di Claudio Casaroli

Claudio Casaroli

La notizia che la Renault lancerà nell'immediato futuro in Romania una vettura super utilitaria 3 volumi, spartana, al prezzo decisamente economico di 5000 euro, non può essere liquidata come un apprezzabile gentleman agreement per i potenziali acquirenti o come un strategia di marketing innovativa e aggressiva. Una simile decisione, secondo la nostra modesta valutazione, suggerisce altre chiavi di lettura che coinvolgono il mondo delle quattro ruote. Alcune di esse vengono da lontano, da quando l'automobile ha ceduto al fascino dell'elettronica in nome non solo della sicurezza attiva e passiva, ma del confort e del superfluo.

Una escalation iniziata timidamente alla fine degli anni 80 che, anno dopo anno, ha subito una accelerazione senza freni. A tal punto che molto di ciò che sembrava essere patrimonio tecnologico riservato alle vetture di fascia alta, è finito prima come optional e poi, progressivamente, come dotazione di serie anche sulle vetture di fascia media e sulle cosiddette utilitarie. A beneficio dell'automobilista, ben inteso, ma anche a scapito del portafogli del medesimo. E questo è il punto.

Ma c'è di più: l'uso o l'abuso di meccanismi elettronici ha contribuito a rendere alcune vetture, paradossalmente meno gestibili dal punto di vista della manutenzione. E questo è un altro punto.

Per capirci meglio, è come se in tali casi ci si trovasse di fronte a veicoli con due anime, di cui una rappresentata da tutto ciò che è meccanico, l'altra da tutto ciò che è elettronico. Assolutamente interdipendenti però, con l'aggravante che in caso di guasto a una delle centraline elettroniche che interagiscono sul mezzo meccanico, non è possibile correggere l'avaria lì per lì. Minima o grave che sia. Non è un caso che alcuni costruttori come la stessa Mercedes, sembrerebbero orientate nel futuro a limitare tale abuso, rinunciando implicitamente a costruire vetture troppo sofisticate.

Una scelta in controtendenza che si propone come argomento per il nostro forum:
"E' preferibile costruire vetture più spartane ( fatti salvi tutti i meccanismi che garantiscono la sicurezza attiva e passiva e una buona guidabilità) sulle quali poterci mettere le mani per aggiustarle o è meglio privilegiare le versioni sofisticate ma inaccessibili in caso di guasto?
Significativa a tale proposito la comunicazione adottata dalla Citroen in Gran Bretagna alla fine degli anni 70, per consentire alla 2CV di reggere il confronto con le vetture della concorrenza che già in quel periodo avevano scelto gli optional come strategia di vendita vincente. "La 2CV, recitava il testo, non dispone di: alzavetri elettrici, di dispositivo per il ritorno automatico delle frecce, del servo freno ecc. ecc.
Perciò offre più garanzie di solidità, favorendo al tempo stesso la sua manutenzione."
Come dire, la storia ci propone corsi e ricorsi.

Fotogallery: Si torna a costruire vetture spartane ?