"Essere conservatori o cercare di proporre qualcosa di nuovo?" Oggigiorno solo poche case rischiano sapendo di centrare il traguardo e BMW, finora, ha dimostrato di essere tra queste.

La Serie 1 è l'ultima nata in famiglia, ma si trova a dover lottare con gli stessi problemi delle sorelle che l'hanno preceduta. La linea, ad esempio, ha suscitato qualche critica fin dalla presentazione dei primi bozzetti: il "Bangle design" non sconvolge, com'è stato per le Serie 7 e 5, ma non è stato ancora completamente digerito.
Linee spigolose associate a superfici piatte, un cofano lungo e schiacciato e una finestratura laterale ridotta: di primo acchito la Serie 1 può far pensare ad un aspetto troppo artefatto, con proporzioni portate all'estremo.

La qualità generale, però, è un'altra cosa... Ancor prima di accedere a bordo già diversi particolari fanno intuire il grande valore della vettura. Si parla pur sempre di piccole cose: le luci di cortesia per ogni maniglia esterna, il rumore secco e deciso delle serrature che si aprono o, ancora, il notevole peso delle stesse portiere, particolari comunque importanti nella percezione della qualità. E, si sa quanto conti una buona prima impressione!
La nostra versione si presenta molto bene: pur essendo la versione Eletta, quindi l'entry level, è accessoriata con i interni in pelle Boston Alaskagrau, il grigio chiaro ormai un classico di casa BMW. L'abbinamento cromatico è molto gradevole, oltre ai sedili anche la moquette e i tappetini sono in tinta, molto belli, ma, francamente altrettanto difficili da mantenere puliti. Meglio optare per un abbinamento che preveda il pavimento scuro, come ad esempio i bellissimi rivestimenti in pelle Boston Havanna.
I sedili sportivi sono efficaci sotto tutti i punti di vista. Le profilature laterali comprendono l'insolita regolazione elettrica della larghezza dello schienale, che consente di sagomare perfettamente i fianchetti laterali indipendentemente dalla propria "taglia". Le altre regolazioni sono manuali, ma estremamente precise. La pelle dei rivestimenti appare robusta e non presenta imperfezioni nella cucitura.

Il volante sportivo, in pelle a tre razze, anch'esso optional a pagamento, ha un diametro piccolo e la giusta dimensione della corona per una salda presa, peccato manchino le regolazioni e i comandi sulle razze. Dietro, la strumentazione appare un po' ridotta all'osso. I due indicatori circolari sono in classico stile BMW, al pari delle spie e del display digitale nella classica colorazione rosso su nero. Ad una più attenta e critica analisi il gruppo volante / strumentazione potrebbe sembrare eccessivamente ridotto quanto a dimensioni. In ogni caso, lo stile interno minimalista è molto pulito, tanto che anche il navigatore satellitare, quando presente, ha uno schermo a scomparsa nella parte alta della plancia.
La consolle centrale presenta una finitura particolare, ripresa anche sulle portiere, denominata Gomeraschwarz, che vagamente ricorda il carbonio non verniciato.

L'esemplare della nostra prova è equipaggiato con l'impianto audio BMW Businnes di serie, oltre che con il climatizzatore automatico con AUC e sensore di isolamento. Il sistema Businnes, pur non disponendo di particolari accessori high tech garantisce una resa sonora di ottima qualità. Interessante la presenza della porta AUX, sotto il bracciolo anteriore, che consente di collegare un lettore mp3 portatile o una qualsiasi altra fonte sonora.
Anche il climatizzatore bizona con sensore AUC non delude le aspettative e si rivela perfettamente adeguato alla classe della vettura.
Nelle ore notturne l'abitacolo è illuminato da una tenue luce rossa proveniente dalle plafoniere a soffitto (anch'esse a pagamento...): l'effetto è rilassante e garantisce una certa luminosità interna senza risultare fastidiosa per conducente e passeggeri.

