Il quarto polo automobilistico statunitense

Tutti quanti avrete visto, almeno una volta nella vita, un film americano di serie B (ne fanno tanti oltreoceano...) di fine anni '70. Di sicuro, in almeno una di queste pellicole, avreste notato un'automobile strana, dalla forma arrotondata, decisamente brutta ma parecchio simpatica. I vostri dubbi su che modello fosse, ve li sfato immediatamente: si tratta di una AMC Pacer.

Per chi non lo sapesse, e siamo in tanti aldiquà dell'Atlantico, la AMC era, fino a metà anni '70, il quarto costruttore indipendente nordamericano. Ebbe vita breve, visto che la sua indipendenza durò una ventina d'anni, che le bastarono comunque, ad acquistare la Kaiser Jeep. Nel '76 iniziò la scalata, al controllo AMC, la Renault che, a partire dal 1983, produsse negli stabilimenti americani, le proprie vetture a norme USA. Nel '87 i francesi si liberarono del mattone AMC (che non rendeva più niente) cedendola alla Chrysler. Oggi della AMC ci rimane soltano il marchio Jeep...

La AMC nacque nel 1954 dalla fusione di due piccoli costruttori americani: la Nash (proprietaria del marchio Rambler) e la Hudson. Il fondatore, George Rommey, era un accanito sostenitore delle utilitarie e credeva fermamente nel successo che queste ultime avrebbero avuto sul suolo statunitense. Il futuro gli darà ragione, ma non completamente...

Il primo modello prodotto dalla neonata azienda fu commercializzato col marchio Rambler. Era la Metropolitan, ovvero la Austin A40 che, per intenderci, è il modello guidato dalla famosa nonnetta protagonista dei cartoons Warner di Gatto Silvestro.

Rommey, nonostante la sua "voglia di utilitarie" decise, per lanciare il marchio AMC, di creare una linea di supercar capaci di dar battaglia alle Mustang e alla Camaro. La produzione delle AMC sportive iniziò nel 1966 con la Marlin, un modello sfortunato, tanto da essere sostituito nel 1968 dalla Javelin e dalla AMX.

Si tratta di vetture americane "vere" e quindi motorizzate con propulsori V8 di cilindrata nell'ordine di quattro - cinque litri. Le versioni base adottarono un V6 3800 e l'ultima evoluzione della prima serie AMX, il "model year 1974", aveva un mastodontico 6600 a otto cilindri innaffiati da quattro bei carburatori doppio-corpo, il tutto per una potenza di 300 cv.

Gli affari, però, andavano maluccio: in un anno la produzione calò di oltre il 25% (tra il '69 e il '70) e la AMC dovette cercare lidi più sicuri. Fu allora che le idee del fondatore furono applicate: nacque la Gremlin. Era il 1970

LA GREMLIN
Primo modello del nuovo corso AMC, la Gremlin era dotata di un design strano, molto originale e avveniristico, per quel periodo ovviamente... Aveva in sé qualcosa di "interplanetario", sembrava una specie di disco volante.

La AMC la propose come l'anti-bug (anti-cimice), ovvero anti-Volkswagen. Le pubblicità della Gremlin erano piene di riferimenti, a volte anche di offese, verso le Volkswagen, spesso indicate come "the foreign devil", il diavolo che viene dall'estero.

La Gremlin (accompagnata dalla sua versione quattro porte, Hornet), finì la sua carriera nel 1978, dopo essere stata motorizzata con motori V6, con un possente V8 ed essersi presa più volte gioco del "VW bug" sul piano delle prestazioni. Insomma aveva le dimensioni di un'utilitaria (secondo i canoni americani) ma le prestazioni di una sportiva. Da ricordare, della Gremlin, la versione speciale con rivestimenti firmati LEVI'S, antesignana della Peugeot 106 Lee...

THE PACER
Altro modello "utilitario" AMC fu la Pacer. Esordì nel 1975, e continuò la tendenza del design iniziata con la Gremlin. Anche la Pacer appariva notevolmente "originale", sembrava ancor più "disco volante" della Gremlin ed aveva un design molto arrotondato, che la rendeva paffutella.

Anche la Pacer, come la sorella maggiore, aveva dimensioni da utilitaria e motorizzazioni decisamente sovradimensionate: era dotata dei soliti V6 e V8 di cilindrata da due litri e mezzo in su. Quasi a fine carriera, alla AMC si parlava di motorizzare la Pacer con il quattro cilindri due litri Audi. Il progetto non andò in porto, evidentemente a Wolfsburg non avevano ancora digerito gli sberleffi a danno del loro maggiolino...

La Pacer colpì veramente tanto gli automobilisti americani che, ancora oggi, la ricordano come un'automobile, certamente non bella, ma simpatica, figlia di una filosofia che non ha avuto seguito.

L'AQUILA AMERICANA
Canto del cigno della AMC fu la serie delle vetture a trazione integrale Americn Eagle. Nate nel 1979, furono le ultime vetture ad avere il marchio American Motors Corporation. I propulsori erano V6 e V8 di cilindrata da tre a tre litri e mezzo. Le Eagle che, per un po' furono vendute anche da noi, erano dotate di trazione integrale inseribile ed avevano carrozzeria coupè, berlina e Wagon. Uscirono di scena a fine anni '80.

Con le Eagle scompare il marchio AMC che, come suddetto, continua a vivere nelle menti di molti automobilisti d'oltreoceano. In virtù delle loro caratteristiche molto particolari, la Pacer e la Gremlin sono state vetture molto utilizzate nelle serie televisive, soprattutto in quelle a sfondo umoristico.

Degne di nota sono le numerose apparizioni all'interno delle varie serie dei Simpson. Una Gremlin era l'auto di Marge Simpson ai tempi del liceo e motorizza l' uomo "della bottega del fumetto". Inoltre il personaggio Hans Uomotalpa appare spesso motorizzato da una Gremlin o da una Pacer. La Pacer era anche l'auto del disneyano Pippo ed è apparsa in un paio di lungometraggi recenti dedicati a quest'ultimo.

Fotogallery: AMC - American Motors Corporation