Il gruppo Volkswagen farà debuttare sulla A5 rinnovata una versione profondamente rinnovata del 4 cilindri 1,8 litri con alimentazione ad iniezione diretta e turbocompressore. La nuova unità eroga una coppia di 320 Nm tra 1.400 e 3.700 giri/min contro i 250 Nm tra 1.500 e 4.200 giri/min mentre la potenza massima cresce da 160 CV a 170 CV erogati a soli 3.800 giri/min, un regime inferiore a quello di un Diesel, e poi fino a 6.200 giri/min con licenza di allungo fino alla soglia dei 7.000 giri/min. In più, i consumi e le emissioni di CO2 sono stati ridotti del 21%.

CALORE PREZIOSO

Miglioramenti sostanziali dunque ottenuti con novità sostanziali, prima di tutto nella struttura. Grazie a un innovativo processo di fusione, le pareti del monoblocco in ghisa sono state assottigliate fino a 3 mm mentre grande attenzione è stata posta nella riduzione degli attriti, dei pesi e nella gestione termica. Quest'ultima è a controllo totalmente elettronico e si serve di numerosi sensori e due attuatori elettrici a vite per controllare i flussi del refrigerante fino a tagliarli del tutto verso il blocco e la testata in fase di riscaldamento. Il sistema è capace di far funzionare il 4 cilindri in un arco di temperature compreso tra 85 e 107 °C bilanciando al meglio le necessità termodinamiche con quelle degli attriti, quelle del cambio e persino della climatizzazione della vettura. L'integrazione del collettore di scarico nel blocco consente inoltre di abbassare la temperatura dei gas di scarico evitando al motore di arricchire la miscela quando si chiedono le massime prestazioni riducendo i consumi anche in queste situazioni. Solo questi accorgimenti valgono, secondo Volkswagen, 2,5 g/km di CO2 nel ciclo combinato.

L'INIEZIONE RADDOPPIA

Nuovo anche il sistema di alimentazione che diventa a doppia iniezione. Oltre all'iniettore inserito nella camera di scoppio, ce n'è un altro nel collettore, come già accade nei V8 Lexus. L'iniettore indiretto è posizionato nei pressi della valvola "tumble" ovvero quella che innesca il movimento verticale della carica, proprio nel punto di maggiore turbolenza del collettore. La sua presenza migliora il rendimento del motore ai carichi parziali permettendo di ottenere consumi e livelli di emissioni inferiori tanto che questo 1,8 litri è pronto già per l'omologazione Euro 6. L'iniettore in camera invece ora lavora a 200 bar invece che a 150 e può compiere fino a 3 immissioni per ciclo, ragione per cui potrebbe essere piezoelettrico e piazzato al centro invece che lateralmente come invece avviene su tutti gli FSI tedeschi. Ma questo non è confermato.

TURBO NUOVO E SCARICO CHE SI ALZA

Avanzata e originale anche la distribuzione con i due alberi a camme che possono essere regolati per la fasatura di 60 gradi angolo manovella per il lato aspirazione di 30 gradi per quello di scarico dove è attivo anche il variatore di alzata su due livelli. Questo dispositivo, solitamente dedicato all'alimentazione per aumentare il respiro del motore, sul nuovo 4 cilindri svolge invece una funzione diversa, probabilmente legata al ricircolo interno dei gas di scarico, con lo scopo di ridurne la temperatura, ma anche per gestirne la velocità verso la turbina del turbocompressore. Quest'ultimo è di nuovo tipo della IHI con una lega che resiste fino a 980 °C, un sensore lambda inserito direttamente a monte della chiocciola della turbina e un compressore ricavato dal pieno. La valvola wastegate è elettrica per aggiustare con estrema precisione la pressione di sovralimentazione che arriva al massimo a 1,3 bar. Innovativo anche l'ammortizzatore torsionale inserito nell'alberino, segno che questa nuova unità gira a regimi molto elevati.

SCORRE MEGLIO ED È PESO PIUMA

Interessanti anche le misure per ridurre il peso e gli attriti come l'adozione di molte viti in alluminio, l'integrazione dei collettori, l'albero motore dotato di 4 contrappesi invece di 8, i pistoni di una nuova lega ad alta resistenza e rivestiti di un particolare polimero, tecnologia adottata anche per la coppa dell'olio. Per migliorare le vibrazioni, ci sono ora due alberi controrotanti mentre anche la lubrificazione è a portata variabile e controllata elettronicamente con getti di raffreddamento che si attivano solo quando è strettamente necessario. Grazie a questi accorgimenti, il peso del motore scende da 135 a 131,5 kg migliorando al contempo la densità di potenza e di coppia. Il nuovo 4 cilindri sarà adottato anche su altri modelli del Gruppo e le sue soluzioni saranno travasate anche sugli altri 4 cilindri della famiglia e su altre unità più frazionate.

Audi A5 restyling

Foto di: Fabio Gemelli