ammiraglia all'americana (anche wagon)

Ritorniamo alle origini. Pare che ormai sia stato inventato tutto e il "nuovo" debba necessariamente essere ricercato nel "passato". E' un ragionamento un po' contorto, non privo di una certa dose di superficialità, però, è difficile non pensarci, dopo i primi contatti con la nuova 300C di Chrysler.
La Casa americana, negli anni '70 e '80, è stata palladina della razionalità. Ha cercato di proporre negli Stati Uniti, in un periodo in cui le "compact" s'affacciavano timidamente sul mercato, vetture come la Simca Horizon. E' stata la prima a convertirsi, quasi interamente, alla trazione anteriore e alla riduzione delle masse e delle cubature. Ha rinnovato l'idea di "van" (perlomeno negli USA) con il Voyager. Ha proposto vetture dal design innovativo ed efficiente, come la Neon e Stratus, che riuscivano a coniugare ottime doti di abitabilità con un corpo vettura compatto. Poi, pian piano, s'è diretta verso altri lidi: ha riproposto le "muscle car", con la Viper e Prowler.
Oggi, a distanza di qualche anno e forte del nuovo assetto finanziario, che la vede partner della Daimler-Benz, è pronta a fare il grande salto con la 300C.

Dovendone giudicare le caratteristiche di base, sembra un'auto di quarant'anni fa: motore V8 HEMI da 5,7 litri, trazione posteriore con cambio automatico, lunghezza di circa 5 metri. E proprio in questo, è la novità: sganciarsi dai soliti canoni per presentare un prodotto di rottura. Avvicinarsi al futuro reinventando il passato.

La 300C è un'auto imponente: alta circa un metro e mezzo, lunga cinque metri e larga un metro e novanta. Le dimensioni sono sottolineate dal design "solido": le linee sono poco sfuggenti.
Ad un frontale quasi verticale, con numerosi profili cromati e dominato da un possente cofano le cui nervature sfumano nella gigantesca calandra, unisce un profilo in cui spiccano i muscolosi passaruota, che coprono a malapena ruote enormi, con cerchi da 18" e pneumatici 225/60 (!). La linea di cintura è altissima e riduce al minimo indispensabile le superfici vetrate.
L'abitacolo è visivamente separato dalla cintura inferiore, grazie alla ridotta inclinazione del parabrezza e del lunotto e dall'assenza di raccordi tra la base dei montanti e le superfici dei cofani anteriore e posteriore. Spiccano, gli specchietti retrovisori, dal guscio ovoidale e interamente cromati.

Gli oltre tre metri di passo e la notevole altezza hanno permesso l'impostazione di un abitacolo ricco e spazioso, la cui linearità riprende le caratteristiche del design esterno.
La plancia è bicolore, con una fascia superiore scura e opaca, per ridurre i riflessi sul parabrezza, e la porzione inferiore di colore chiaro. Sono disponibili inserti in noce o in similtartaruga che, seppur originali, destano qualche perplessità...
A disposizione del guidatore ci sono molteplici regolazioni, tutte assistite da servomeccanismi elettrici. Il sedile è regolabile in otto posizioni, il piantone dello sterzo è orientabile sia in senso verticale sia orizzontale mentre la pedaliera si muove lungo l'asse longitudinale. Sono memorizzabili due combinazioni, che includono anche 12 stazioni radio e la posizione degli specchietti retrovisori.
La strumentazione comprende i quattro classici strumenti, con illuminazione verde-blu, il display del computer di bordo e l'indicatore di marcia inserita. Console centrale di color alluminio e organizzata in modo classico (bocchette d'areazione, interfaccia del sistema infotelematico di bordo, comandi climatizzatore). Sul tunnel è presente un grande vano portaoggetti dalla capacità di 8.5 litri. Il climatizzatore è del tipo automatico bi-zona, con sensori di temperatura e di irraggiamento. Sei diffusori Boston, un amplificatore da 276 Watt e un sitolettore CD, costituiscono l'impianto hi-fi di serie. A richiesta è disponibile un sintolettore con caricatore multiplo da 6 dischi. Il navigatore satellitare, disponibile a richiesta, utilizza un solo DVD con database NAVTECH, un grande schermo da 14,7 cm e un joystick di comando ad 8 posizioni. Disponibile anche la predisposizione BlueTooth.
Per quanto riguarda i bagagli, la 300C Sedan ha un vano di 504 litri, mentre la versione Touring dispone di 630 litri in configurazione standard, ampliabili, ripiegando i sedili posteriori, fino a 1602.

La 300 C è spinta da tre propulsori.
Alla base ritroviamo il V6 monoalbero da 2,7 litri, che offre 193 cv (142 kW) a 6400 rpm, con una coppia di 258 Nm a 4000 giri.
In posizione intermedia c'è un altro V6, da 3,5 litri e 249 cv a 6400 rpm (coppia massima di 340 Nm a 3800 giri).
In alto è presente il nuovo gioiello di famiglia, il V8 5.7 HEMI. Per il colosso americano, si tratta del ritorno di una tecnologia leggendaria. Otto cilindri a V, con angolo di 90 gradi, camere di scoppio emisferiche e doppia accensione, generano 340 cv (250 kW) a 5000 giri e la poderosa coppia di 525 Nm a 4000 rpm. Per questo propulsore è stata sviluppata la raffinata gestione MDS, che prevede il funzionamento modulare dell'unità, sfruttando, quando è richiesta poca potenza, soltanto quattro degli otto cilindri, riducendo emissioni e consumi. Il passaggio 0-100, è coperto in appena 6.4".
Trasmissione automatica per tutte le versioni. I propulsori 2.7 e 3.5 della Sedan, montano una classica trasmissione a 4 rapporti a gestione elettronica, con blocco del convertitore di coppia. Per il V8 e il 3.5 abbinato alla trazione integrale (disponibile solo sulla Touring) è disponibile un nuovo cambio automatico Daimler-Chrysler a 5 rapporti, con funzione manuale - sequenziale e blocco del convertitore di coppia.
La trazione integrale della Touring AWD è del tipo permanente e distribuisce il 38% della coppia sull'asse anteriore e il 62, dietro. Sospensioni anteriori a quadrilatero deformabile e posteriori multilink.

Sul fronte sicurezza, la gamma 300C offre lampade allo Xenon, airbag frontali e laterali a tendina, ABS, ESP, TCS e assistenza all'azione frenante BAS.
La commercializzazione, nel Vecchio Continente, inizierà la prossima Primavera.

Fotogallery: Chrysler 300C