piu' rispetto per l'automobile...

Claudio Casaroli


Nella conferenza stampa di fine anno promossa dalla UNRAE (l'Associazione che raggruppa le marche automobilistiche estere), il Presidente Salvatore Pistola ha illustrato i dati di vendita dell'anno che sta per concludersi tracciando al tempo stesso, un profilo sullo stato generale dell'auto nel nostro Paese e nel Mondo. Un'analisi quest'ultima non priva di spunti polemici.

Secondo Salvatore Pistola, "l'acquisto e l'uso dell'automobile in Italia è ancora oggi interpretato dai pubblici poteri più come un segnale di consumo opulento da tassare in modo marcato, che come un settore portante dell'economia da indirizzare verso forme di sviluppo coerenti con un interesse colletteivo". Un punto di vista condivisibile se si pensa ai numerosi balzelli fiscali che incidono sull'acquisto e sulla gestione dell'automobile, comprese le tariffe per il semplice parcheggio in città. Tanto per alimentare un po' la polemica. Senza dimenticare le multe per il mancato rispetto del codice della strada: Legittime ben inteso, ma non sempre comminate con "granus salis" sia per le modalità sia per l'entità delle sanzioni medesime. Ci riferiamo a quelle riguardanti il superamento dei limiti di velocità per pochi chilometri orari, contestate sulle starade di periferia a doppia corsia scarsamente frequentate, giustificate più dalla necessità di rimpinguare le casse dei comuni che non da una invocata iniziativa deterrente. Come dire "est modus in rebus" A conferma del fatto che, nell'immaginario di chi ci governa, il possessore di un'automobile è catalogato come una vacca da mungere, a prescindere...Per dirla alla Toto.

Purtroppo ad incidere negativamente sugli oneri di gestione concorrono di tanto in tanto anche le disposizioni di alcune autorità regionali o municipali volte ad impedire la circolazione nei centri urbani a una determinata categoria di veicoli ritenuta "arbitrariamente"più inquinante rispetto ad altre (si ricorda la recente campagna discriminatoria minacciata da alcuni sindaci contro i veicoli così fuoristrada, detti SUV).

Insomma sono tutti segnali indicativi e di parte che non aiutano a restituire all'automobile il ruolo che le spetta in quanto strumento non solo di mobilità individuale, ma anche di sviluppo economico e sociale. A tale proposito è emerso che dietro al mondo delle quattro ruote ci sono industrie che responsabilmente investono molti milioni di dollari o di euro nella ricerca al fine di rendere i propri veicoli sempre più sicuri e meno inquinanti. Da qui la considerazione che quando si parla di sviluppo compatibile, la compatibilità non deve essere invocata solo per i costruttori, ma anche per tutti gli attori che si occupano di mobilità e di viabilità in modo indiretto. Almeno fino a quando non ci sarà una soluzione alternativa a quella dei veicoli a due e a quattro ruote in grado di garantire analoga libertà agli individui.

Il presidente della UNRAE ha poi sottoposto ai giornalisti del settore e dell'economia i dati del mercato Italia, confermando che il 2004 chiuderà con 2.255.000 immatricolazioni di auto, 230 di veicoli industriali, 4700 di bus, 17800 di caravan e autocaravan. Dati che troveranno conferma nel prossimo anno. Ma ha anche ricordato che le Case madri hanno acquistato componentistica prodotta in Italia per una somma di 4 miliardi di euro mentre le filiali nazionali hanno acquistato beni e servizi, inclusi gli spazi pubblicitari sui media, per 12 miliardi di euro. Altri numeri significativi: il fatturato 2004 delle 53 aziende UNRAE nell'anno in corso farà registrare 40 miliardi di euro con 80.000 addetti.
A livello mondiale la fotografia è la seguente: le vendite di auto registreranno 50,9 milioni di unità, confermando un trend positivo, con punte record in Cina 4,6 milioni (più 13%). Il Giappone stesso con 4,7 milioni si è ritagliato un più 7% dopo anni di stagnazione. Più modesta invece la crescita del mercato USA 16,7 milioni (più 1%) e dell'Europa 14,4 milioni (più 1,3%).

Salvatore Pistola ha concluso la sua relazione ricordando gli obiettivi politici prioritari dell'Associazione: ottenere il riconoscimento del ruolo economico e sociale dell'automobile presso le sedi opportune, la prosecuzione dell'azione tendente a snellire tutti i procedimenti burocratici amministrativi che accompagnano la vita dell'automobile dalla sua nascita fino alla rottamazione. A Gianni Filipponi, segretario generale, è toccato il compito di commentare nel dettaglio i dati statistici del mercato, marca per marca, e di riassumere le altre iniziative che caratterizzeranno l'attività della UNRAE nel breve e nel lungo termine. Vale a dire: la pressione sulle Istituzioni per ottenere una riduzione dei costi dell'automobile ove possibile. A partire da quelli assicurativi, perché no. Non ultimo per il fatto che i costruttori di automobili hanno dato buon esempio, mantenendo il listino medio a meno 0,6% ( dato ISTAT rilevato nel confronto settembre 2004 settembre 2003),in controtendenza quindi con gli aumenti dei costi di manutenzione (più 2,5%), dei pedaggi autostradali (più 3%), dei carburanti (7,2%). Un chiaro segnale indirizzato a tutti i soggetti che a torto o con ragione, difendono i propri interessi, perseguendo una politica non sempre lungimirante.

Fotogallery: UNRAE DAY 2004