Quando si parla di auto e di inquinamento, ci si riferisce sempre alle emissioni nocive procurate dai gas di scarico che, specie nei centri urbani congestionati regolarmente dal traffico, mettono a rischio la salute dell'uomo. Quindi i periodici dibattiti su quali contromisure è più opportuno prendere per salvaguardare i nostri polmoni e l'ambiente, dai blocchi del traffico, alle targhe alterne, alle famigerate normative di omologazione anti inquinamento Euro 2, 3, 4 o 5.

Secondo l'Ecology Center di Detroit, esisterebbe però un altro inquinamento che riguarda sempre le auto e l'ambiente. E non l'ambiente esterno, bensì l'abitacolo e l'aria che gli occupanti di un automobile respirano.
Nessuno forse ci pensa, ma per rendere le plastiche e i rivestimenti sempre più gradevoli, soffici ed appaganti al tatto, vengono impiegate numerose sostanze chimiche che, in alcuni casi e a determinate condizioni, potrebbero diventare tossiche. Il problema è serio, e l'istituto americano ha condotto una ricerca intitolata "Toxic at Any Speed: Chemicals in Cars & the Need for Safe Alternatives". Lo studio ha interessato sia la sostanza antifiamma PBDE che i flalati, quest'ultimi utilizzati per "ammorbidire" le plastiche. Si tratta di sostanze chimiche il cui effetto è stato ricollegato a diverse e relativamente gravi patologie. Il rilascio nell'aria di queste sostanze - accelerato dall'esposizione prolungata dell'auto ai raggi del sole, e dalle alte temperature dell'abitacolo che ne conseguono - esporrebbe i passeggeri alla loro inalazione, con effetti potenzialmente nocivi per la salute.

Lo studio dimostrerebbe inoltre che le concentrazioni di PBDE nella polvere depositata sul cruscotto e sul parabrezza di un auto sono 5 volte superiori a quelle riscontrabili mediamente all'interno delle abitazioni.

L'Ecology Center ha condotto la ricerca su numerose autovetture fabbricate fra il 2000 e il 2005 da 11 marche diverse, classificando i risultati in base al quantitativo rilevato di sostanze potenzialmente nocive. In questo senso gli interni con l'aria "più pulita" sarebbero quelli delle Volvo. E forse non è una coincidenza, visto che la Casa svedese risulta da anni impegnata a studiare come la scelta del tipo di materiale per i rivestimenti di un auto influenzi la salubrità dell'aria per i passeggeri.

Salute degli automobilisti in pericolo, o semplice eccesso di zelo? Sarebbero auspicabili ulteriori indagini di enti indipendenti come quelli UE, così da verificare la gravità del problema ed eventualmente vietare la presenza di sostanze chimiche pericolose.