Meno emissioni nocive, più qualità

Non solo motori più ecologici. Per ridurre le emissioni nocive derivate dalle auto si sta mettendo a punto l'impiego di particolari materiali per i componenti. E' così che dal 2011 gli interni della nuova Lexus CT200h utilizzeranno una nuova Plastica Ecologica chiamata bio-PET e sviluppata dalla Toyota Motor Corporation (TMC). Questa plastica, a cui ha lavorato anche la Toyota Tsusho Corporation, promette performance migliori (resistenza al calore, longevità, resistenza al restringimento) rispetto alle bioplastiche convenzionali e rispetto al PET derivante dal petrolio grezzo; un potenziale tale da avvicinarsi ai costi concorrenziali garantiti dalle plastiche derivanti dal petrolio grezzo, grazie al volume della produzione, ed offre la possibilità di essere utilizzata su componenti interni quali sedili, tappetini e altro, con performance fino ad oggi mai raggiunte dalle Plastiche Ecologiche, che garantiscono un livello inferiore di emissioni nocive rispetto alle plastiche derivanti dal petrolio grezzo.

L'applicazione delle Plastiche Ecologiche sulle auto non è comunque una novità. Già dal 2000 veniva utilizzata e nel mese di maggio del 2003 il costruttore giapponese è diventato il primo al mondo ad utilizzare materiali bioplastici derivanti da acido poliattico su veicoli destinati alla produzione in serie, introdotti inizialmente sul rivestimento della ruota di scorta e nei tappetini dell'utilitaria Raum, prodotta esclusivamente per il mercato giapponese. Da allora, TMC ha esteso l'applicazione della Plastica Ecologica, ottenendo il più alto livello3 al mondo di utilizzo di bioplastiche all'interno di un veicolo grazie alla copertura del 60% delle superfici interne della berlina ibrida Sai, lanciata nel dicembre del 2009 in Giappone.

Una Lexus CT200h al Nurburgring

Foto di: Daniele Pizzo