Alfa Romeo Brera

Bella è bella, impossibile negarlo. E si sa quanto tale qualità sia importante per un'auto come questa. Sono proprio i clienti di sportive granturismo i più interessati all'aspetto estetico della vettura; a seguire vengono considerati il piacere di guida, l'immagine del marchio e , immancabilmente, il prezzo.

La Brera ormai la conosciamo; senza esagerare possiamo dire che da anni Alfa Romeo ci mostra il concept definitivo della vettura. Ci hanno "raccontato" di numerosi riconoscimenti per il primo prototipo disegnato da Giugiaro, di premi vinti in sede di concorsi di eleganza fin dal 2002 e molto altro. Un periodo di gestazione forse troppo lungo che ha rovinato l'effetto sorpresa sia per la Brera che per le altre Alfa che ne "condividono" lo stile.

Ma veniamo alla vettura presentata in queste ore a Torino.
Pur proponendo dimensioni di tutto rispetto, 441 cm di lunghezza per 183 di larghezza, Alfa Brera sembrerebe essere in realtà più compatta grazie alla profonda rastrematura del frontale e del posteriore. Se questo ne migliora l'impatto estetico da una parte, lo stesso non può essere detto per l'abitabilità interna, evidentemente penalizzata per chi occupa gli strapuntini posteriori, più adatti ad ospitare due bambini che delle persone adulte.

Scenografico ma anche funzionale il tetto in cristallo con tendina elettrica antiirraggiamento, disponibile di serie sulla versione SKY VIEW. Con una notevole luminosità interna l'abitacolo di Brera appare più ampio e spazioso, peccato per il problema, a dire il vero difficilmente risolvibile, dell'irradiamento che, sia nella stagioni calde che in quelle fredde, questo tipo di soluzione produce.

Sempre internamente troviamo una plancia ripresa pari pari dalla 159. Soluzione votata più all'economia di produzione che all'immagine della vettura. Certo, la plancia è bella e funzionale, ma una sportiva di razza come si dichiara Brera, non avrebbe meritato una plancia tutta sua o comunque rifinita in modo particolare? Sulla consolle centrale ritroviamo la radio integrata e tutti i comandi relativi al climatizzatore automatico "bi-zona". L'impianto audio, completo di lettore CD (a richiesta anche di file MP3), propone un eccellente impianto acustico Bose studiato e tarato sull'abitacolo, composto da sei altoparlanti e con una potenza di 570 Watt. Nuna nutrito elenco di dotazioni: il VDC, i fari allo Xenon, i sette airbag di serie ; sistema infotelematico con comandi di radio e telefono sul volante, sistema Hi-Fi Bose e CD-changer; Cruise Control; cerchi in lega a partire da 16" (a dire il vero un po' piccoli anche per la versione "base" 2.2 JTS).

Tocca ora parlare dei propulsori: 2.2 da 185 CV e 3.2 V6 da 260 CV, entrambi a benzina a iniezione diretta JTS. Per ora non disponibile (e non abbiamo ancora deciso se è un bene o un male) il 2.4 JTD, motore più volte dichiarato come scelta già definitiva nella gamma Brera.

Come tutti i motori del Biscione anche qui si ritrova il solito temperamento sportivo o, per meglio dire, "temperamento Alfa Romeo" ; il 2.2 JTD da 185 cv a 6500 giri/min e 230 Nm a 4500 giri/min raggiunge i 222 Km/h e accelera in 8,6 sec sullo 0-100Km/h. Discreti anche i consumi per ciclo urbano, extraurbano e misto, rispettivamente di 13,0/7,3/9,4 l/100 Km.
Lo stesso vale per il 3.2 V6: 260 cv a 6200 giri/min e 322 Nm a 4500 giri/min, con prestazioni di 240Km/ di massima e 6,8 sec sullo scatto da fermo. Anche in questo caso interessanti i consumi rispettivamente di 16,9/8,4/11,5 l/100 Km, valori che potrebbero sembrare alti ma che vanno letti considerando che il 3.2 dispone di trazione integrale "Alfa Q4" diversamente dalla più semplice trazione anteriore del 2.2 JTS.
I prezzi ufficiali? Ancora un mistero.

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