Primo round fra mademoiselle Zoe e la Régie

Vi ricordate il caso della signorina Zoe Renault? Qualche mese fa questa ragazza parigina con il sostegno della Association pour la Défense de Nos Prenoms (una associazione che combatte l'uso commerciale dei nomi propri) aveva intimato tramite il suo legale a Carlos Ghosn in persona di non utilizzare il suo nome per la futura vettura elettrica che verrà lanciata nel 2012.

A quanto sembra mademoiselle Renault e le circa 30.000 omonime che vivono in Francia dovranno mettersi il cuore in pace, perché il Tribunal de Grand Instance di Parigi che si è dichiarato incompetente a pronunciarsi sulla richiesta dei suoi legali di interdire l'uso del suo nome di battesimo sulla prossima city car della Régie.

Secondo l'ADNP "Quando un industriale usa un nome proprio per identificare un modello di vettura urta l'interesse del bambino creando confusione nella sua costruzione identitaria e lo espone alla derisione per tutta la vita", ma a nulla sono valsi dunque né le petizioni online né gli appelli ai parlamentari transalpini contro il nome che, secondo Renault, deriva dal greco (dove significa "vita") e gioca semplicemente sulle iniziali "Z" di "zero" ed "E" di "emissions". La partita però non dovrebbe essere chiusa, perché la presidentessa dell'ADNP Catherine Lenoir poco prima della decisione del tribunale parigino si è detta determinata ad arrivare fino alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Renault ZOE Preview