Fiat Sedici e Fiat Panda Cross: due considerazioni

Nel 1987, quando la Campagnola salutò il mercato, furono in pochi ad accorgersene. Piccola e dimessa, rispetto alla più "professionale" Land Rover, la fuoristrada torinese ebbe l'unica ragione di vita nell'impiego in massa nei parchi auto delle forze armate nazionali (ragione per cui, tra l'altro, fu progettata). Per i civili c'era, e pareva sufficiente, la vecchia Panda 4x4 e poi, in quel periodo, il futuro della trazione integrale era proiettato più sulle vetture sportive che non sulle off road. Nonostante tutto, però, l'idea di essere orfani di una vera "fuoristrada italiana" ha pesato sul mercato per quasi vent'anni. Vent'anni in cui più di un temerario imprenditore ha cercato di risolvere il problema a modo suo - il Rayton Fissore Magnum o la Biagini Passo sono gli esempi più lampanti - e la stessa Fiat ha provato a "maggiorare" la Panda 4x4 fino a trasformarla, agli inizi degli anni Novanta, in una simil-Campagnola, che non ha mai superato la fase sperimentale.

Dal 2006, finalmente, con la Sedici (4x4), gli appassionati hanno smesso di tribolare. A patto di non essere troppo esigenti: la Sedici non è una tutto terreni in stile Defender, ma una più sfruttabile SUV che coniuga, con misura, spartanità e stile. La vettura è realizzata in collaborazione con la Suzuki, che proporrà un modello analogo, gemello anche nell'estetica. La casa giapponese si occupa della produzione, in Ungheria, e ha curato tutta la fase di industrializzazione del progetto.

Sfogliando la fotogallery che abbiamo dedicato al modello, è facile apprezzare il design della vettura, impostato dall'Italdesign, e tale da accontentare una larga fetta di utenti. Il frontale è sicuramente la parte meglio riuscita, con i fari avvolgenti e la grande calandra che accoglie il bel logo circolare Fiat. La maggior perplessità estetica la dà il raccordo tra i montanti del parabrezza e quelli delle porte anteriori. Questi non coincidono e generano una generosa luce laterale non raccordata con la linea di cintura. Coda con grandi gruppi ottici, e cristalli avvolgenti. Lodevoli le finiture laterali opache, pratiche nella jungla cittadina (e non solo), che ne snelliscono notevolmente l'aspetto. L'abitacolo ha una discreta caratterizzazione sportiva, con la plancia bombata e la consolle centrale molto sviluppata in altezza, incorniciata da piacevoli rifiniture in alluminio satinato.
Sotto la pelle, la Sedici sfoggia una trazione a controllo elettronico. Nella marcia normale, a salvaguardia dei consumi, il guidatore può optare per la gestione elettronica "totale", per la sola trazione anteriore o per la marcia in 4wd a differenziale centrale bloccato.

Nel nostro mercato, la Sedici sarà proposta in due allestimenti (Dynamic e Emotion) ed otto tinte, ad un prezzo d'attacco di circa 20.000 Euro per la versione alimentata a benzina da 1.6 litri (107 cv e 145 Nm di coppia massima a 4.000 giri/min). Per la turbodiesel 1.9 litri Multijet da 120 cv e 280 Nm a 2.050 giri/min. saranno necessari circa mille Euro in più. L'esordio ufficiale della vettura avverrà alle Olimpiadi di Torino, di cui sarà auto ufficiale.

Il ritorno di Fiat nel settore delle fuoristrada, non si limita alla sola Sedici. Ad accompagnare la Suv media di Torino ci sarà un'altra novità: la Panda Cross.
Il solo nome la dice lunga: una Panda 4x4 rialzata, aggiornata nella meccanica - con l'aggiunta del blocco elettronico del differenziale - e volutamente incattivita da vistose appendici in materiale plastico opaco. Una bella operazione di marketing, che amplia ancor di più il target cui la Panda si rivolge (e siamo ancora in attesa della Pandemonio, la "pandina" sportiva) e soprattutto dimostra quanto duttile sia la piccola di Casa Fiat. La caratterizzazione della Panda Cross, dunque, è principalmente estetica: gli scudi paraurti quasi scimmiottano i mastodontici bull-bar delle off road più grandi e simpatici fari circolari sostituiscono le classiche ottiche delle Panda più borghesi.
A spingerla sarà il 1.3 Multijet da 70 cv, appena entrato nella gamma Panda 4x4, elastico, potente "il giusto" e, a detta della Casa, progettato per durare 250.000 km. Poche mosse, che avvicinano la Panda ai giovani automobilisti, amanti dell'avventura (e la Panda Cross amplifica le già ottime doti di mobilità delle Panda a trazione integrale) e attenti al portafoglio.

Una gamma in espansione, quella di Torino: una grande dimostrazione di vitalità. Obiettivo che la Fiat non deve mai dimenticare.

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