Tecnologica ibrida belga in salsa retrò

I saloni dell'auto di questi ultimi anni abbondano di auto ibride, ma forse non molti sanno che l'idea di abbinare la propulsione elettrica a quella del motore termico risale addirittura agli inizi del '900. Uno dei primi esemplari di cui si ha memoria è la Lohner-Porsche, ideata a Vienna dal futuro fondatore del Marchio omonimo Ferdinand Porsche. Poco dopo, a qualche chilometro di distanza, esattamente a Liegi nel 1906, venne alla luce il Marchio Imperia che diventò, insieme a Minerva, uno fra i più importanti Costruttori belgi prima di scomparire nel 1948.

Dopo il primo anno di vita, la fabbrica della Imperia si trasferì a Nessonvaux nell'ex stabilimento della Pieper, guidata all'epoca dall'ingegnere Henri Pieper, che insieme a Porsche era stato uno dei primissimi a creare agli inizi del '900 un esemplare di auto ibrida con la Pieper Auto-Mixte. Furono poi il basso prezzo del petrolio e l'impetuoso sviluppo dei motori a combustione interna a guidare la scelta dei costruttori dell'epoca in favore della soluzione che tutti conosciamo.

Oggi sappiamo che non è più così: il prezzo del petrolio cresce quotidianamente e la propulsione elettrica è tornata prepotentemente al centro dell'attenzione. Aggiungiamo che lo stile neo-retrò, grazie a Mini, Volkswagen New Beetle e Fiat 500, è più che mai in voga ed ecco spiegato il ritorno della Imperia Automobiles, voluto dalla Green Propulsion, una engineering belga specializzata nello sviluppo di veicoli a trazione alternativa.

IMPERIA GP: UNA IBRIDA MODERNA IN STILE RETRO'

Da questi presupposti storici nasce così la Imperia GP, una roadster dalle linee ultraclassiche che si avvale però di una sistema a propulsione ibrida denominato PowerHybrid, le cui prestazioni (secondo la rinata compagnia belga) sono paragonabili a quelle di una Porsche 911 Carrera S, mentre le emissioni pari a quelle di una smart ForTwo. La propulsione della Imperia GP viene regolato dal guidatore che, attraverso un apposito selettore, può scegliere se far funzionare solo il motore termico - un inedito 4 cilindri a V a benzina da 2.0 litri con 200 Nm di coppia ed una potenza di 174 CV accoppiato ad una cambio manuale a 5 velocità - oppure quello elettrico, che da solo assicura una potenza di 134 CV con una coppia di 300 Nm.

I due propulsori possono lavorare separatamente oppure in parallelo ed in questo caso le emissioni di CO2 sono limitate a soli87 gr/km. Le batterie si ricaricano in marcia, oppure in 4 ore attraverso la normale rete elettrica a 220V, ma sono sufficienti 180 minuti per raggiungere un livello di carica dell'85%. L'Imperia GP consuma così solo 5 litri di benzina ogni 100 km, ma riesce ad accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,8 secondi in modalità ibrida parallela e in 7,1 secondi in modalità totalmente elettrica. Il merito è anche di una architettura che ha privilegiato il risparmio di peso, con una scocca in materiale composito e un telaio in traliccio di tubi d'acciaio con roll cage integrato che è stato omologato dalla FIA.

La Imperia GP è ancora in via di completamento, ma da Liegi hanno anticipato che il prezzo dovrebbe attestarsi sugli 85.000 euro per ognuno dei 50 esemplari all'anno che verranno prodotti.

Imperia GP

Foto di: Daniele Pizzo