Corvette C6

Si dice che più un modello è valido, maggiore sarà la sua permanenza sul mercato e minore sarà la necessità d'aggiornarlo. Se diamo credito a questo concetto, allora dobbiamo riconoscere che la Corvette è una gran macchina: in cinquant'anni si sono susseguite appena sei serie della sportiva yankee "poco impegnativa" per eccellenza.
In realtà di poco impegnativo (o di economico), la Corvette ha ben poco, almeno per noi europei abituati ad altri standard; anche se, esaminando quest'ennesima evoluzione, s'evince quanto si voglia far avvicinare il concetto di sportiva "all'americana", al più raffinato omologo europeo.

Dimensionalmente, la Corvette C6 si riduce di una manciata di centimetri in lunghezza e in larghezza, perdendo qualcosa di quella fisionomia esagerata che faceva tanto "esotico". La C6, per capirci meglio, è lunga 443 cm e larga 184: dimensioni analoghe a quelle di una granturismo europea. Al contrario della lunghezza, il passo è cresciuto di 3 cm, il tutto per mantenere le doti di abitabilità che l'hanno contraddistinta da sempre.
Esteticamente, nonostante la riduzione delle dimensioni, è stata mantenuta l'impostazione classica con il lungo cofano anteriore e l'abitacolo arretrato, caratterizzato, nella coupè, dal lunotto avvolgente e dal tetto rigido asportabile. La coda mantiene il mezzo volume che termina in un uno spigolo vivo. I gruppi ottici anteriori fissi, in luogo dei precedenti proiettori a scomparsa, con lampade a scarica di gas e i quattro fari posteriori, caratterizzano frontale e coda della Corvette. Quest'ultima presenta, inoltre, un portatarga finalmente in formato compatibile alle targhe europee, americane e giapponesi; addio, insomma, alla tipica "quadrotta" che identificava le precedenti versioni.
Otto le tinte disponibili per la carrozzeria: Victoria Red (nuovo), Daytona Sunset Orange (nuovo), Le Mans Blue, Millennium Yellow, Magnetic Red, Machine Silver, Artic White, Black.

Entrando nella C6, si apprezza il sistema key-less di serie, che permette di bloccare e sbloccare le serrature rispettivamente allontanandosi e avvicinandosi all'auto. L'apertura delle porte è comandata da un apposito interruttore a membrana in posizione nascosta (ma facilmente raggiungibile), così da poter eliminare le maniglie; mentre l'avviamento è a pulsante.
Una volta a bordo, non si possono non notare le finiture e il design dell'abitacolo che, nonostante siano ancora un po' "americaneggianti", sono maggiormente allineati ai nostri gusti, rispetto a quanto fatto in passato.
La plancia è rivestita in un tessuto sintetico dalle stesse caratteristiche della pelle naturale. In GM dichiarano che si tratta di una tipologia di similpelle particolarmente innovativa, che alla sensazione appena menzionata, aggiunge una particolare resistenza all'invecchiamento. La plancia, inoltre, è "guarnita" da inserti ad effetto alluminio.
La strumentazione può vantare l'innovativa tecnologia della retroilluminazione a LED organici, che garantisce le migliori condizioni di visibilità degli strumenti, sia di giorno sia notturna. E' prevista, inoltre, la proiezione dei dati principali forniti dalla strumentazione, sul parabrezza con due modalità: la prima, dedicata alla guida turistica, prevede oltre all'indicazione di velocità e regime di rotazione, anche quelle, in forma sintetica, dell'autoradio, del cambio automatico e delle spie di abbaglianti e indicatori di direzione; la seconda modalità è dedicata alla guida sportiva, e fornisce tutti i parametri di funzionamento del propulsore, unitamente ai dati forniti da un accelerometro, per misurare le accelerazioni laterali. Quantomeno scenografico...
Ci si può sbizzarrire, ovviamente, con un buon impianto audio, anche se non raffinatissimo, e con un utile navigatore satellitare, il primo previsto di serie su una Corvette.
Curiosa la presenza di portabicchieri progettati apposta per essere efficaci anche in presenza di elevate accelerazioni laterali.
I sedili, com'era logico pensare, sono rivestiti in pelle, riscaldabili e particolarmente profilati. Le regolazioni sono elettriche, esclusa, inspiegabilmente, quella dell'inclinazione dello schienale.

Aprendo il cofano, si scopre il poderoso V8 sei litri "Small Block". Da sempre legata al nome Corvette, questa famiglia è giunta alla quinta generazione motoristica. Attualmente, i suoi sei litri esatti di cilindrata (in luogo dei classici 5700 cc), sprigionano 404 cavalli con una coppia di quasi 56 kgm. E' l'unità più prestazionale montata su una Corvette e rende la C6 la Corvette di serie più veloce in assoluto: 300 km/ora di velocità massima e 4,1 sec. nel passaggio da 0 a 100 km/h. Si tratta di un incremento prestazionale, rispetto alla serie precedente, superiore al 17% a cui, però, non corrisponde alcun aumento dei consumi (variabili tra i 11,7 e i 13 litri/100 km sul percorso misto), merito anche dell'ottimo Cx, limitato in un coefficiente di appena 0,28.
Due le trasmissioni disponibili, un raffinato manuale a sei marce, a sua volta disponibile con due differenti rapportature, e un automatico, tradizionale (forse troppo), ad appena quattro rapporti. In quest'ambito, visti gli sviluppi degli automatici e dei robotizzati delle granturismo europee, sicuramente in GM, ci si poteva applicare di più.
Il telaio continua a fregiarsi di soluzioni particolari come la scocca in alluminio, il sistema transaxle e le balestre trasversali. Sospensioni a ruote indipendenti ed un sofisticato controllo della dinamica del veicolo, che interagisce anche sull'assetto, completano un quadro in cui si inseriscono le gomme GoodYear di tipo run flat (modello Eagle F1 GS 245/40 ZR 18 all'avantreno e 285/35 ZR 19 dietro).

La cabrio, dal canto suo, aggiunge a tutte le caratteristiche illustrate, una raffinata capote in tessuto a comando elettrico e uno studio accurato dell'aerodinamica, per ridurre i fruscii nella marcia a cielo aperto. Inoltre può vantare, al pari della coupè, un'efficace cura dimagrante: rispetto alla versione precedente, infatti, pesa circa 32 kg in meno.

La distribuzione delle nuove Corvette, sarà affidata alla Kroymans Corporation, gruppo finanziario che già cura l'assistenza e la distribuzione in mezzo mondo di vetture di marchi prestigiosi, anche non appartenenti alla galassia GM.
In joint-venture con la Casa Madre, la Kroymas ha creato una azienda, la "Cadillac & Corvette Europe B. V." con sede nei Paesi Bassi, che si occuperà della vendita (e del post-vendita) delle vetture di prestigio del colosso americano.
Interessante notare come la sportiva abbia trasformato in brand la propria denominazione, perdendo il marchio Chevrolet, oggetto di un'importante riposizionamento sui mercati dell'Europa Occidentale. L'egida Chevrolet, infatti, è destinata ad identificare, dal prossimo anno, le vetture utilitarie del gruppo GM: in pratica, la gamma Daewoo.

Un'ultima curiosità, legata al mondo Corvette, è la presentazione di un esclusivo tulipano, battezzato col nome della sportiva yankee e caratterizzato da un rosso brillante. Frutto di una selezione durata 17 anni (di cui gli ultimi 13 di affinamenti sempre più precisi), ad opera di un floricoltore olandese, il tulipano Corvette sarà distribuito, inizialmente, in soli 20.000 esemplari.

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