Coraggio italiano

Ve la ricordate la Tyrrell P34-Ford che il sudafricano Jody Scheckter portò alla vittoria nel GP di Svezia del 1976?
No? E se vi dicessi che si tratta dell'unica Formula 1 con 6 ruote? Ora molti di voi la ricorderanno, nella sua livrea blu, correre i Gran Premi in giro per il mondo a metà degli anni '70.
Proprio questa inusuale monoposto fece nascere nella mente dell'ingegner Ferruccio Covini l'idea di un'automobile stradale che ne condividesse la filosofia e lo schema a 6 ruote, con le 4 anteriori sterzanti.

Già nel 1974 l'ingegner Covini si impegnò nella realizzazione del progetto di una vettura sportiva a 3 assali. La tecnologia del tempo però non consentiva l'utilizzo di ruote anteriori superiore ai 10 pollici (lo stesso adottato dalla Tyrrell P34-Ford), non essendo ancora disponibili gli odierni pneumatici ribassati. L'impossibilità di procedere convinse il team di progettisti ad accantonare l'idea, in attesa di nuove risorse.

Verso la fine degli anni '80 il progetto venne riconsiderato con l'idea di utilizzare la neonata tecnologia delle sospensioni idro-pneumatiche, sulle 4 ruote anteriori.
Vennero meno gli obiettivi che avevano ispirato la F1, prevalentemente aerodinamici, ma si ottimizzarono la distribuzione dei pesi nelle situazioni di trasferimento di carico e la riduzione di masse non sospese al fine di migliorare frenata e tenuta di strada. Purtroppo, gli elevati costi di realizzazione e altre situazioni contingenti, costrinsero i progettisti ad accantonare nuovamente il progetto.

Negli anni '90, le innovazioni tecnologiche quali ABS e airbag, hanno consentito al progetto di prendere una connotazione di ricerca tecnologica finalizzata alla sicurezza attiva e passiva. Questo aspetto ha permesso di ottenere contributi per la ricerca, e sponsorizzazioni per la sua costruzione.
Nel progetto della Covini Engineering entrano partner di prestigio tra i quali:

CM02/DAEWOO - Per contributi sulla ricerca tecnologica e sviluppo prototipi
BOSCH/VHIT - Per sviluppo e comandi dell'impianto frenante
BREMBO - Per studi sul sistema frenante e sui suoi componenti
MOMO - Per studi su airbag e suoi componenti
PIRELLI - Per gli pneumatici speciali e studi sulle derive
ANTERA - Per ruote in lega leggera speciali
POLITECNICO DI MILANO - Per ottimizzazioni su cinematismi e telaio

L' Idea

Le motivazioni che hanno spinto l' ingegner Covini ad avventurarsi in questa "scommessa" si rifanno all' idea che la formula delle quattro ruote anteriori sterzanti è sempre più valida per le automobili ad altissime prestazioni, per ragioni di sicurezza attiva e passiva.
In particolare:

- Per lo scoppio di un pneumatico anteriore, l'auto non perde la direzionalità grazie al secondo pneumatico sempre in presa sull'asfalto.
- Per la frenata si dispone di quattro dischi anteriori che, anche se più piccoli, hanno comunque una superficie frenante superiore a quella di uno solo grande, da cui maggiore efficienza.
- Per l'aquaplaning il rischio di pattinamento del pneumatico sull'acqua è quasi annullato, perché la ruota anteriore forma un solco nel velo di acqua, creando le migliori condizioni perché la seconda ruota venga a contatto con la superficie stradale.
- Il confort ne trae vantaggio, perché la forza di ogni molla di sospensione è esattamente la metà di quella di una molla di vettura normale, per cui l'impatto della ruota contro una cunetta o una buca trasmette alla scocca una sollecitazione dimezzata.
- Nel caso di impatto frontale l'urto viene meglio assorbito con una maggiore protezione dell'abitacolo e dei suoi occupanti.
- La direzionalità è decisamente beneficiata dalle quattro ruote sterzanti. I piccoli scostamenti inevitabili dell'angolatura delle ruote sono compensati dall'altra ruota, posta sullo stesso lato.
- Per la tenuta di strada, si dispone di masse non sospese di peso inferiore a quello che si ha nel caso di ruota singola, con aderenza per ogni ruota decisamente migliorata.

Il Progetto

Sotto la filante carrozzeria in vetroresina e fibra di carbonio la Covini "nasconde" una meccanica da vera sportiva: ad un telaio in acciaio e fibra di carbonio sono collegate le 6 sospensioni indipendenti a quadrilateri deformabili.

L'impronta a terra è garantita da 4 cerchi da 15 pollici con pneumatici 205/45 R 15 e da due ben più grandi 20 pollici, che ospitano pneumatici ultraribassati 345/25 R 20.

L'impianto frenante, sviluppato dalla Brembo, è composto da 6 dischi autoventilanti con pinze sportive; sono invece Bosch il servofreno e il correttore di frenata elettronico (EBD).

Come tutte le sportive che si rispettino, anche questa C6W adotta la trazione posteriore con lo schema "transaxle" con il cambio elettroidraulico a 6 velocità montato posteriormente in blocco con il motore. Sorprendentemente il peso a vuoto è di soli 1150 kg! Veramente pochi considerando che, rispetto alle sportive tradizionali, questa avveniristica C6W ha un'asse in più! Ne segue che il raddoppiamento dell'intero schema dell'asse anteriore sterzante convive con una struttura eccezionalmente leggera, tanto da non incidere sul peso finale.

Discorso a parte riguarda il motore: per la presentazione è stato scelto un potente V8 4,2 di derivazione Audi ad iniezione diretta. Accreditato di 380 cv a 6400 giri/min. ed una coppia di quasi 46 kgm già a 2700 giri/min Con un favorevole rapporto peso/potenza di circa 90.5 cv/litro (considerando anche l' asse in più rispetto alle sportive canoniche), non è difficile credere al valore di velocità massima dichiarato: oltre 300 km/h.
Nonostante ciò questo non sarà l'unico motore disponibile, ma anzi sarà possibile ordinare la vettura con il propulsore preferito, compatibilmente con le caratteristiche strutturali del progetto.
Non è difficile ipotizzare che ben pochi clienti si accontenteranno dei 380 cv proposti in questa soluzione...

La presentazione ufficiale avverrà al prossimo Salone di Ginevra.
A partire dal prossimo anno, la vetture sarà prodotta in pochissimi esemplari (6/8 all' anno) su ordinazione, negli stabilimenti di Verbania.

Fotogallery: Covini C6W