Così la piccola "di Casa" può essere guidata da chi è diversamente abile

Anche la nuova Alfa MiTo, che arriva nelle concessionarie questo week end, è entrata a far parte del Programma Autonomy.
Proprio come le nuove Fiat 500 e Lancia Musa, la piccola di Casa Alfa rispetta i principi dell'iniziativa con cui il Gruppo Fiat opera dal 1995 per realizzare mezzi di trasporto, individuali e collettivi, che possono essere utilizzati da chi ha ridotte capacità motorie.

L'Alfa Romeo MiTo del Programma Autonomy è stata preparata dalla Handytech, una ditta che l'ha dotata di tutti quei comandi necessari per una guida "più facile". Si tratta di dispositivi che si affiancano alla strumentazione di serie e che permettono di essere installati senza compromettere l'ergonomia, l'abitabilità, il comfort e la sicurezza della vettura.

Nel dettaglio, l'acceleratore è a semicerchio ed è posto sopra il volante, rivestito in pelle, mentre la leva-freno è a lungo braccio verticale ed è completa di blocco freno e clacson. C'è poi la servofrizione elettrica, ovvero un dispositivo composto da un servomotore elettrico gestito da una centralina elettronica che simula le caratteristiche di un cambio automatico. Su questo particolare esemplare della MiTo il cambio marcia è gestito da un pulsante posto sulla leva del cambio e il sistema si può neutralizzare tramite un interruttore che ripristina le funzioni originali della frizione.

Tutti questi dispositivi si possono smontare per far tornare l'Alfa MiTo ad essere "una vettura normale".

Alfa Romeo MiTo