nuova gamma Opel OPC

Il baricentro della sportività secondo Opel si è trasferito per qualche giorno dai quasi invernali paesaggi tedeschi fino alla nostra solare e straordinaria Sicilia.
È infatti lo storico tracciato della Targa Florio a fare da cornice alla presentazione ufficiale della nuova gamma estrema di Opel, griffata OPC.
Dal 1907 al 1977 Targa Florio è stato un appuntamento irrinunciabile nel calendario motoristico mondiale e, nemmeno a dirlo, ancora oggi è luogo di culto per tantissimi appassionati nonché palestra ideale per far emergere pregi e difetti di auto in attesa di primo giudizio, come queste OPC per esempio.
Astra, Zafira e Vectra OPC, se pur differenti nella personalità, sono accomunate da un progetto volto a massimizzare il piacere di guida, cercando di creare nuovi punti di riferimento nelle rispettive categorie.

Astra GTC OPC

Non è questione di ordine alfabetico. Iniziamo da Astra semplicemente perché se l'è meritato.
Se per caso ve lo state chiedendo, la risposta è sì, Astra OPC va davvero forte, e su un percorso misto di questa tipologia ce la siamo proprio goduta, anche se il tempo a disposizione ci permette di elargire un giudizio non approfondito.
Dai 200 cv di partenza del noto Turbo Ecotec già in commercio si è arrivati, grazie a modifiche a turbina, iniezione, aspirazione e scarico a ben 240 tonanti cavalli erogati a 5.600 giri.
Il rapporto peso potenza è di 172 cv/ton e i ben 320 Nm di coppia erogati rendono l'idea di che genere di tutt'avanti possa essere questa compatta tedesca.
Il motore c'è, sia ai bassi che agli alti regimi si può sfruttare tutta la sua generosità ma, a partire da circa 4.000 giri, la pura spinta si fonde col godimento acustico emesso dallo scarico centrale posteriore, il quale assicura un coinvolgente sound assai raro anche sui 4 cilindri più spinti.
Lo scarico non è l'unico particolare che aiuta a percepire cosa questa special Astra rappresenti, dal punto di vista estetico sono assai numerose le modifiche apportate.
GTC OPC è stata ribassata di 15 mm, sfoggia cerchi da 18 o addirittura da 19" calzanti rispettivamente pneumatici da 225/40 o 235/35, ed è naturalmente allestita con pacchetti aerodinamici che ne esaltano l'aggressività nelle giuste proporzioni. Gli interni, piacevoli e ben fatti del modello standard, sono stati arricchiti da ben profilati sedili Recaro, da una pedaliera in alluminio, da inserti in simil-carbonio per portiere e cruscotto e da un volante in pelle dall'impugnatura e disegno specifico.
Ma, cavalleria e design a parte, è l'aspetto dinamico ad esserci piaciuto, la bontà del telaio e delle sospensioni, che sui repentini cambi di direzione e sali scendi del percorso si sono comportati in maniera egregia.
Questa nuova Astra OPC è infatti dotata di un sofisticato sistema di gestione di sospensioni e telaio denominati CDC e IDS Plus (Interactive Driving System), i quali controllano e modificano continuamente l'equilibrio della vettura al fine di ottenere reazioni e comportamenti proporzionali alla condizione dinamica di marcia che si sta mantenendo. Il risultato? Un feeling estremo col binomio motore-chassis anche quando si provocano reazioni limite, le quali metterebbero sicuramente in crisi molte altre vetture concorrenti ritenute "sportive" più di Astra. Cambio a 6 rapporti e freni sono risultati all'altezza della situazione.
Con questa Astra è facile andar forte, forse anche troppo, rimane gestibile ed intuibile anche con ESP disinserito, è confortevole e gradevole nella sonorità. Qualche difettuccio comunque c'è.
Su una sportiva da 240 cv tuttavanti la precisione e sensibilità di sterzo è importantissima, soprattutto se nel percorrere una curva è necessario che il volante comunichi in maniera univoca anche col pedale del gas. Un po' vischioso verrebbe da definirlo, specie se il magico tasto "sport" è inserito. Nulla di grave comunque, ma se ci fosse da premiare qualcosa la medaglia non se la meriterebbe.
Altra cosuccia non graditissima sono i consumi. Va bene che il 2 litri è spremuto ben bene, d'accordo che ci siamo divertiti, ma i picchi raggiunti durante la prova inducono al pensiero che anche la media standard sia parecchio lontana dai circa 11 km/litro di media dichiarati.
Prezzi a partire dai 31.000 €.

