Il lancio della Fiat 500 negli Stati Uniti non convince i concessionari Chrysler, tramite i quali sarà possibile acquistarla. "La mossa alimenta le preoccupazioni di diversi concessionari che già faticano a vendere le auto in loro possesso", si legge sul Wall Street Journal, che ieri non ha risparmiato alcuna critica alla strategia di Sergio Marchionne, che all'America ha già dedicato la serie limitata Cinquecento Prima Edizione.

Ad alimentare i dubbi circa il reale successo di vendita della 500 negli USA c'è anche il fatto che, se la 500 diventerà il quinto marchio della famiglia Chrysler (che già comprende Chrysler, Dodge, Jeep e Ram), "le altre case automobilistiche riducono il numero di marchi offerti". Chrysler insomma, come sottolinea il WSJ, "si muoverà nella direzione opposta". Una strategia che l'amministratore delegato del Gruppo ha affidato a Laura J. Soave, la quale, lavorando a stretto contatto con il presidente del gruppo Chrysler, Olivier Francois, sta organizzando tutte le iniziative di marketing, vendita e assistenza per riportare al di là dell'Atlantico il marchio torinese dopo 25 anni di assenza. Una scommessa che comincia con la piccola Fiat che sarà prodotta nello stabilimento messicano di Toluca con motori 1.4 MultiAir da 100 CV prodotti a Dundee, nel Michigan.

Fiat Cinquecento Prima Edizione

Foto di: Fabio Gemelli