In Europa muoiono più di 8.000 pedoni all'anno

Può sembrare un'operazione semplice, persino banale, camminare sulle strisce pedonali per raggiungere la parte opposta della strada, ma in realtà è una manovra a rischio. Ne sanno qualcosa le oltre 8.000 persone che ogni anno in Europa perdono la vita mentre attraversano le varie arterie cittadine. Per analizzare il fenomeno e comprenderne le cause, l'ACI ha condotto uno studio, insieme ad altri 17 Automobil Club internazionali, sugli attraversamenti pedonali delle maggiori città europee.

I risultati, divulgati in occasione della seconda giornata del SISS (Salone Internazionale della Sicurezza Stradale di Verona), parlano chiaro: su 215 punti di attraversamento analizzati, solo due sono stati valutati ottimi (entrambi a Londra), 116 "buoni", 69 hanno raggiunto la sufficienza e 28 sono stati bocciati. Tra le città più pericolose la prima in classifica risulta paradossalmente Bruxelles, sede delle maggiori istituzioni che definiscono provvedimenti sulla sicurezza stradale a livello internazionale. Anche la situazione di Roma non è per niente edificante: dei 15 attraversamenti esaminati nella capitale, 4 sono stati giudicati "buoni", 7 "sufficienti" e 4 "insoddisfacenti".

I problemi maggiori per la città italiana riguardano l'accessibilità e la visibilità delle strisce pedonali. Ad aggravare ulteriormente il risultato romano sono i 3 attraversamenti che entrano nel novero dei peggiori in assoluto. Tra i principali fattori di rischio riscontrati per chi si muove sulle proprie gambe, bisogna evidenziare la diffusa carenza culturale in materia di sicurezza stradale: ad esempio è sufficiente posteggiare un'auto in prossimità delle strisce per nascondere agli automobilisti i pedoni che si apprestano ad attraversare. Oltretutto, gli impianti semaforici che abbiamo nelle nostre città non aiutano chi sta a piedi, in particolare, quando si accende la luce gialla prolungata non sempre è possibile rendersi conto di quale sia il tempo effettivo disponibile per portarsi dall'altra parte della strada. Di sicuro sarebbe meglio avere dei semafori che indicano il tempo a disposizione per compiere l'operazione di attraversamento, ma attualmente una soluzione del genere è in fase di sperimentazione solo in due delle città prese in riferimento per il test: Copenaghen e Lubiana.