Lunardi: ''Anche di più''

L'accondiscendenza ha un limite. La pazienza pure. È probabile che sia quello che hanno pensato milioni di persone questa mattina, dopo aver appreso dai quotidiani l'ultima gaffe del Ministro Lunardi. Non staremo qui a rincarare la dose, vi riportiamo soltanto i fatti e pochi commenti.

Tempo: mattina del 6 luglio 2005.
Luogo: Roma, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Protagonisti: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi e un folto gruppo di giornalisti.

Il fatto: dopo aver illustrato con completezza e professionalità le iniziative intraprese per limitare i disagi dell'esodo estivo, la solita orda di giornalisti "assetati" di informazioni assale il Ministro. Tra le domande, più o meno banali che fiorivano da quel tappeto di "professionisti dell'informazione", c'era la solita provocazione: qualcuno ha la felice idea di chiedere a Lunardi se "va anche a 150 all'ora". Alla domandina provocatoria, il Ministro risponde candidamente: "Anche di più!". Il gelo. Per pochi secondi, però: passato l'attimo di costernazione, e appena appresa la notizia (che è rimbalzata come un proiettile vagante racchiuso in un cubo di acciaio balistico), chiunque ha inveito a suo modo contro questa dichiarazione azzardata.

Prevedibile. Prevedibile anche che nessuno, dal Governo, levasse un alito per placare la questione. Che a questi livelli, ormai è implacabile. Serve a poco il comunicato ufficiale, diramato dopo poche ore: "Mi dispiace che una risposta ironica ad una battuta ironica sia stata interpretata come una risposta seria: è mia abitudine, infatti, rispettare scrupolosamente i limiti di velocità (...) credo fermamente che il rispetto dei limiti velocità sia alla base della sicurezza stradale". Appunto, serve a poco. Niente di personale, intendiamoci: non stiamo qui per fare del buonismo, anzi, però chi ha introdotto la patente a punti con l'intento di tarpare le ali a tutti quelli che non osservano il CdS, prima di dire certe cose, anche se con tono scherzoso, dovrebbe pensarci un po': qualcuno potrebbe sentirsi offeso...


Sul Corriere della Sera di oggi, Gian Antonio Stella ha portato un parallelo con il caso, ancor più eclatante, dell'ex Ministro Ferri, colui che impose l'assurdo limite dei 110 all'ora in autostrada e poi era solito andare a velocità ben superiori: "tanto ho il lampeggiante". Peccato che l'allora deputato Carlo Tassi... e più di un cittadino che, esausto dell'anacronistica limitazione alla velocità, iniziò ad annotare le targhe delle auto blu spericolate, lo misero davanti alle proprie "marachelle" stradali. Demolendone l'autorevolezza.
Lunardi, quindi, seppur senza raggiungere livelli "da scandalo" non è il primo, non sarà l'ultimo ed è in buona compagnia...
Peccato.