Un tunisino denuncia una compagnia per “discriminazione” rispetto agli italiani

Come vi sentireste se vi dicessero che, per via della cittadinanza straniera, pagate una Rc auto molto più cara rispetto a un guidatore con caratteristiche identiche ma italiano? Un tunisino, C.M., non l'ha presa bene. E dopo essersi accorto che la sua Rca costa il 30% in più di una stessa polizza intestata a un italiano, s'è rivolto a un avvocato. Per andare sino in fondo alla questione: ottenere dalla Compagnia cui aveva chiesto il preventivo (Genialloyd) una Rca pari a quella degli altri. Così è stata aperta la causa di fronte al Tribunale di Milano. Se ne riparla a fine gennaio 2011.

ALL'ATTACCO

Il caso, secondo il legale del tunisino, rientra nel disposto dell'articolo 43 del Testo unico sull'immigrazione secondo cui "chiunque imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire beni o servizi offerti al pubblico a uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenenza a una determinata razza, religione, etnia o nazionalità, compie in ogni caso un atto discriminatorio".

BATTAGLIA IN AULA

Il signor C.M. è arrivato a dire: "Non credevo che l'apartheid sudafricano si fosse trasferito in Italia". E Genialloyd, che ne pensa? "La differenziazione sulla base della cittadinanza deve ritenersi pienamente legittima: essa rispecchia il grado di rischio dell'automobilista, nonché del suo Paese dove, si suppone, lo stesso abbia guidato diversi anni, adottando quindi le abitudini di guida del posto. Da ultimo, a conferma della totale assenza di qualsivoglia intento discriminatorio di tipo etnico nella condotta di Genialloyd, vogliamo rilevare come gli stranieri con cittadinanza italiana paghino premi assicurativi non maggiorati a prescindere dalla nazionalità".

LE RAGIONI DELLA COMPAGNIA

Le Assicurazioni non necessitano certo di avvocati, sapendo difendersi e attaccare da sole in tutte le sedi; tantomeno Genialloyd, importante Compagnia online che fa parte di un colosso come Allianz-Ras. Tuttavia, OmniAuto.it trova eccessiva la pretesa del tunisino. Il mercato Rca è libero, e ogni Impresa si regola come crede, purché depositi le tariffe all'Isvap (vigila sulle Compagnie). Se fa pagare un prezzo elevato a un cittadino straniero, è perché le statistiche sugli incidenti in suo possesso indicano un'elevata sinistrosità di determinati soggetti.

ANCHE FRA ITALIANI...

Alla stessa stregua, allora, anche un 18enne che abita a Caserta potrebbe sentirsi discriminato, e denunciare tutte le Assicurazioni, che sparano prezzi elevatissimi per i giovani residenti al Sud: il fatto è che i neopatentati provocano numerosi incidenti, con gravi lesioni fisiche, rappresentando un costo per il bilancio delle Compagnie. E perfino i maschi (che statisticamente causano più sinistri delle signore) si vedono chiedere Rca più salate. Tutte "discriminazioni" da abolire?