Male gli USA. L'Italia si conferma il primo mercato estero

E' stato un marzo sfortunato per le "Big Three" americane, principalmente a causa della crisi economica in atto negli Stati Uniti, aggravata dall'aumento del prezzo dei carburanti. Chrysler LLC sul mercato interno ha perso in termini di vendite il 19,4% rispetto a marzo 2007 ed il 15,5% nel primo quadrimestre del 2008 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Al di fuori degli States, però, i risultati economici sono molto più incoraggianti: il primo quadrimestre della Casa di Auburn Hills ha fruttato 57.346 unità vendute in tutto il mondo, con una crescita del 9% rispetto al Q1 2007: "A guidare la nostra crescita internazionale sono stati modelli nuovi e più efficienti come Jeep
Patriot
e Compass e potenti come la Dodge Caliber SRT-4", precisa il presidente Jim Press.

Le automobili Chrysler, Dodge e Jeep vengono vendute in oltre 125 Paesi, metà delle quali vengono assorbite dal mercato europeo che ha fatto registrare un +4% nei primi mesi del 2008. Come avviene da qualche anno lo Stato europeo più fruttuoso per Chrysler è ancora l'Italia con 6.170 immatricolazioni che, rispetto allo stesso periodo del 2007, si traducono in una crescita del 15%. Subito dietro all'Italia, in quanto ad immatricolato, troviamo la Gran Bretagna, a quota 5.609 esemplari venduti (+10%).

A convincere la clientela fuori dagli USA nel primo quadrimestre sono soprattutto i marchi Jeep (22.699 unità, +11%) e Dodge (17.371 unità, +46%), mentre il marchio Chrysler è sceso del 15%, anche se il
management americano si aspetta buoni riscontri dalla nuova Sebring anche in versione Cabrio.