Seat Altea 2.0 TDI DSG

Presentata lo scorso aprile, Seat Altea sta incontrando i favori del pubblico italiano con dei buoni risultati commerciali. Carte vincenti sono lo stile di rottura e la personalità dinamica, qualità che la contraddistinguono nettamente nel panorama delle monovolume compatte, tanto che alla Seat l'hanno definita MSV, acronimo - l'ennesimo che si inventano - stante per "Multi Sport Vehicle".

Un'auto trasversale, funzionale, ma anche bella da vedere e piacevole da guidare. Modello molto importante perché inaugura il nuovo corso stilistico della Casa Spagnola, firmato dal nostrano Walter De Silva, e anticipa la "sportività estroversa" delle Seat di domani.

Qualità e tecnologia sono griffate dal Gruppo Volkswagen (o dal sottogruppo Audi, se preferite) e uno dei contenuti tecnici di maggior rilievo è il raffinato cambio DSG disponibile con la motorizzazione 2.0 TDI 140 cavalli. Una trasmissione che promette di coniugare i vantaggi di un cambio manuale con quelli di un automatico. Ovvero cambiate dinamiche e veloci, ma allo stesso tempo confortevoli perché quasi inavvertibili.
Tale «compromesso » è stato raggiunto impiegando due frizioni in bagno d'olio integrate in un unico sistema. La prima viene utilizzata per innestare le marce dispari (1, 3, 5, R) la seconda per le marce pari (2, 4, 6). In pratica se la vettura procede in terza, la quarta è già preinnestata, sebbene non ancora "attiva". Non appena viene raggiunto il momento ideale per il cambio di marcia, la frizione collegata alla terza si apre, disinnestandosi, mentre, allo stesso tempo, l'altra frizione si chiude innestando immediatamente la quarta marcia senza alcuno strappo. Ecco perchè si parla di cambio ad innesti diretti (Direct Shift Gear). L'intero processo di cambio marcia si completa in pochi centesimi di secondo ed è controllato da una gestione elettroidraulica.

Su strada questi vantaggi si avvertono tutti e subito. L'accoppiamento del DSG con il potente TDI da 140 cavalli riesce a valorizzare al meglio la vigorosa coppia di questo propulsore. In modalità automatica sono previste due logiche di funzionamento. NORMALE se si vuole privilegiare il contenimento dei consumi assecondando il confort con cambiate a regimi medio bassi. SPORT per esaltare al massimo la cavalleria del TDI con cambiate al limite della zona rossa. E in questo caso anche un guidatore inesperto è in grado realizzare i migliori tempi di accelerazione. Schiacciando a fondo corsa il pedale, non è difficile far pattinare le ruote motrici anche in seconda marcia (il controllo della trazione è opzionale) e in pochi istanti ci si ritrova senza rendersene conto a velocità da ritiro della patente...
Apprezzabile davvero l'assenza di tempi morti fra una cambiata e l'altra e la relativa fluidità anche ai regimi medio alti che non ha nulla da invidiare ad un automatico tradizionale con il convertitore di coppia.
Naturalmente il DSG puo' essere utilizzato anche in modalità sequenziale che pero' non dispone di comandi al volante e richiede l'azione sul selettore.
Il bello di tutto questo è che rispetto alla versione manuale dell'Altea, i consumi dichiarati rimangono invariati e le prestazioni sono fin'anche migliori. Nello scatto 0-100 km/h, ad esempio, l'Altea DSG impiega 9,8 secondi, contro i 9,9 della versione normale.

Ed è proprio in virtu' di queste qualità, che gli uomini Seat credono molto nel DSG e si sono posti l'obiettivo di spingerne la diffusione sul mercato italiano dove, non è un segreto, la maggior parte degli automobilisti sono particolarmente diffidenti nei confronti dell'automatico. Certo è che le premesse tecniche ci sono tutte e, nello specifico, si sposano perfettamente con il carattere dinamico di Altea.

Il cambio DSG comporta un supplemento di 1.400 Euro per un totale, con la motorizzazione 2.0 TDI, di 24.500 Euro chiavi in mano.

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