Volvo Cabrio-Coupè

Solo pochi giorni fa abbiamo parlato della nuova Volvo C70, tra le più interessanti novità di questa estate, caratterizzata dal sistema CC o Cabrio-Coupè, che dir si voglia.
Ennesimo esempio di una tendenza ormai imperante, anche se in questo caso applicata con successo, e va detto, per la prima volta su una cabriolet di fascia medio alta. La curiosità che vi proponiamo riguarda però l'origine di quest'affascinante CC. Una Volvo con tetto ripiegabile, infatti si era già vista, e anzi, non una ma ben due furono le vetture derivate dalla C70 della precedente serie dotate di questa innovativa tecnologia. Nate con grandi speranze, stranamente, rimasero quasi sconosciute al grande pubblico.
Si parla degli anni 2001 e 2002: stesso periodo, inizio marzo, stessa location, il Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra.

La Hatric e la Coupè-Convertible, questi i nomi delle due varianti, suscitarono da subito un grande interesse tra gli addetti ai lavori. Sfornate a distanza di un anno, una dall'altra, Volvo presentò (con la collaborazione della Finlandese Valmet Automotive) due vetture estremamente innovative, capaci di trasformare una intrigante Cabriolet quale era la C70 in una comoda coupè adatta a trasportare 4 adulti. Alla linea piacevole, ulteriormente affinata nell'evoluzione del 2002 denominata Coupé Convertible, si sommavano una serie di interessanti gadget tecnologici quale ad esempio la possibilità di gestire il funzionamento di tutta la vettura, tetto compreso, mediante un palmare Compaq.

La differenze tra le due vetture, Hatric la rossa, Coupè Convertible l'azzurra, si concentrano sostanzialmente nella logica di funzionamento del tetto retrattile e nel risultato estetico complessivo. La prima presenta una soluzione più convenzionale, con tutti i limiti che questa tipologia di scelta prevede : una linea poco affusolata su tutti, difetto condiviso peraltro con la stragrande maggioranza delle concorrenti in commercio.
Con la Coupé Convertible invece il salto di qualità è davvero notevole, la vettura mantiene la linea affusolata e filante tipica della Volvo C70 coupè disponendo però dello sfizioso tetto ripiegabile, senza per questo compromettere abitabilità o disponibilità di spazio per i bagagli. Unico vero ostacolo allo sviluppo di questo progetto furono i costi di industrializzazione, decisamente elevati e quindi insostenibili per una vettura così particolare e di nicchia.

Oggi con il classico "senno di poi" possiamo ringraziare Volvo per non essersi data per vinta, constatando allo stesso tempo che l'ostinazione ha avuto un adeguato e meritato ritorno. La nuova C70 sembrerebbe mantenere le promesse fatte dalle due sorelle, non ci resta che aspettarla su strada...

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