H2 Roma 2005 - 9 novembre

Bilancio ampiamente positivo anche per la seconda giornata di H2 Roma, il workshop dedicato al futuro della mobilità conclusosi ieri nella capitale.
Al rinnovato bagno di folla per l'Agorà esterna - area in cui erano esposti diversi modelli ibridi ed a idrogeno - il seminario si è caratterizzato per le presentazioni sullo stato della ricerca indipendente condotta dalle Università, CNR ed ENEA.

Tra gli interventi relativi all'utilizzo dell'idrogeno, due in particolare hanno dato un'idea della tangibilità di tale tecnologia: il primo, riguardante il trasporto collettivo nel centro cittadino della capitale, è uno studio presentato dal Prof. Naso dell'Università "La Sapienza" di Roma. Studio che dimostra la fattibilità, sia tecnica che economica, della sostituzione degli autobus più vetusti con altri alimentati ad idrogeno, dotati sia di fuel cell che di batterie, e mossi da motori elettrici. La particolarità (ma anche la valenza fortemente ecologica) del progetto sta nel metodo di produzione dell'idrogeno, che consisterebbe nello sfruttamento dell'energia solare raccolta da pannelli fotovoltaici installati presso i depositi degli stessi bus. Seppur con un elevato esborso economico (rimborsabile, si stima, in 9 anni grazie ad opportuni incentivi ministeriali), si otterrebbe un formidabile abbattimento delle emissioni inquinati. Basta un numero su tutti: 6.200 tonnellate di CO2 in meno emesse ogni anno nella nostra atmosfera. Valore che porterebbe Roma a livello delle altre città europee dove progetti pilota di questo tipo sono già stati realizzati.

Il Professor Ruggeri, Presidente dell'Environment Park e Docente al politecnico di Torino, ha invece parlato di un progetto basato su scooter mossi da motori elettrici e dotati di fuel cell alimentate ad idrogeno. Tali mezzi sono perfettamente funzionanti, hanno autonomie di tutto rispetto (circa 400 km) e saranno utilizzati per la mobilità individuale all'interno delle strutture delle prossime olimpiadi invernali di Torino.

La strada per vedere uscire vapore acqueo dai tubi di scappamento è pero' ancora lunga. I problemi sono legati, come ha sottolineato Fabio Orecchini, docente di Sistemi Energetici alla "Sapienza", alla produzioni e all'accumulazione dell'idrogeno, in termini di efficienza e costi (si pensi al solo stoccaggio, con l'idrogeno che va conservato compresso a 700 atmosfere o raffreddato a - 295 C°). Ma questi progetti sono importanti perché sono dei "segnali" alla collettività che si sta lavorando e si deve continuare a lavorare in questa direzione; è importante "mettere in moto" tutte le aziende ed i centri di ricerca, creando delle competenze e delle esperienze. Al resto ci penserà il tempo e i progressi tecnologici che renderanno competitivi, anche se si dibatte ancora molto sul "quando", anche i costi della tecnologia "pulita".

OmniAuto.it crede nei benefici che porterebbe l'utilizzo dell'idrogeno come vettore energetico e consapevoli del crescente interesse che tali tematiche ingenerano nella società, si impegnerà ad approfondirle evitando però facili scoop e sensazionalismi (spesso fini a se stessi) che queste notizie possono provocare; vi proporremo insomma un'analisi per quanto più possibile lucida ed esaustiva di ogni tecnologia che miri al cosiddetto sviluppo sostenibile.