Honda Civic

Ne sono passati di anni dal 1972, quando la prima versione dell'Honda Civic fece la sua apparizione; nelle 7 generazioni il modello si è evoluto cambiando spesso personalità, passando dalla compattezza della prima versione, alle doti sportive della quinta (chi non ricorda il mitico 1600 VTEC da 160 CV?) fino alla maturità ed alle dimensioni generose della settima. Tutte caratteristiche apparentemente inconciliabili tra loro ma che, a detta dei progettisti Honda, sono presenti nell'ottava versione, realizzando una sorta di "quadratura del cerchio".

In effetti la media di casa Honda, debuttante in questi giorni al Salone di Francoforte (ma disponibile nei concessionari ad inizio 2006), sembra poter mantenere le ardue promesse, grazie all'originale impostazione dei volumi con abitacolo molto avanzato, muso poco pronunciato e passo relativamente lungo, che consentono un guadagno in abitabilità rispetto alla serie precedente. Questo nonostante altezza e lunghezza siano stati diminuiti - fatto raro di questi tempi - di 35 mm, mentre la larghezza è cresciuta di 40 mm.

Il guadagno in abitabilità si coniuga cosi' a migliori caratteristiche di guida, grazie all'allargamento delle carregiate, all'abbassamento del baricentro ed all'irrigidimento del telaio. La linea esterna è visibilmente influenzata dalla razionale conformazione dell'autoveicolo risultando molto originale e personale, con un'andamento cuneiforme decisamente aggressivo.

Anche gli interni mantengono la stessa originalità, a cominciare dalla plancia, dove l'applicazione spinta del concetto di ergonomia ha portato al "dual link", la suddivisione cioè di strumentazione e comandi su due piani differenti: in posizione più alta ed avanzata (tale da non distrarre il guidatore dalla guida) sono collocati gli strumenti di base (come il tachimetro e le principali informazioni tra cui un econometro) mentre ad un livello più basso troviamo gli altri strumenti, tra cui contagiri, contachilometri, computer di bordo e diverse spie. La praticità viene poi esaltata dalla buona disponibilità di porta-oggetti e porta lattine, dal sistema di abbattimento rapido degli schienali posteriori, dal bagagliaio con capacità di 485 litri, e dalla dotazione di serie, con la presenza, già sul modello di base denominato "Confort", di radio CD/MP3, computer di bordo (entrambi con comandi al volante), climatizzatore automatico, servosterzo elettrico, ABS con ripartitore della forza frenante EBD e sistema antipanico BAS, controllo della stabilità VSA.

Inoltre per l'allestimento intermedio "Sport" sono previsti l'attivazione intelligente dell'illuminazione, sei altoparlanti anzichè quattro, volante rivestito in pelle, fendinebbia anteriori, cruise control con comandi al volante (tranne che sulla motorizzazione di base) specchietti retrovisori esterni retraibili elettricamente, sensore pioggia per i tergicristalli e cerchi in lega, mentre l'allestimento superiore "Executive" comprende in più fari allo xenon, clima automatico bizona e tetto in vetro. Gli optional sono limitati ai rivestimenti in pelle per i sedili ed al navigatore satellitare con comandi al volante.

Passando alla meccanica, tutti i componenti sono stati oggetto di riduzione degli ingombri per favorire l'abitabilità interna. Al debutto troviamo tre motorizzazioni: due benzina (un 1339 cc da 83 CV e 119 Nm a 2800 RPM ed un 1798 cc da 140 CV e 174 Nm a 4300 RPM) ed un Diesel (2204 cc da 140 CV e 340 Nm a 2000 RPM).

Alla robusta ed economica motorizzazione di base, dotata di sistema a doppia accensione sequenziale i-DSI, si affianca l'1.8 litri benzina che adotta l'ultima evoluzione del sistema i-VTEC; grazie al controllo di fasatura ed alzata delle valvole, permette una buona risposta del motore a tutti i regimi (coaudiuvato in questo anche dal sistema di variazione della lunghezza dei condotti di aspirazione) ed un risparmio di combustibile, sostituendo parzialmente, quando non si richiede molta potenza, l'azione di "strozzamento" della valvola a farfalla (che provocherebbe perdita di energia e quindi maggiore consumo di benzina), con un ritardo in apertura valvole.

Il Diesel è invece il conosciuto ed apprezzato 2.2 litri i-CTDi con sistema di alimentazione common rail di seconda generazione, turbocompressore a geometria variabile, intercooler, basamento in alluminio e quattro valvole per cilindro.

Nessuna novità o soluzione di rilievo per quanto riguarda le sospensioni, dove troviamo dei semplici McPherson all'anteriore ed un sistema a ruote interconnesse con assale torcente al posteriore.

Per tutte le unità segnaliamo il cambio a sei marce (disponibile anche in versione robotizzata per le motorizzazioni benzina), quattro freni a disco, servosterzo elettrico e la presenza di coperture 205/55 R16 ( 225/45 R17 per Sport ed Executive con motorizzazioni da 140 CV)

Honda dichiara, rispettivamente per le tre motorizzazioni, tutte Euro4, una velocità massima di 171, 207 e 204 km/h, un'accelerazione da 0 a 100 km/h di 14.2 , 8.6 , e 8.4 secondi ed un consumo medio di 6.1 , 5.4 e 5.1 l/100 km.

E' naturale pensare (anche se dalla Honda non ci sono dichiarazioni ufficiali) che queste motorizzazioni saranno seguite da una versione ibrida particolarmente ecologica e da un'altra sportiva con potenza di almeno 200 CV.

La posta in gioco su questo modello (che da solo realizza 1/3 delle vendite della casa) è alta: oltre ad importanti obiettivi economici, Honda aspira, accettando anche stravolgimenti di alcuni "canoni" altrove acquisiti, a stabilire nuovi standard funzionali e qualitativi, ed a costringere gli altri costruttori a "inseguire" per rafforzare la sua immagine di leader automobilistico. Staremo avedere...

Fotogallery: Honda Civic

Foto di: Mario Testa