Winterkorn scopre le carte. Arriva nel 2014 ed è parente stretta della prossima Audi Q5

La Porsche avrà la baby Cayenne e questa potrebbe chiamarsi Cajun. Non è un'illazione, ma la parola di Martin Winterkorn, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, il quale ha confermato al settimanale Der Spiegel che la casa di Zuffenhausen, ultimo dei gioielli ad entrare nella galassia di Wolfsburg, avrà un SUV di dimensioni più piccole del Cayenne.

Sono così confermate le anticipazioni fatte da OmniAuto.it, almeno per quanto riguarda la tipologia inedita di vettura che si aggiungerà alla gamma e che deriverà dalla prossima Audi Q5, con lo stesso parallelismo industriale che esiste tra Audi Q7, Volkswagen Touareg e Porche Cayenne. Assai diversi invece sono la data d'arrivo previsto e il nome. Per il primo si parla almeno del 2014 mentre per il nome si tratta di una vera sorpresa. Per chi non lo sapesse, Cajun è un gruppo etnico francofono che oggi risiede nello stato della Louisiana ed è proveniente dalle zone del Quebec, della Nuova Scozia e del Maine, anche se oggi alla parola Cajun è associata un particolare tipo di cucina diffuso nel Sud degli Stati Uniti con influenze creole.

Un nome dunque ben diverso nel "sapore" da quelli ipotizzati come Roxster e Colorado. Il fatto che si parli del 2014-2015 fa però pensare che non sarà la Q5 la base della Cajun, almeno non quella attuale. È infatti impensabile che una Porsche abbia come base l'avanzo vecchio di almeno 6 anni, anche se di un'Audi. Il SUV compatto di Zuffenhausen sarà invece una vettura tutta nuova, che avrà molto in comune con la cugina di Ingolstadt e probabilmente anche la data di nascita visto che, sulla scorta di quanto accaduto tra le nuove Cayenne e Touareg, la Cajun e la prossima Q5 saranno in pratica un parto gemellare del quale dare annuncio congiunto.

Questo allontana ogni ipotesi sui motori e i sistemi di trasmissione. Probabilmente anche su questa Porsche vedremo un 4 cilindri, come previsto sull'erede della Boxster, anche lei su una base condivisa con Audi, ma di certo maggiore spazio sarà dato all'elettrificazione, in linea con le evoluzioni attese dal mondo dell'automobile in generale. Di sicuro sarebbe la prima volta che un nuovo modello Porsche vede rivelato il proprio nome con così largo anticipo, loro che - prima dell'era Volkswagen - erano stati sempre maestri nel nascondere le denominazioni dei loro modelli inediti con la sola eccezione della Panamera. Anche questo un segno dei tempi, così come l'obiettivo nel medio termine di raddoppiare i volumi e raggiungere 150mila unità all'anno, traguardo giudicato da Winterkorn auspicabile e complementare alla crescente condivisione di parti con altri marchi del gruppo contemperando la specificità di Porsche e l'ottimizzazione dei costi.

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Porsche Roxster e baby Boxster: si può fare

Foto di: Fabio Gemelli