Crollano gli acquisti delle famiglie per le troppe spese. Male anche l'usato

E' crollo storico per le immatricolazioni in Italia. A luglio ci si è fermati a quota 137.442 unità che rappresentano un -10,7% su base annua che si avvicina solo a quel triste dato del 1983, quando furono vendute 127.193 vetture. La sorpresa tuttavia non c'è. Il crollo era stato già annunciato e l'UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, aveva predetto nei giorni scorsi che questi dati avrebbero fatto rivedere al ribasso le stime dell'intero anno. "In particolare, gli acquisti per l'automobile - spiega Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE - sono scesi nei primi sei mesi di questo anno, secondo le rilevazioni del nostro Centro Studi, del 15,7%, passando dai 14,2 miliardi di euro dello stesso periodo del 2010 ai 12 attuali, una percentuale superiore alla flessione complessiva del mercato". E la situazione risulta ancora più grave se si tiene conto che sulle famiglie pesano i crescenti costi di gestione dell'auto: carburanti, assicurazioni, pedaggi e fiscalità. Ma entriamo più nel dettaglio.

FAMIGLIE IN CRISI

A luglio i privati hanno evidenziato ancora una flessione del 14,3%, scendendo al 65,7% di quota di mercato, mentre crescono le società, che recuperano quasi tre punti di rappresentatività, portandosi al 19,4% del totale. Pur se in flessione in termini di volumi, il noleggio ha confermato nel mese la quota di mercato di un anno fa del 14,9% e prosegue pure la corsa del diesel, al 56,3% del totale (quasi 6 punti in più di un anno fa), mentre rimane stabile la rappresentatività delle vetture a benzina (38,2%). Guardando al periodo gennaio-luglio, secondo quanto comunicato oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la flessione si è attestata a -12,7% (1.151.146 unità vendute). Basso anche l'andamento degli ordini: a luglio -5%.

STAVOLTA E' NEGATIVO ANCHE L'USATO

Nonostante l'usato negli ultimi mesi abbia sempre mantenuto la sua solidità, a luglio ha incassato una flessione del 3,3%, con 381.257 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture. Nei primi 7 mesi di questo anno le 2.784.736 unità trasferite segnano comunque una crescita del 3,6%, rispetto alle 2.688.976 dello stesso periodo del 2010.

SERVONO INTERVENTI URGENTI

In questo contesto, il coro è unanime: senza interventi non si vede ripresa. Dall'inchiesta congiunturale di luglio del Centro Studi Promotor GL events emerge che il 91% dei concessionari lamenta una bassa affluenza di acquirenti nei saloni di vendita e bassi livelli di acquisizioni di ordini, mentre il l'indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore, già molto depresso, cala di quasi 4 punti. Per far fronte alla situazione del mercato dell'auto, secondo gli operatori del settore interpellati dal Centro Studi Promotor GL events, occorre adottare provvedimenti urgenti di rilancio dell'economia: l'87% dei concessionari dichiara di preferire misure di questo tipo piuttosto che nuovi incentivi all'auto. D'altra parte è ormai facile prevedere che anche il dato sulla crescita del prodotto interno lordo, che verrà diffuso il 5 agosto, sarà negativo e se si considera che in entrambi i due trimestri precedenti vi è stata una crescita soltanto dello 0,1% si potrebbe configurare una nuova stagnazione che potrebbe lasciare spazio in tempi brevi ad una nuova caduta del Pil. "Questo segnale va dato subito - si legge in una nota del Centro Studi Promotor GL events -. A settembre potrebbe essere troppo tardi. Né si può pensare che chi ha alte responsabilità vada in vacanza mentre il Paese è sotto l'attacco dei mercati finanziari e la nostra economia rischia di scivolare in una nuova recessione dagli esiti imprevedibili".