La storia di una muscle car leggendaria

Oggi, il rapporto tra aerodinamica ed estetica è ottimo. Sono note le tecniche per realizzare belle automobili che siano anche aerodinamicamente validissime. Questo perché con gli anni i progettisti hanno imparato che, per migliorare i coefficienti di penetrazione è necessario anzitutto affinare e curare al massimo il design e le rifiniture dei particolari. E mi riferisco a prese d'aria, guarnizioni dei cristalli, sigillature, retrovisori, lay-out del sottoscocca ecc... ecc...
Trent'anni fa la situazione era ben diversa, si credeva che per migliorare l'aerodinamica fosse assolutamente necessario lavorare molto sul profilo (tralasciando, appunto, i particolari). Così, se un costruttore aveva intenzione di partecipare alle gare NASCAR, ovvero quelle gare che si svolgono negli Stati Uniti, in piste ovali, con vetture derivate dalla serie ma in grado di raggiungere velocità spaventose; aveva due alternative:

•iscrivere alle gare una vettura simile a quelle di grande serie, la cui aerodinamica l'avrebbe irrimediabilmente penalizzata;

•produrre in serie una vettura con la carrozzeria di un'auto da corsa.

La Dodge Charger Daytona è una di queste.

Realizzata sulla base meccanica della Charger R/T '69 di serie, aveva un frontale "a punta", con un accenno di spoiler inferiore, ed un vistosissimo alettone in coda, necessario affinché la vettura sia stabile ad alta velocità. Inspiegabilmente, però, sulle Daytona commercializzate per uso stradale non era montato il nuovo V8 500 di 8200 cc., che equipaggiava già un piccolo contingente di Charger '69 (e che sarà montato anche sulla successiva versione del 1970); bensì vi erano installati i V8 440 e 426.
Tornando al grosso alettone, esso serviva sul serio visto che la Daytona stabilì il nuovo record di categoria superando il muro dei 200 mph (oltre 330 km/h). Record che rimase di suo esclusivo dominio per ben 13 anni prima di essere superato di un solo (!) miglio orario.

Nonostante i record, e nonostante fosse più veloce ed efficiente (consumava meno) rispetto alle Charger normali con le medesime motorizzazioni, la versiona Daytona commercialmente ottenne pochissimi consensi.
Evidentemente quel frontale non andava giù proprio a nessuno!

Fotogallery: Dodge Charger Daytona