed uno posteriore da 86, mentre, la Roadster Coupè - ferma restando la capacità anteriore di 59 litri - può caricare, dietro, bagagli per un volume massimo di 189 litri.

Sotto la pelle (in materiale plastico), si nasconde la medesima impostazione meccanica della City Coupè, quindi via libera all'utilizzo del guscio di sicurezza TRIDION, alle sospensioni anteriori di tipo McPherson e posteriori a ponte DeDion, al motore posteriore, trasversale, tricilindrico e turbo. Chiaramente, se l'impostazione è la stessa della microvettura, a cambiare sono i particolari. Le Roadster / Roadster Coupè sono lunghe 342 cm, larghe 161 e alte (o, meglio... "basse") 119 cm. Il passo è di 236 cm e le carreggiate anteriore e posteriore misurano rispettivamente 135 e 139 cm.
Il propulsore è un tre cilindri a benzina, due valvole per cilindro e turbocompresso, di cilindrata pari a 698 cc e disponibile in due livelli di potenza. L'entry level, disponibile solo per la Roadster, eroga 45 kW a 5250 rpm, con una coppia massima di 95 Nm disponibili in campo d'utilizzo compreso tra 2000 e 4000 rpm. La seconda versione è disponibile sia per la Roadster che per la Roadster Coupè ed eroga 60 kW a 5250 rpm ed una coppia massima di 110 Nm, disponibili tra 2250 e 4250 rpm.

La motorizzazione più potente è sufficiente per conferire ai circa 800 chili delle Roadster / Roadster Coupè la dinamicità necessaria a far divertire chiunque senza il raggiungimento di punte velocistiche eccessivamente elevate. Nello specifico, col motore da 60 kW le due sportive raggiungono rispettivamente 175 e 180 orari coprendo lo 0 -100 in 10.9 secondi. La Roadster da 45 kW, invece, spunta dati prestazionali molto meno appaganti: 160 km/h di velocità massima e 0 - 100 in 15.5 secondi. In compenso, comunque, si ha una piccola spider di tendenza (si presume...) che costa relativamente "niente" in tema di bollo e assicurazione e consuma pochissimo: questione di gusti...
Proprio i consumi dichiarati sono un punto forte delle Roadster / Roadster Coupè. Il miglior risultato lo si ottiene con la motorizzazione da 45 kW nel percorso extraurbano: ben 24,4 km con un litro di carburante. In ogni caso, da questo punto di vista, le performances di tutte le versioni sono molto simili e, anche col "60 kW", non si scende mai sotto i 15,6 km/l (risultato ottenuto nel ciclo urbano con la Smart Roadster Coupè). I cambi disponibili per la "45 kW" sono il SOFTIP (offerto di serie) o il SOFTOUCH, offerto in opzione e che abbina, alla funzione sequenziale, anche quella automatica. Al motore da 60 kW è abbinato esclusivamente il SOFTOUCH. La gommatura è particolarmente generosa già in allestimento standard: la Roadster monta pneumatici 185/55 su cerchi da 5J x 15 avanti e 6J x 15 dietro e la Roadster Coupè 205/50 abbinati a cerchi 6J/15 avanti e 7J/15 dietro. Optional per tutte i cerchi da 16 pollici con gomme 205/45 R 16.

Mentre le si osserva, e conoscendone l'impostazione tecnica, i più grandi non potranno non paragonarle ad alcune sportivette economiche degli anni '60, come ad esempio, la Fiat 850 Spider. Ma si tratta solo di un "vago richiamo", suscitato dall'impostazione "genuinamente sportiva" delle due auto. Va riconosciuto, infatti, ai tecnici tedeschi il merito di aver realizzato piccole vetture sportive, capaci rinverdire "vecchi ricordi", senza essere ricorsi al design "retrò", di cui, ultimamente se ne fa larghissimo abuso. Ed è sicuramente un bel pregio... perlomeno l'originalità è salva. Come, d'altra parte, confermato dal design della carrozzeria.

