Una due giorni tra kart e turbodiesel da 150 CV

L'invito Mazda era chiaro: due giorni sul circuito "Il Sagittario" di Latina per mettere alla prova le proprie capacità di guida utilizzando prima i kart e poi la Mazda3. Un programma diverso dal solito, in linea con l'ormai noto spirito Zoom Zoom, da alcuni anni slogan distintivo della Casa Giapponese. Saggiamente divisi in 8 team da 5 componenti ciascuno, affiancati dai rispettivi team manager, i 40 partecipanti, compreso il sottoscritto, si sono affrontati nelle varie tipologie di competizione programmate.

NON SOLO KART

Nella prima giornata, dedicata esclusivamente ai kart, il compitino era facile: prove libere, griglia di partenza determinata dai giri cronometrati riservati agli otto migliori di ciascun team ed infine gara di 2 manche da 45 minuti stile endurance con attribuzione di 10 punti al primo, 8 al secondo, 6 al terzo, 5, 4, 3, 2, 1 ai restanti classificati. Nella seconda giornata le cose si sono maledettamente complicate: le stesse squadre si sono cimentate alla guida della Mazda3 turbodiesel da 150 CV, impegnate prima in un giro veloce per ciascun concorrente, con posizione per la gara di 60 minuti, riservata solo ai 5 migliori team, determinata dalla somma dei tempi realizzata da ciascuna squadra con attribuzione di punti come sopra e premio riservato al pilota più veloce in assoluto. Quello che però ha reso la competizione particolarmente interessante e, vi assicuriamo, avvincente, è stato il numero dei litri di carburante immesso nel serbatoio: solo 8 in totale a disposizione per prove cronometrate e gara.

ULTERIORI DISCRIMINANTI

A rendere tutto più difficile era innanzitutto la presenza, durante le prove, di chicane artificiali composte di birilli che non dovevano essere abbattuti pena l'aggiunta di 10 secondi/birillo al tempo totale della squadra. Poi nel corso della gara, in concomitanza con 2 dei 5 cambi di pilota, il direttore di gara avrebbe fermato il pilota subentrato ponendogli un quesito tecnico o sul prodotto Mazda. Una eventuale risposta errata avrebbe comportato un successivo rientro con relativo stop and go di 10 secondi.
Altra discriminante era l'esclusione dalla classifica finale per chi avesse esaurito il carburante prima della fine della gara o per vetture coinvolte in incidenti o toccate anche lievi. I sorpassi invece erano permessi solo sui due rettilinei principali.

ATMOSFERA SURREALE IN PISTA

Complici i limitati regimi di rotazione e la grande silenziosità delle vetture sembrava di assistere ad una competizione tra auto a propulsione elettrica. Il rumore maggiore proveniva dai box, dove fioccavano discussioni su ipotetiche strategie di gara basate su consumi presunti e tecniche di guida da economy run, sempre però con un occhio alla prestazione "velocistica" che avrebbe comunque determinato la classifica finale e la relativa assegnazione di punteggio. Con finestrini chiusi, specchietti ripiegati e climatizzatori rigorosamente spenti nonostante i 30 gradi, alla fine tutti gli equipaggi hanno terminato la gara, effettuando anche il giro di rientro. La vettura ha mostrato le sue due facce: quella sportiva nel giro lanciato, dove ha messo in mostra ottime doti dinamiche frutto di uno sterzo pronto e preciso che ha contribuito alla salvaguardia dei birilli presenti nelle chicane ( zero abbattuti a fine giornata). Il propulsore 2.2 l. da 150 Cv ha mostrato grande corposità fin dai regimi più bassi ed una eccezionale silenziosità di funzionamento. Il basso consumo di carburante rappresenta certamente un altro fiore all'occhiello per questa vettura: in un circuito tortuoso dove, pur a velocità moderate si usavano praticamente solo seconda e terza marcia e considerando anche i vari stop per cambio pilota e risposte alle domande, la media finale è stata di quasi 16 km/l, mentre nel giro "alla morte" non è sceso sotto i 6 km/l.

Eco Race Mazda3