Ecco la pista su cui nasceranno le prossime supercar italiane

"Track day" è l'inglesismo che la lingua italiana ha adottato per descrivere quelle giornate entusiasmanti trascorse con auto da sogno in pista. Ma per il primo incontro con l'asfalto del nuovo Autodromo di Modena, avvenuto lo scorso 3 settembre dopo la conclusione dei lavori, sarebbe più corretto (ed emozionante) parlare di "happy day", vista la passione che ha segnato la nascita di una pista in una terra così speciale per i motori. Non si è trattato di un'inaugurazione ufficiale, ma di un battesimo festeggiato con una giornata trascorsa in compagnia di persone innamorate delle automobili e a bordo di bolidi di ogni tipo, come potete vedere dalle foto. Noi di OmniAuto.it e i colleghi di OmniCorse.it e OmniMoto.it abbiamo partecipato a questa festa in esclusiva, scoprendo in anteprima traiettorie e peculiarità della nuova pista, con il pensiero orientato alle future attività di collaudo che i più prestigiosi costruttori di auto e moto sportive potrebbero effettuare su questo tracciato: a due passi da Marzaglia (Modena), infatti, s'incontrano nomi come Lamborghini, Ferrari, Maserati e Pagani, senza dimenticare la Rossa su due ruote, la Ducati.

DARE SFOGO ALLA PASSIONE E VITA ALLE SUPERCAR

La bella notizia proviene da un territorio storicamente florido per i motori, che dà un segnale forte in un Paese, l'Italia, da sempre povero - se si pensa alla Gran Bretagna, per esempio - di piste in cui gli appassionati possano guidare al limite le proprie sportive. O dove le case automobilistiche possano sviluppare i propri veicoli senza dover affittare proving ground all'estero. Lo staff dell'Autodromo di Modena vanta anni d'esperienza nel settore automotive ed è in grado di offrire ai costruttori sessioni di test nella massima discrezione e riservatezza. Per il resto, le caratteristiche tecniche del tracciato parlano da sé: adagiato su variazioni altimetriche particolarmente indicate per portare al limite i veicoli, il circuito permette di sviluppare telai, sospensioni e pneumatici, nonché di deliberare tarature e messe a punto.

LA PALESTRA IDEALE PER GLI AUTOTELAI

Sul rettilineo di 477 metri di lunghezza, i collaudatori potranno stressare i propulsori, dopo aver percorso la lunga curva in appoggio molto veloce e studiata per essere interpretata con più traiettorie, a seconda delle caratteristiche dell'autotelaio da enfatizzare. La configurazione della pista garantisce inoltre notevoli trasferimenti di carico, che si notano soprattutto in corrispondenza delle due varianti. La sequenza di curve in rapidissima successione, richiede infatti un'elevata prontezza di inserimento ed altrettanta precisione di sterzo, pena una decisa perdita di velocità o reazioni di sottosterzo e sovrasterzo prima di immettersi nel rettilineo in discesa, che porta alla staccata successiva. In questo frangente, lo stress subìto dal veicolo chiamerà in causa gomme e freni, costretti così ad affrontare sessioni straordinarie.

Ecco le principali caratteristiche tecniche dell'Autodromo di Modena:

Lunghezza: 2.007 metri
Larghezza: 12 metri (costanti)
Lunghezza rettilineo partenza/arrivo: 477 metri
Senso di marcia: orario
Numero di curve: 11, 8 a destra e 3 a sinistra
Raggio di curvatura minimo: 15 metri (alla curva T6)
Raggio di curvatura massimo: 78 metri (alla curva T11)
Pendenza longitudinale rettilineo dei Box: 1,5 %
Banking max: 3% (curva T1, T2 e T5)
Vie di fuga: asfalto e ghiaia
Paddock: 8.200 mq
Box: 21 (11,7 x 4,2) metri
Are Bar/Catering: 203,85 mq
Sale Riunioni: 2, di capienza pari a 100 posti

Nuovo Autodromo di Modena: un successo il primo track day

Foto di: Giuliano Daniele