I coreani hanno soldi e determinazione. Sarà vera gloria?

Hyundai, il colosso sudcoreano che ha continuato la sua crescita su tutti i mercati nonostante la crisi, sembra ora decisa a puntare anche verso il premium (strada chiusa invece per la sua controllata Kia). Finora, ai Saloni internazionali dell'auto abbiamo visto ripetere una scena sullo stand Hyundai (e anche Toyota) con un solo attore: il numero uno del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, che di persona, insieme ai suoi più stretti collaboratori, verifica la qualità del prodotto sudcoreano (o giapponese). Prossimamente toccherà a uno come Dieter Zetsche di Daimler andare a dare un’occhiata da vicino alle Hyundai, o nel lusso queste visite di (s)cortesia non si fanno? In effetti il gruppo sudcoreano ha intenzione di mettere nel mirino le Case tedesche come BMW, Audi e Mercedes, senza trascurare che la cosa potrebbe dar fastidio a Lexus e Infiniti, i marchi di lusso di Toyota e di Nissan.

Due i segnali molto recenti. Il primo è il debutto in Europa della Genesis, berlinona di quasi cinque metri fin qui venduta soltanto sui mercati asiatici e americani. Il motore 3.8 V6 benzina (l’unico al lancio) a queste latitudini dà poche speranze, ma è l’inizio. Come dire: ci siamo anche noi. Il secondo si è visto la settimana scorsa al Salone di Busan, in Corea del Sud, dove è stata presentata un'altra berlina di lusso: denominata per ora AG, sarà in vendita sul mercato interno nel secondo semestre dell'anno per recuperare terreno sui marchi tedeschi, in crescita (in particolare BMW) nonostante i pesanti dazi sull'importazione imposti dal governo coreano. Sarà un attacco velleitario alla nobiltà tedesca, soprattutto in Europa dove il mercato è più sofisticato? Forse. Basta però ricordarsi che, se c'è una cosa che non manca a Seoul, sono soldi e determinazione.

Hyundai sfida le auto premium tedesche