Nella vista di fianco, l'elemento di spicco è senza dubbio la scocca TRIDION che, come nella City Coupè, svolge il duplice ruolo di elemento strutturale ed elemento estetico. Le ruote alle estremità ed il vistoso passaruota anteriore caratterizzano maggiormente il profilo delle due vetture che differiscono per la presenza, sulla Roadster Coupè, della vetratura che ricopre tutta la porzione posteriore, immediatamente dopo il roll-bar.
Dove molti potrebbero sollevare obiezioni è nella vista frontale e nel posteriore.
Frontalmente, infatti, spicca la modanatura, in grigio opaco su tutte le versioni, che unisce i gruppi ottici destro e sinistro con la porzione inferiore, sino all'incorporamento della presa d'aria. Sicuramente molto originale (sottolineata anche dalla disposizione verticale dei proiettori), questa soluzione non è immediatamente "digeribile" e necessita di un po' di tempo per essere assimilata ed, eventualmente, apprezzata. Stesso discorso per la parte posteriore dove la Roadster mostra un terzo volume piuttosto compatto ma, tutto sommato, molto tradizionale per una vettura tipo "Targa" (vedi le vecchie Fiat X1/9 o Vw-Porsche 914); mentre la Roadster Coupè sfoggia una coda tronca con vetratura "a giorno". Comuni ad entrambe il grosso inserto centrale opaco, ospitante la targa ed una lunga feritoia superiore, e il vorace estrattore inferiore, necessario a consentire il giusto ricambio d'aria al piccolo tre cilindri franco-tedesco. Comunque, che piacciano o no, la Roadster / Roadster Coupè si distinguono nitidamente nella giungla di modelli tristi e banali che affollano le nostre strade.

L'interno vede, invece, la conferma dei concetti che hanno ispirato la plancia della City Coupè: quindi, estetica decisamente giovane e piacevole, ma impostazione un po' economica in alcuni particolari. La discendenza utilitaria è confermata anche dalla dotazione di accessori di serie: ben poco è concesso alla comodità e la lista degli optional e lunga e prevede accessori come il servosterzo elettrico, gli specchi elettrici e riscaldabili, gli interni in pelle, la strumentazione con termometro acqua e manometro del turbo, l'impianto stereo (disponibile in tre opzioni: radio, radio con caricatore CD e radio con lettore CD), i fari antinebbia, i fari con funzione "coming home" (che prevede lo spegnimento ritardato dei proiettori e la loro accensione automatica appena l'auto è in marcia) e, infine, il trip computer con segnalazione di porte aperte, rischio ghiaccio e "service interval".



Fortunatamente se, dal punto di vista della comodità, tutto dipende dal portafogli dell'acquirente, per quanto riguarda la sicurezza attiva e passiva tutto il necessario è di serie. Ritroviamo, oltre alla conosciutissima scocca TRIDION, un vero ESP (a differenza del discusso sistema montato sino a pochi mesi fa sulla City Coupè) abbinato ad una serie di dispositivi "accessori" come il CBC, stabilizzatore che entra in funzione durante le frenate brevi, e l'HSA utile nelle partenze in pendenza, che provvede a mantenere ferme le ruote per 0.7 secondi dopo che si è rilasciato il pedale, in modo da evitare che l'auto inizi a muoversi prima che il pilota abbia posizionato il piede sull'acceleratore. Ovviamente c'è l'ABS e ci sono i doppi airbag frontali (optional quelli laterali). Interessante la possibilità di disinserire l'ESP: tramite un apposito pulsante, il guidatore ha la facoltà di escludere il controllo della stabilità in fase di accelerazione. Tutto torna a funzionare come prima appena si rilascia l'acceleratore e si tocca il freno: praticamente i progettisti hanno concesso il privilegio a chi vuole (...e lo "sa fare"...) di esibirsi in qualche divertente testacoda in accelerazione, partendo da fermo...

Due parole sul tetto, che prevede una capote in tela ripiegabile elettricamente ed un hard-top in due pezzi. I due sistemi sono utilizzabili singolarmente o in coppia per ottenere il miglior isolamento termico. Per questioni di peso, la Roadster da 45 kW è equipaggiata di serie solo con un hard-top a finitura opaca, mentre la Roadster da 60 kW e la Roadster Coupè hanno rispettivamente il tetto in tela elettrico e un hard-top con finitura lucida. Per le versioni con hard-top è disponibile, optional, il tetto in tela; mentre per la Roadster da 60 kW è possibile acquistare anche l'hard-top.

I colori disponibili per la cellula TRIDION sono il grigio ed il nero; i pannelli della carrozzeria possono essere di colore nero, giallo o rosso, oppure, con sovrapprezzo, in tre tinte esclusive denominate: "champagne remix", "star blue" e "glance grey". Interni in tessuto nero o rosso per la Roadster e nero o grigio per la Roadster Coupè. L'appuntamento, limitatamente alle versioni da 60 kW, è per il prossimo Aprile. La Roadster da 45 kW e la versione elaborata da Brabus arriveranno verso metà anno. I prezzi partiranno orientativamente da 13.000 euro, tasse escluse.

Fotogallery: smart Roadster e Roadster-Coupé