Lo stato di salute dell'Automobile nella relazione di fine anno UNRAE

Puntualmente come ogni anno, la conferenza stampa organizzata dalla UNRAE ha fornito dati e spunti di riflessione sul mondo delle quattro ruote. Salvatore Pistola, presidente dell'Associazione delle Marche estere presenti sul mercato italiano e Gianni Filipponi, segretario generale, non si sono limitati a fornire i numeri relativi alla mobilità del mercato nazionale e internazionale - che riassumeremo nelle righe che seguono - ma hanno anche saputo mettere l'accento su diverse contraddizioni che si trascinano da tempo in questo settore.

Si è parlato in particolare dei rapporti automobile-fisco, palesemente squilibrati. Si pensi al fatto che dei 75 milioni di euro incassati dal settore automobilistico nell'anno in corso, il fisco ne ha "restituiti" al medesimo appena il 20%, contro una media europea che si aggira intorno al 35%. Per questa ragione l'UNRAE chiede formalmente che almeno una parte dei 3 miliardi di euro incassati in piu'dallo Stato tramite l'IVA nei primi 10 mesi dell'anno a seguito dell'aumento del carburante, venga restituita sotto forma di incentivi ai motori ecologici, al metano, al gpl, alle auto ibride e bifuel. Ci sarebbero dei margini significativi per regolare in modo più razionale lo sviluppo del settore negli anni futuri, programmando per esempio altri investimenti per completare la rete viaria e per garantirne la tempestiva manutenzione, rendendola piu' sicura e soprattutto all'altezza dell'attuale mobilita' di ben 33 milioni di veicoli circolanti.
E' il caso di ricordare che negli ultimi 30 anni, la rete delle strade extraurbane è cresciuta di appena 13.000 km. Numeri importanti che impongono al governo una politica piu' e pragmatica e lungimirante, tenendo presente anche gli aspetti della compatibilita' ambientale a proposito della quale ciascun operatore, industriale, commerciale, istituzionale deve fare la sua parte. Cominciando anche da un piu' razionale coordinamento nell'applicazione di alcuni provvedimenti di polizia municipale relativi alla limitazione del traffico.

Per approdare - e questo lo aggiungiamo noi - a un maggior controllo sul numero dei veicoli circolanti che dovra' prima o poi essere plafonato in rapporto allo sviluppo demografico del paese. Una sorta di equilibrio fisiologico tra le nuove vetture e quelle da rottamare.
In Italia anche quest'anno si sono vendute 2.240.000 vetture alimentate dalla immisione sul mercato di ben 60 nuovi modelli e dalle forti spinte commerciali di sostegno alle vendite. Altrettante se ne venderanno nel 2006. Un dato costante in questi ultimi anni, che avvalora in prospettiva la nostra tesi sull'auspicio di uno sviluppo equilibrato.

In altra un'occasione ci eravamo spinti ancora più in la', suggerendo un intervento politico dall'alto, mirato a calmierare in modo piu' deciso le vendite di automobili nuove dopo avere imposto per legge l'eliminazione periodica delle vetture obsolete. Che e' come dire: no a uno sviluppo selvaggio e indiscriminato; si a uno sviluppo nel rispetto del territorio e dell'ambiente. E da quest'ultimo punto di vista bisogna ammettere che i costruttori hanno rispettato i loro impegni in base alle leggi comunitarie che prevedevano progressivamente la produzione di propulsori meno inquinanti di tipo Euro 2, Euro 3 fino agli attuali Euro 4, ai quali si sono affiancati altre motorizzazioni di tipo ibrido e bifuel, in attesa di quelli alimentati ad idrogeno.

C'è da dire che il mercato dell'automobile, aldilà degli alti e bassi contingenti e reali, gode di buona salute: nel 2005 si venderanno nel mondo 52,5 milioni di veicoli, in Europa 14.500.000. In Giappone 5.300.000 ai quali si devono aggiungere i mini vehicles. In Cina, nei primi 10 mesi del 2005, 3.150.000 unità con un incremento del 18%, in Brasile 1.100.000 unità, in Russia 1.600.000 unità, con un incremento del 5%.

Tornando all'economia spicciola, Salvatore Pistola ha ricordato che i prezzi in Euro hanno registrato un aumento medio inferiore al tasso di inflazione di 0,6 punti percentuali: l'1,3% contro l'1,9%. Così come ha sottolineato alcune importanti iniziative che portano la firma congiunta di ACI/UNRAE/ANFIA volte a migliorare l'impiego dei dati anagrafici del parco circolante. E ancora, l'accordo tra l'Associazione dei Costruttori e la FISE in base al quale il riciclaggio dei veicoli toccherà l'80% dei suoi componenti mentre la percentuale di recupero raggiungerà l'85%; obiettivo che consentirà nel 2007 la rottamazione dei veicoli a costo zero.

Tutto questo induce a concludere che l'automobile, nonostante le tante contraddizioni, è destinata a restare protagonista sulla scena anche negli anni a venire a condizione che coloro che ci governano, ne valutino correttamente costi e benefici, regolando lo sviluppo del mercato.