a rischio di chiusura...

Smart è in crisi. Il brand del gruppo DaimlerChrysler, lanciato nel 1998 con l'originalissima citycar a due posti, fino ad oggi ha accumulato sempre e solo perdite, per un ammontare complessivo di 3.5 miliardi di Euro.
Una situazione finanziaria che, nota ormai da tempo, si è aggravata negli ultimi mesi, tanto che per il 2004 le indiscrezioni stimano un rosso di 400 milioni di euro.
Causa fondamentale sono gli elevati costi di produzione a fronte di volumi di vendita da sempre insufficienti. In pratica le smart si comprano solo nei grandi centri urbani, laddove cioè il concetto di microcar ha un senso. Troppo poco.

Proprio per questo, diversi sono stati i tentativi di diversificare la gamma aldilà della smart in senso stretto, e cioè della fortwo, ma nessuno ha portato a risultati soddisfacenti. La roadster ha venduto pochissimo a causa dello sfavorevole rapporto contenuti/prezzo e la forfour, lanciata di recente, fatica ad affermarsi in un segmento iper competitivo e già troppo affollato.

A crisi conclamata si parla di ristrutturazione, ma è stata presa in considerazione anche la possibilità estrema di chiusura. I vertici DaimlerChrysler stanno discutendo un piano che sarà approvato nelle prossime settimane; l'obiettivo è di raggiungere il punto di pareggio nel 2007.

Secondo la bozza in discussione, innanzi tutto sarà intensificato lo sviluppo dell'erede della fortwo e il nuovo modello sarà progettato nell'ottica della commercializzazione in Nordamerica, dove gli standard di omologazione sono più severi. Fondamentale sarà la realizzazione di nuove economie di scala, in particolare per il propulsore 3 cilindri a benzina che sarà impiegato da più Costruttori.
Entro quest'anno sarà poi sospesa la produzione della roadster ed è stato congelato definitivamente il progetto della smart fuoristrada, la formore, che doveva essere presentata allo scorso Salone di Detroit.

Per ridurre i costi fissi addirittura del 30% nei prossimi due anni, sarà rivista la struttura organizzativa del marchio, nelle funzioni di vendita, acquisti, aftersales/assistenza che saranno integrate con quelle Mercedes Benz. Verrà quindi aumentato il potenziale di vendita con l'apertura di nuovi concessionari integrati nella rete Mercedes secondo il modello dello shop in shop.
Purtroppo l'operazione non sarà indolore dal punto di vista sociale, e nel solo primo anno si ipotizzano tagli al personale per un terzo della forza lavoro complessiva.

Il costo della ristrutturazione è stimato in 1,2 miliardi di Euro. Basterà?

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