Oggi Marchionne incontra 1.735 rivenditori per riportare i marchi italiani in America

E' in queste ore presso l'Orange County Convention Center di Orlando, in Florida (USA), che i rappresentanti di circa 1.735 rivenditori Chrysler stanno discutendo insieme ai vertici dell'azienda (Sergio Marchionne in testa, accanto agli amministratori delegati dei marchi Chrysler, Dodge, Ram, Jeep e Fiat Nord America) la strategia di commercializzazione dei prodotti Fiat-Chrysler in Nord America.

Da definire c'è il procedimento di vendita e la ridefinizione dei rapporti con i clienti e, come ha anticipato il Wall Street Journal, i vertici della società controllata da Fiat dovrebbero chiedere ai rivenditori radunati in massa (la presenza è da record, con circa il 75% del totale) di tenere aperti gli showroom anche al sabato e risponderenno alle domande dei presenti durante l'apposito spazio da circa 90 minuti.

Si tratta quindi di un giorno importante per il Gruppo Fiat, che si prepara al ritorno negli Stati Uniti dopo quasi trent'anni di assenza. Al centro del dibattito c'è infatti l'intera gamma: dal nuovo Dodge Durango alla Fiat 500 (che sarà negli showroom Chrysler), dal Dodge Challenger ai minivan.

L'obiettivo, che Marchionne ha ribadito più volte, è rafforzare le vendite nella rete di 2.314 concessionarie, studiando una strategia per tornare ad attrarre clienti. Per questo l'amministratore delegato italo-canadese ha preparato un discorso che rivolgerà direttamente ai rivenditori, che incontra per la prima volta faccia a faccia dopo quell'evento di otto ore organizzato a novembre per presentare il Chrysler Group LLC 2010-2014 Business Plan.

E l'incontro non sarà facile. La Fiat 500 preoccupa i concessionari USA, poco convinti della strategia di Marchionne. "La mossa alimenta le preoccupazioni di diversi concessionari che già faticano a vendere le auto in loro possesso", si leggeva poco tempo fa sul Wall Street Journal. Ad alimentare i dubbi circa il reale successo di vendita della 500 negli USA c'è anche il fatto che, se la 500 diventerà il quinto marchio della famiglia Chrysler (che già comprende Chrysler, Dodge, Jeep e Ram), "le altre case automobilistiche riducono il numero di marchi offerti". Chrysler insomma, come sottolineato dal Wall Street Journal, "si muoverà nella direzione opposta". Una strategia che l'amministratore delegato del Gruppo ha affidato a Laura J. Soave, la quale, lavorando a stretto contatto con il presidente del gruppo Chrysler, Olivier Francois, sta organizzando tutte le iniziative di marketing, vendita e assistenza per riportare al di là dell'Atlantico il marchio torinese dopo 25 anni di assenza. Una scommessa che comincia con la piccola Fiat che sarà prodotta nello stabilimento messicano di Toluca con motori 1.4 MultiAir da 100 CV prodotti a Dundee, nel Michigan.

Alfa venderà 500.000 unità all'anno entro il 2014

Foto di: Eleonora Lilli