A volte ritornano!

Diciamolo a gran voce: "siamo una massa di nostalgici!". Sembra che l'unica possibilità di sviluppo del design (perlomeno in campo automobilistico...) sia identificabile col "retrò". Basta spulciare tra le ultime novità per rendersene conto...

Uno dei pochi modelli che aveva resistito a "denti stretti" alla riesumazione era la Nuova 500... e, sinceramente, ce ne dispiaceva. I centri stile, in questi ultimi dieci anni, hanno sfornato di tutto, ci mancava soltanto Lei. La piccola Fiat, nata in sordina, s'è trasformata col tempo in un autentico fenomeno: a quarantesette anni dalla presentazione (e a ventinove dall'uscita di produzione...), sono ancora moltissime le 500 pienamente "in servizio" in qualità di utilitaria: un privilegio unico nel panorama automobilistico mondiale, che vede le omologhe contemporanee già coccolate come auto d'epoca o, quantomeno, come auto "di tendenza", e che fa grandissimo onore all'Ing. Giocosa, suo creatore.

Comunque, per chi aspettava "la ristampa riveduta e corretta" della 500, l'attesa è finita. Chiariamoci, si tratta ancora di un prototipo... ma si può ben sperare.

Così, al 74° Salone dell'Auto di Ginevra, la Fiat svelerà " Trepiùno".

Il prototipo, viste le origini, comunica subito l'idea di compattezza. Merito della sezione laterale a più strati sovrapposti e per il suo padiglione "a guscio" dalla dimensione, in pianta, decisamente inferiore a quella della fiancata. Le particolari proporzioni - e alcuni tratti estetici - conferiscono un aspetto "simpatico" e, al tempo stesso, una chiara impressione di solidità e robustezza. Su di una lunghezza totale di soli 3,3 metri, i designer hanno allungato l'abitacolo, ottenendo una forma piacevole caratterizzata da una spiccata luminosità nella vista laterale, da un cofano molto corto e da sbalzi oltre le ruote ridotti al minimo. Inoltre il cofano è avvolgente e ripiegato sui fianchi mentre una nervatura ad "omega" riempie il frontale senza apporvi alcuna mascherina o fregio aggiuntivo. Tra l'altro, le generose dimensioni delle carreggiate conferiscono alla "Trepiùno" un aspetto sportivo e dinamico. Le foto, comunque, parlano meglio di qualsiasi descrizione testuale...

Ovviamente, tutti gli elementi vengono riproposti solo dopo aver meditato sulla loro effettiva necessità a bordo di un'auto moderna, rivedendone le funzioni e i materiali, o addirittura trovandone nuovi usi. Per esempio, i fanali posteriori funzionano con degli schermi LCD, che visualizzano in maniera "grafica" le indicazioni da segnalare: la comunicazione passa così dall'interno all'esterno della vettura.
Altro esempio di rilettura stilistica è rappresentata dalla famosa capote di tela di alcune supercompatte del passato che, in questo caso, viene interpretata con uno sky-dome. Posto in continuità con il parabrezza, il vetro di grandi dimensioni offre una lettura lineare e luminosa del padiglione, mettendo in risalto le due arcate dei montanti.
Posteriormente è riproposto il concetto di portellone, con la soglia più alta, che integra il lunotto e lo spoiler del tetto. La soluzione adottata si dimostra molto pratica per le operazioni di carico e scarico degli oggetti di tutti i giorni.

Nell'abitacolo, designer hanno prestato la massima attenzione e cura dei dettagli, senza mai perdere di mira la semplicità o, meglio, la cosiddetta "fruizione semplificata".
Ecco, allora, un abitacolo arioso e capiente, un luogo accogliente e protettivo - grazie all'ampio anello che delimita l'intero spazio interno - dove vivere bene e a proprio agio tutto il tempo trascorso a bordo della vettura.
L'arredamento è costituito da sedili anteriori progettati in modo da minimizzare lo spessore degli schienali, senza intaccare il comfort degli occupanti: sono realizzati in uno strato di poliuretano morbido che si completa con una struttura di poliuretano più rigido, creando così un "sandwich" elastico e confortevole capace di assorbire tutti i carichi e di non sottrarre volume e spazio. Grazie a questa soluzione, si raggiunge uno spazio di abitabilità posteriore tale da creare altri 2 posti, questa volta ottenuti "animando" schienali e cuscini in maniera intelligente. Basti pensare che gli schienali sdoppiati si ribaltano in avanti per creare la classica estensione del vano di carico. Oppure ruotano verso l'alto in modo da ricavare una copertura agli sguardi indesiderati del baule ampliato.

Così è possibile riconfigurare l'intero abitacolo in base ai diversi impieghi della vettura. Al limite, è anche possibile ospitare, posteriormente una persona di statura alta. Grazie alla caratteristica configurazione "3+1" - da cui il nome del prototipo - che prevede l'avanzamento molto in avanti del sedile del passeggero anteriore, quasi "inghiottito" dalla plancia. Quest'ultima, infatti, si sgonfia - attraverso un procedimento di trasformazione - e lascia lo spazio necessario alle gambe di entrambi gli occupanti il lato destro.

Insomma, grazie alle nuove tecnologie di materiali, la "Trepiùno" supera le classiche soluzioni "2+2" di coupé, spider e tante city-car che, di fatto, limitano l'abitabilità a soli 2 posti anteriori. Insomma, con queste soluzioni, sono possibili 2 posti, 3 posti o 3+1 posto di emergenza: un concetto di riconfigurabilità degli interni decisamente fuori dagli schemi.

La plancia, dal canto suo, presenta 2 contenitori "a cassetto" sulla zona superiore e una console centrale i cui comandi agiscono "sotto-pelle", cioè basta sfiorarli per vedere un segnale luminoso seguire i movimenti dell'utente e recepire il suo input. Poi, dalla console stessa, affiora un display a cristalli liquidi anch'esso con funzione a sfioramento: sistemato tra i sedili anteriori, può essere utilizzato in maniera intuitiva e semplificata senza abbassare lo sguardo. Fondamentale nell'impostazione dell'abitacolo, l'impiego della luce. Quest'ultima aiuta il guidatore ad avere una risposta su qualsiasi operazione impostata: dalla temperatura del condizionatore fino all'attivazione dei servizi principali. Un'altra applicazione luminosa riguarda la marcia notturna e la percezione dei volumi interni durante la stessa, grazie ad alcuni L.E.D. nascosti nel pavimento e nelle tasche delle porte.

Un design originale, ennesima opera "postmoderna", in ossequio al nuovo trend di consumo basato sulla "citazione" di forme e stili del passato riletti in chiave attuale. Dalla moda alla musica, dall'arredamento al life style, il "postmoderno", dagli anni Novanta, ispira i designer di tutto il mondo per le loro collezioni. Un look che a odori e colori dal sapore retrò, accosta simboli, oggetti e stili palesemente moderni.
Un mix di passato e futuro, dunque, oppure una soluzione dall'individualismo fittizio, probabile maschera per una preoccupante perdita di creatività? In ogni caso, viste le tendenze... che ben venga questa nuova "Trepiùno", speriamo di poterla incontrare tra breve sulle strade di tutti i giorni, magari con un nome diverso.

Fotogallery: Fiat Trepiùno