Zafira GTC

Ed eccoci giunti alla monovolume più veloce d'Europa. Sì perché, con i suoi 231 km/h di velocità massima, essere in ritardo per portare i bimbi all'allenamento non sarà più un problema.
Scherzi a parte, Zafira OPC si presenta subito come quello che vuole essere, ovvero una monovolume media non convenzionale, cattiva e spudorata. Il colore blu "puffo" lo sottolinea: questa Zafira di essere brava, confortevole, servizievole ed elegante non ne ha tanta voglia.
Il motore è lo stesso di Astra, indi per cui non c'è da scherzare anche se, come è giusto che sia, dalla GTC di differenze ce ne sono parecchie.
Se lo 0-100 per Astra OPC è coperto in 6,4 secondi, qui ne sono necessari 7,8 visto che comunque 1.665 kg di massa non sono proprio pochini.
L'estetica è anche qui accattivante, specie nell'esagerato doppio scarico posteriore, ma se andate in cerca di emozioni di guida da vera sportiva ne rimarrete un po' delusi.
Al di là dell'immagine che trasmette e di quello che vorrebbe essere, Zafira rimane un monovolume, con i suoi pesi e la loro distribuzione, con la sua aerodinamica e con la sonorità di uno scarico lontanissimo da quello dell'Astra.
Noi non ci aspettavamo una divora-cordoli, di conseguenza non ne siamo rimasti delusi. Certamente del trio è la più particolare da capire, e se di rivali nella sua categoria praticamente non ne ha qualcosa vorrà dire.
Prezzi a partire dai 33.000 €.

Vectra OPC - GTS e SW

Ultima ma non per importanza, di questa Vectra si capisce subito quel che vuole dire non appena la si mette in moto. Il "welcome sound" emesso dallo scarico è coinvolgente, e fa ricordare quanto il V6 è ancora un qualcosa di molto molto desiderabile.
Vectra OPC, per la quale non è prevista l'importazione in Italia al contrario di Zafira e Astra, rappresenta un buon punto di arrivo per lo sviluppo di una vettura media, con caratteristiche sportive e di sfruttabilità davvero interessanti.
Il V6 turbocompresso da 2.8 litri che equipaggia queste Vectra è capace di 255 cv che, se accoppiati ad una massa di 1.613 kg, riescono a far spuntare alla big OPC uno zero-cento in appena 6,9 secondi.
Numeri a parte, durante la prova su strada della GTS ne è emerso un giudizio tutto sommato positivo, buono su molti fronti ma non eccellente dove avremmo voluto.
Design e interni sono senza dubbio ben riusciti e durante la marcia si possono apprezzare le caratteristiche proprie di un buon V6 con qualche velleità sportiva.
Vellutato e sempre pronto, questo propulsore (...che anche Saab conosce bene) sa riprendere ed allungare molto bene, anche se il comportamento in curva dipende molto dalla delicatezza usata per condurla. La distribuzione dei pesi è infatti sensibile ad un uso improprio di sterzo e rilascio gas, anche se grazie al telaio IDS e all'elettronica, il comportamento generale rimane sempre esemplare.
Nota dolente, il cambio. Non ci siamo proprio, specie nei primi 3 rapporti. Spigoloso, duro e dalla corsa lunga, il che per una Opel che porta la sigla OPC davvero non và.

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