dopo quasi mezzo secolo torna la Traveller

Settembre 1960, fa il suo debutto sul mercato un modello che diverrà ben presto parte delle leggenda Mini a livello planetario, è la Traveller. Quella prima Mini, 4 posti e bagagliaio ampliato, venne venduta in oltre 400.000 esemplari dal '60 all'82, segno inequivocabile che il nuovo target prefissato era stato centrato in pieno. Individui nettamente distaccati dal vecchio concetto di auto come semplice mezzo di trasporto o status symbol da esibire, persone attive e dinamiche, con uno spiccato gusto per l'innovativo e l'elegante, ma senza inutili eccessi.

Settembre 2005, con la Mini Concept Frankfurt ritorna il concetto di Traveller e quindi di Mini dedicata a chi desidera guidare un'auto spaziosa ma poco ingombrante, versatile ma sportiva, elegante ma mai troppo appariscente.

Questa concept, o meglio questo studio, dedicato alla città che ospiterà a breve il salone dell'automobile, punta tutto su ricercatezza di design e materiali e sulla già citata versatilità.

La linea è chiaramente ispirata alla celebre antenata ma con una caratterizzazione diversa, più sportiva e dinamica, più vicina quindi alla Mini che tutti conosciamo e che vediamo di continuo sulle nostre strade. Il frontale, massiccio, è dominato dalla grande mascherina cromata e dai gruppi ottici ovoidali di nuovo disegno, sul cofano spicca una presa d'aria simile a quella presente sulla Cooper S ma più pronunciata, infine i fendinebbia, incastonati nel paraurti, caratterizzano la zona inferiore.

Sulla fiancata si fanno notare i passaruota allargati, rivestiti, come anche le bandelle sottoporta e lo spoiler all'anteriore, in neoprene, materiale che come è noto viene utilizzato nella confezione di mute da sub, ma che qui vuol creare soprattutto effetti cromatici di contrasto con il grigio satinato della carrozzeria e nuove sensazioni tattili, vista la morbidezza e la particolare conformazione di questo materiale. L'aspetto sportivo inoltre viene accentuato dall'assenza dei montanti centrali che conferiscono alla superficie vetrata la continuità tipica delle coupè. Veri richiami alla Traveller degli anni '60, sono i finestrini posteriori scorrevoli divisi in due parti, con l'anteriore che, oggi elettricamente, scorre all'interno "nascondendosi" dietro la posteriore e il portellone a battenti simmetrici, dotati di cinematismo a pantografo, come anche le portiere di conducente e passeggero, che facilitano il carico o l'entrata nell'abitacolo grazie alla maggiore ampiezza dell'apertura.

All'interno troviamo un abitacolo decisamente ricercato e hi-tech anche se con forti richiami alla tradizione Mini, come il grande strumento circolare a centro plancia e dominato dal "floating elements concept" sistema che prevede tra gli altri pavimento totalmente piatto e sgombro con sedili fissati "in sospensione". Ma come detto, Mini Traveller è anche eleganza e ricercatezza ed ecco quindi sedili e rivestimenti in morbida pelle bianca, inserti su porte e plancia in treccia di fibra di vetro color alluminio e vano piedi di optical in fibra di carbonio con moquette in corda di nylon. A dare poi maggiore luce all'abitacolo pensa un tettuccio apribile panoramico in vetro che si estende per quasi tutta la lunghezza del tetto. La già citata versatilità di questo gioiellino è infine assicurata, da un "cargobox" nel bagagliaio, dai sedili abbattibili singolarmente al posteriore e da sistemi semplici ma ingegnosi quali i portabicchieri ricavati dalle bocchette di aerazione o meglio dalle cornici cromate che li caratterizzano. Una volta ruotate verso l'esterno è possibile riporvi una lattina che a seconda della temperatura impostata sul climatizzatore può essere mantenuta fresca o calda al punto giusto.

Infine la motorizzazione. Agli occhi dei più attenti non saranno certo sfuggiti due particolari come la presa d'aria sul cofano anteriore e il doppio scarico cromato al posteriore, se siete fra questi avrete anche trovato la facile soluzione all'enigma : la Mini Concept Frankfurt è spinta dallo stesso 4 cilindri di 1,6 litri sovralimentato della Mini Cooper S, il propulsore giusto per un'auto che vuole essere sì esclusiva e versatile ma che non fa mistero della propria, spiccata, indole sportiva.

Fotogallery: MINI Concept Frankfurt

Foto di: Luca Dieni