Automobili e Sigarette

b>Claudio Casaroli



Tempi duri per gli automobilisti. Non passa giorno che non si verifichino sorprese sgradevoli per i possessori di automobili. Aumenti striscianti del costo dei carburanti, dei pedaggi autostradali, delle multe, dei parcheggi, delle assicurazioni e quant’altro. Per non parlare delle disposizioni municipali, provinciali, regionali sulla limitazione totale della circolazione dei veicoli nelle aree urbane nell’arco di una giornata o parziale, limitata cioè alle targhe dispari o pari a giorni alternati. Disposizioni sofferte, ma legittimate dall’elevato tasso di inquinamento da pm (sigla che identifica le polveri sottili, derivanti dalla combustione dei propulsori diesel). Soprattutto quelli, bisogna dirlo con tutta onestà, della vecchia generazione. (Si pensi ai vetusti veicoli commerciali puzzolenti che spesso ci troviamo a fianco nel traffico) Ai quali si aggiungono anche tutti quelli più moderni, ma non omologati Euro 4 dell’ultima generazione. I soli a garantire emissioni inquinanti in percentuale tollerabile.
Significativo il fatto che in Italia il parco delle vetture con propulsori obsoleti, ammonta ancora a circa 8 milioni di unità. Davvero troppe e comunque tali da auspicare il loro forzato "pensionamento". Provvedimento a nostro avviso, che porterebbe vantaggi alla collettività anche in termini di sicurezza. A tale proposito ci si chiede se non sarebbe il caso di ripristinare gli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli al fine di accelerare il rinnovo del vecchio parco.

Purtroppo allo stato attuale una simile ipotesi non trova sufficienti consensi da parte della maggioranza governativa, impegnata a soddisfare altre aspettative ritenute prioritarie. La conseguenza è che il problema inquinamento viene affrontato nel modo più contradditorio e inefficace, come si è visto, applicando disposizioni coercitive e tali da minare la libertà di movimento di una gran parte dei cittadini. Tutto ciò in nome di una crociata contro gli untori: 10.000 persone muoiono in un anno a causa dell’inquinamento da polveri sottili, più o meno come per il fumo di sigaretta, "strillano" i media e le TV, quindi "Tutti a piedi, Tutti senza fumare".

Stando così le cose trova spazio una nostra prima provocazione: visto che sui pacchetti di sigarette, in bianca e in volta c’è la scritta "Il fumo uccide", per coerenza, perché la stessa scritta non viene imposta con la medesima evidenza grafica, fatte le debite proporzioni, sulla portiera o sul lunotto delle automobili fisiologicamente più inquinanti? E ancora, ed è questa la seconda provocazione: è lecito continuare a fabbricare sigarettte e a vendere automobili in misura rilevante se il fine ultimo è quello di limitarne il consumo e l’uso?
Sia ben chiaro noi siamo portati ad appoggiare e ad avalare tutte le iniziative che privilegiano lo sviluppo compatibile, ma siamo critici e scettici nei confronti dei provvedimenti demagogici quasi sempre suggeriti dalla ricerca di consensi a favore di un partito o di una corrente. Raramente dalla volonta di risolvere i problemi alla radice.

Fotogallery: LICENZA DI UCCIDERE?