è pronta!

Croma, un nome importantissimo per Fiat, il nome di un grande successo degli Anni Ottanta... un successo che a Torino cercano di bissare con la nuova versione, venuta quasi dieci anni dopo il definitivo pensionamento della progenitrice e, come questa, ricca di contenuti.

La Croma è certamente un'auto grande: 4 metri e 75 di lunghezza, 177 centimetri di larghezza e ben 1,60 metri in altezza... insomma, se a queste misure aggiungessimo quella del passo, che è pari a 2 metri e 70, di sicuro avremo la certezza che nella Croma non si sta stretti. La carrozzeria, che non fa nulla per dissimulare l'importanza delle dimensioni, è disponibile in sette tinte metallizzate (due tonalità di grigio, azzurro, blu, rosso e marrone) e due pastello (bianco e nero).

La sensazione di spaziosità, all'interno, è amplificata dalla notevole altezza del padiglione, dall'eventuale tetto in cristallo e dal pavimento piatto, una vera "sciccheria" per chi siede dietro. Gradevoli le rifiniture. L'abitacolo è disponibile in due tonalità, indipendentemente dalla qualità dei rivestimenti (tessuto, velluto o pelle): una chiara, in beige, denominata Ghibli e una in grigio scuro, London. Gli allestimenti di base sono tre: Active, Dynamic ed Emotion; a cui si aggiunge il livello Skyline, una sorta di "plus", riservato, però, ai soli Dynamic ed Emotion. Con cinque livelli di allestimento e una lista di optional adeguata alla categoria, la nuova ammiraglia di Torino è personalizzabile praticamente in tutto. Degno di nota il design, con una plancia elegante (soprattutto nella combinazione "Ghibli") e dei pannelli porta adeguatamente rifiniti: è emblematico il riporto in radica che incornicia la griglia dei diffusori acustici. Sul fronte audio, ritroviamo ben cinque livelli di equipaggiamento. La "base" è costituita da un semplice impianto a 6 diffusori (2 tweeter e 4 woofer), con lettore CD e comandi al volante per tutte (ad esclusione della Active), si passa poi attraverso impianti con lettore MP3, con navigatore satellitare di tipo Connect NAV+, fino a giungere a dotazioni da sala da concerto con otto diffusori e subwoofer nel bagagliaio, anche con caricatore CD. Insomma gli amanti dell'alta fedeltà avranno di che divertirsi, magari mentre si godono il clima offerto dall'impianto bizona a controlli totalmente separati (temperatura e flussi), offerto in alternativa al clima manuale. Volendo fare una noterella di biasimo, ci saremmo aspettati una strumentazione dalla grafica un po' meno austera, visto che quella adottata ricorda molto l'omologa della Fiat Stilo qui, però, arricchita dall'utile sensore della pressione dei pneumatici.

Qualche inadeguatezza, a nostro avviso, la ritroviamo nella gamma di propulsori, tutti omologati EURO4, di cui i diesel con filtro antiparticolato DPF.
Vista la mole della vettura, che poggia su un avantreno McPherson e un retrotreno multilink, ad esclusione del 2.4 multijet da 200 cv, i motori appaiono tutti un po' sottodimensionati. Si tratta, in ogni caso, di un'impressione che i dati dichiarati sembrano smentire (e per eventuali verifiche aspettiamo, quindi, i test su strada). Vediamoli in dettaglio. Il propulsore di maggiore cilindrata, il 2,4 litri, e un turbodiesel common rail di tipo multijet. È un cinque cilindri, venti valvole, basato sulle unità che da quasi dieci anni sono nel cofano delle ammiraglie del Gruppo. In questa configurazione, la più prestazionale, eroga 200 cavalli a 4000 giri, e quasi 41 kgm di coppia massima a 2000. Con queste caratteristiche, le doti di dinamismo sono assicurate anche se non proprio da primato: 216 km/h e 8,5 secondi per lo 0-100 non sono dati eclatanti, allo stesso livello dei consumi (8 litri/100 km nel ciclo combinato). Seguono, due 1.9, a 8 e 16 valvole, da 120 e 150 cavalli. In questo caso le prestazioni variano, con velocità massime comprese tra 195 e 210 orari. Il dato di maggior rilevanza, ottenuto dalla versione da 150 cavalli con cambio manuale, proporzionalmente è il migliore. Avvalorato da un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 9.6 secondi, ottiene consumi particolarmente favorevoli, fino a 6,1 litri/100 km nel ciclo combinato (lo stesso valore ottenuto con la versione meno potente). I motori a benzina previsti sono due: un 2.2, di derivazione Opel, con 147 cavalli e il "milleotto" Fiat che di cavalli ne ha 140. Si tratta di due unità molto simili per erogazione (il 2200 ha circa 3 kgm di coppia in più, ottenuti però a 200 giri più in alto). Il 1.8, su cui non sono stati diramati dati prestazionali, non sarà disponibile al momento del lancio commerciale, che avverrà entro poche settimane, mentre con il 2.2, la Croma raggiunge i 210 km/h e percorre poco più di 10 km al litro, sempre nel ciclo combinato. È evidente, quindi, che c'è penuria di unità prestazionali a benzina e anche la gamma delle motorizzazioni a gasolio appare un po' limitata, visto anche il bacino d'utenza, prevedibilmente ampio, a cui la Croma si rivolge.
Ben 4 le trasmissioni disponibili: manuale a cinque rapporti per le due unità a benzina e a sei marce per i diesel 1.9; automatico sequenziale a cinque velocità in opzione per il 2.2 a benzina; automatico a sei rapporti in opzione per il 1.9 JTD da 150 cv e di serie per il 2.4 Multijet da 200 cv.

Tra le dotazioni di sicurezza, di serie o a richiesta, ritroviamo fari allo Xeno, ESP con Hill Holder, cinque cinture con pretensionatore e ben nove airbag (di cui sette di serie per tutte le versioni).

La nuova Croma viene prodotta nello stabilimento di Cassino. Per l'occasione, la trentennale fabbrica Fiat, su cui sono state sperimentate tutte le ultime "correnti" in tema di produzione in serie, è stata aggiornata con il nuovo sistema "OpenGate" che ha dato prova di estrema validità già sulle linee della Stilo. Quest'ultima, infatti, mostra allineamenti esemplari tra i vari componenti della carrozzeria e, si presume, che la nuova Croma non farà altro che confermare questa tendenza alla tanto agoniata "qualità totale", un obiettivo che in Fiat si cerca di raggiungere già da un bel po' di anni.

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