al volante di un mito

Sono le dieci di una Domenica mattina dominata da un cielo di quelli che sembrano dirti "hey, perché ti sei alzato dal letto!?" e il piazzale in cui ho appena parcheggiato è colmo di fiammanti Alfa Romeo in posa per una manifestazione pubblicitaria. Ci sono tutte, dalla nuovissima GT alla GTV... tutte bellissime ed affascinanti, ma quando la Delta Integrale che sto aspettando fa capolino dall'ingresso del parcheggio, beh, persino la favolosa 147 GTA con le nuove ruote da 18" resta in ombra.
Per un attimo tutto sembra fermarsi e la mia attenzione, insieme a quella di tutte le altre persone che l'hanno vista arrivare, viene attratta in maniera indissolubile. Per chi le auto le ama, trovarsi davanti agli occhi una Delta Integrale, non è mai un'esperienza insignificante. La Deltona è un mito dell'automobilismo e ha una forte presenza, quasi minacciosa, caratterizzata dai voluminosi passaruota resi necessari per far fronte all'aumento delle carreggiate, un concentrato di testosterone che difficilmente trova paragoni nella produzione moderna.

Quello che ho davanti inoltre è l'esemplare n° 42 della serie limitata Dealer's Collection, immatricolato nel '95 e con circa 30.000km all'attivo, grandioso! Purtroppo le condizioni atmosferiche poco amichevoli hanno sporcato la carrozzeria ma ciò non mi impedisce di passare svariati minuti ad osservarla, in uno stato al confine tra stupore e meraviglia. Nonostante l'adrenalina abbia cominciato a circolare in dosi massicce già da tempo, non appena mi siedo nei bellissimi sedili profilati Recaro un'altra forte scarica pervade il mio corpo e non posso fare altro se non che mettere in moto e partire.

Una volta premuto il pulsante di avviamento, caratteristico di questa serie speciale, il glorioso 2 litri turbo prende vita e si stabilizza al minimo con un suono ben poco filtrato. I primi chilometri li percorro ad andatura da passeggio ed è sorprendente vedere, ogni volta che mi fermo a un semaforo, la gente osservare stupita la vettura. L'andatura non obbliga a grossi sacrifici, certo l'assetto non è morbidissimo ma le sconnessioni della strada vengono comunque assorbite con una certa civiltà e ciò non può che far piacere durante i viaggi. Ma ormai è tempo di farle sgranchire le gambe, così una volta arrivato all'inizio del percorso scelto per la prova, un bellissimo misto stretto che si snoda tra alberi e dirupi, scalo un paio di marce e permetto al motore di schiarirsi la voce. Il risultato è ciò che solo un motore prodotto quando ancora non esistevano normative antinquinamento tanto severe può dare. L'erogazione è vecchio stampo e priva di quella fluidità tanto in voga attualmente, niente carezze grazie. Fino ai 2500 giri la risposta è piuttosto letargica ma verso i 3000 il motore inizia a svegliarsi e poco oltre questo regime una spinta prepotente proietta la macchina in avanti accompagnata dal caratteristico suono del bialbero. La strada inizia a salire lungo una collina e diventa sempre più tormentata, con brevissimi rettilinei tra un tornante e l'altro.. il terreno favorito dalla Delta. L'inserimento in curva è rapido e si può uscire da ogni curva in piena accelerazione con la trazione integrale che sfrutta al meglio l'aderenza disponibile. Man mano che il ritmo sale emerge un punto debole, i freni. La corsa del pedale è piuttosto lunga e a ciò non corrisponde una azione frenante proporzionata, così mi trovo spesso a frenare energicamente anche in ingresso di curva con il posteriore che in un paio di occasioni perde d'assetto. L'andatura non è marmorea come, ad esempio, quella della moderna Focus RS, dotata tra l'altro di freni da urlo, ma sufficientemente rigida da ridurre efficacemente rollio e beccheggio anche nella guida più aggressiva, situazione assolutamente inevitabile quando si trova la strada giusta. Non appena le condizioni lo permettono ci si trova a danzare tra un tornante e l'altro sfruttando la grande motricità e la generosa spinta del motore. Nel guidarla non c'è da essere troppo delicati, ogni frenata è seguita da un input secco con lo sterzo e da una bella accelerata che lancia la macchina fuori dalla curva con gli pneumatici che mordono l'asfalto, scaricando fino all'ultimo dei cavalli disponibili. L'esperienza di guida, grazie anche a uno sterzo tutt'altro che leggero, è piuttosto intensa. I sedili in pelle Recaro, fortemente profilati, trattengono bene e impediscono a voi e agli eventuali passeggeri di essere sbattuti da una parte a l'altra dell'abitacolo, mentre la pedaliera sportiva Omp vi incita a scalare per il solo piacere di utilizzare il punta-tacco.

Ma vale la pena acquistare un'auto sportiva "vecchia" di dieci anni quando il mercato ci offre auto ben più moderne e sofisticate? Potete scommetterci! Comprando una Delta Integrale non solo vi impadronite di uno splendido giocattolo per autentici appassionati della guida ma acquistate anche un pezzo di storia dell'automobilismo. Gustare il modo in cui la Deltona affronta un bel misto stretto stringendo tra le mani il bellissimo volante Momo a tre razze è un'esperienza che ciascun appassionato dovrebbe fare almeno una volta nella vita; dopodiché l'unico rimpianto che potrebbe venire, sarebbe quello di non averla comprata prima.

Fotogallery: Lancia Delta Integrale Dealer’s Collection