l'americana di Torino

Nei primi anni '80 il marchio Cadillac era in declino: snobbato sia più giovani, sia dagli uomini "di mezza età", che preferivano le europee, perdeva continuamente quote di mercato. Urgeva un'operazione in grado di ridare al marchio il prestigio che aveva perso e gli uomini di Detroit non ci pensarono due volte: la soluzione era in Italia!

"Automobilisticamente", i rapporti America - Italia sono sempre stati un po' strani. Henry Ford diceva di "toglersi il cappello" al cospetto di ogni Alfa Romeo, ma nel migliore periodo, l'Alfa ha venduto in USA solo poche decine di migliaia di vetture all'anno... Tuttavia, nonostante gli scarsi risultati commerciali, l'industria americana ci ha sempre osservati con particolare interesse: Ford cercò, nel secolo scorso, d'assicurarsi prima la Ferrari e poi la stessa Alfa Romeo, Chrysler aveva relazioni commerciali con Alfa Romeo, Macerati e DeTomaso - che qualche anno prima "divorziò" da Ford), oltre ad essere proprietaria per un po' di anni della Automobili Lamborghini. Attualmente, poi, esiste ancora un accordo Fiat-GM.

Insomma, nonostante il mercato statunitense significasse per l'industria italiana la vendita di poche migliaia di vetture per anno, i rapporti tra le industrie dei rispettivi paesi furono (e sono...) parecchio intensi.
Comunque, gli americani più che all'integrazione tra le industrie dei due paesi, miravano al "prestigio" del prodotto "Made in Italy": l'importante era avere "il nome"... Ma, nella storia che siamo per raccontarvi, le cose andarono un po' diversamente.

Riallacciandoci all'introduzione, la soluzione per i problemi di Cadillac risiedeva nel nostro Paese, a Grugliasco. La più grande azienda del mondo bussò ad una porticina che riportava la targhetta: "Pininfarina". Il piano di recupero italo-americano per Cadillac prevedeva la realizzazione di una cabriolet di prestigio prodotta attraverso la "catena di montaggio più lunga del mondo". E non è una semplice perifrasi: ogni Cadillac Allanté (questo era il nome del modello) prodotta si faceva un viaggetto Detroit - Torino con ritorno: Pininfarina realizzò un nuovo stabilimento interamente dedicatole, a San Giorgio, in una zona favorevole dal punto di vista dei collegamenti con l'aeroporto di Torino-Caselle che per sei anni divenne stazione integrante della "catena di montaggio".

Tecnicamente, la Allanté era una tipica trazione anteriore americana: il motore era un gigantesco (per noi) V8 da 4100 cc con un singolo albero a camme centrale e dotato di iniezione multipoint. La potenza erogata era di appena 170 cv (a poco più di 4000 giri) con una coppia di ben 31 kgm a 3200 giri. Il pianale della Allanté derivava da quello della Eldorado e vantava, con i suoi 252 cm, il "primato interno" di essere dotato del passo più corto dal 1908. La trasmissione automatica a 4 rapporti, le sospensioni anteriori McPherson e posteriori a ruote indipendenti con balestra trasversale in fibra di carbonio e i quattro freni a disco con ABS, completavano il valido schema meccanico.

Sotto il profilo tecnico, però, il vero valore aggiunto della scoperta italo-americana risiedeva nell'elettronica. A stupire non erano tanto la strumentazione optoelettronica a cristalli liquidi, o i 70 Kbytes di potenza di calcolo totale dei vari processori (oggi è un valore risibile, ma 18 anni fa le cose erano diverse...), quanto l'adozione di due computer in grado di sovrintendere alla gestione della meccanica e dell'impianto elettrico. L'utilizzo di tali sistemi era reso possibile grazie alla rete "Multiplex", ormai standard sulle auto più moderne e che esordì in campo automobilistico quasi vent'anni fa, proprio a bordo della Allanté.
La produzione iniziava in america dove, sul pianale venivano montati la plancia, l'impianto di climatizzazione e l'impianto elettrico completo. Successivamente, le piattaforme così "agghindate" erano caricate su speciali Boeing 747 dirette in Italia, all'aeroporto di Caselle. Di là, erano condotte al vicino stabilimento Pinifarina di San Giorgio. A Torino, veniva assemblata la carrozzeria, montata la capote e rifinito l'interno. Le scocche delle Allanté, finite in tutto e prive soltanto della parte meccanica riprendevano la via delle "Indie Occidentali".

Una volta tornate a Detroit, veniva montata la meccanica: sospensioni, motore, cambio, ruote e impianto frenante. Prima di essere immesse sul mercato, ogni auto era collaudata per 25 miglia su un circuito interno allo stabilimento.

S'intuisce che quest'operazione fu decisamente "svantaggiosa" per la GM: il gigante americano bruciò la bellezza di 2400 milioni di Dollari e Pininfarina allestì da zero uno stabilimento da 8000 vetture all'anno che non riuscì a sfruttare a pieno. Forse gli unici che effettivamente ci ricavarono qualcosa nell'operazione "Allanté Air Bridge" furono le compagnie aeree, che usufruirono pienamente del loro parco di "Boeing 747 All Cargo" altrimenti destinati ad essere sotto-utilizzati

Nel primo biennio di produzione (1987 - 1988), furono commercializzate 6000 Allantè al prezzo di 50.000 $. A partire dal model year 1989 furono introdotti l'air-bag e il lettore CD con impianto Bose, mentre sotto il profilo meccanico, il 4100 fu sostituito con un nuovo V8 4.5 da 200 cavalli. Nonostante gli sforzi, l'auto non riusciva a sfondare e i previsti 7500 esemplari l'anno (Pinifarina s'attrezzo per realizzare addirittura 8.000 auto/anno) continuavano a rimanere un miraggio. Nel '92 si toccò il "minimo storico" di appena 1900 vetture prodotte. L'ultimo anno di produzione fu il 1993: il 4.5 fu sostituito con il "Northstar 4,6 litre" da più di 300 cv e la strumentazione divenne analogica. L'ultima serie di Allanté fu posta in vendita a 60.000 $... prezzo decisamente teorico: molti venditori la vendettero sotto-costo.
L'insuccesso commerciale di questa "particolare" Cadillac è riconducibile ai problemi di affidabilità riscontrati nelle prime versioni che minarono irrimediabilmente l'immagine del modello (gli americani sono molto sensibili ai "difettucci" di questo tipo). Tuttavia, proprio l'Allantè diede "il La" alla produzione Cadillac degli anni seguenti, soprattutto sotto il profilo estetico, permettendo al marchio americano di recuperare in immagine... e in quote di mercato.

Fotogallery: Cadillac Allante