In questo tripudio di qualità ed eccellenza tecnologica, ci sarà mai qualcosa di negativo? Volendo fare un'analisi oggettiva delle dotazioni, in relazione al prezzo e alla categoria, si potrebbe dire che questa 118 d abbia una dotazione di serie ridotta al minimo indispensabile. Non ci sono molti accessori sfiziosi come il navigatore, il telefono, i sensori di parcheggio, i comandi al volante, il tetto apribile e, incredibile ma vero, anche gli ormai onnipresenti portabicchieri sono a pagamento. Però, allo stesso modo, ogni particolare è perfettamente assemblato, ogni leva, pulsante o rotella di selezione è ammortizzata e piacevole al tatto, la scelta dei materiali non presta il fianco a critiche sia dal punto di vista qualitativo che visivo... e ci si dimentica della dotazione scarna...

L'interno ci ha forse "distratti" un po' troppo, passiamo ad analizzare ciò che caratterizza BMW da sempre: il piacere di guida, volersi distinguere dalla concorrenza ad ogni costo.

I punti fermi della filosofia BMW sono onnipresenti nella produzione di Monaco e anche su questa 118d il discorso non cambia. Il primo biglietto da visita, la chiave, rivela già qualcosa di diverso dal solito: è stata sostituita da un trasponder-telecomando. Ormai nulla di eccezionale, sia chiaro, però in questa categoria è sicuramente un accessorio che "fa la differenza". Per avviare la vettura si deve quindi premere la frizione e il pulsante di accensione, che serve anche per spegnere il motore.
Una volta avviato il 2 litri si mette in moto con un rumore non proprio sommesso, si tratta di un diesel e niente cerca di farcelo dimenticare. Alla partenza, lo scatto è buono, certamente non coinvolgente, ma sembra che questo diesel abbia qualcosa di diverso dalla maggioranza dei motori a gasolio in circolazione. Con il passare dei chilometri, però, si scopre che l'erogazione è meno brusca e meno ruvida di quanto ci si aspetterebbe.
In città la guida è fluida, le sei marce sono piuttosto corte ma la frizione non particolarmente pesante e gli innesti precisi rendono più facile la vita, anche se un automatico sarebbe molto più rilassante. L'insonorizzazione ottima e la giusta taratura delle sospensioni garantiscono un piacere di guida sempre ai massimi livelli. Anche in autostrade e tangenziali tutto è perfetto, il motore spinge e riprende con facilità anche in sesta marcia e dei consumi non ci si può certo lamentare: a 130 km/h si riesce a mantenere una media di 17/18 km/l in sesta marcia, valore già di per se ottimo che potrebbe essere migliorato con la presenza del cruise control.
Sui percorsi più "gustosi", con curve e cambi di pendenza, il feeling con la Serie 1 aumenta sempre più: difficile non farsi coinvolgere dalla trazione posteriore della baby di Monaco. Il DTC di serie vigila sulla guida anche nei momenti più difficili ma l'alto valore tecnico del telaio e la potenza non proprio da sportiva fanno si che l'intervento sia alquanto raro. Anzi, sentirsi tanto sicuri di non perdere il controllo della vettura spinge a giocare un po' con lo sterzo nelle curve veloci, sentendo così il retrotreno partire per la tangente per pochi attimi, prima che il controllo di stabilità blocchi tutto. Proprio questa modalità d'intervento, il taglio brusco dell'erogazione, rappresenta uno dei nei più evidenti della vettura. Nelle situazioni un po' impegnative il DTC limita un po' troppo le potenzialità del telaio facendo spesso sedere la vettura in uscita di curva, proprio nel momento del bisogno.

Con la Serie 1 BMW si è avventurata in un terreno inesplorato, rimanendo però ancorata alle proprie origini con una qualità tecnico costruttiva da primato. Logico aspettarsi che anche il prezzo sia adeguato: effettivamente così è. La nostra 118 d raggiunge i 29.410 Euro, non pochi in senso assoluto, ma nemmeno tantissimi se consideriamo il blasone e gli optional presenti: interni in pelle, volante sportivo, cerchi in lega da 16 pollici, e climatizzatore automatico bizona. Facile fare due conti e capire che la concorrenza, che pure non ha le stesse qualità di questa BMW, è proposta a cifre molto simili.
L'estetica? Il gusto è soggettivo, la linea può anche non piacere, sicuramente la qualità generale non è messa in discussione e si potrebbe dire che basta a far dimenticare tutto ciò che non è conforme al proprio gusto. Insomma, non ci sono migliori elogi per questa Serie 1, se non quello di poter essere considerata una BMW a tutti gli effetti.

BMW 118d Eletta